Torino: quegli Lp che piacciono ai ragazzini

http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/04/18/news/quegli_lp_che_piacciono_ai_ragazzini-83922776/

Quegli Lp che piacciono ai ragazzini

Anche i nativi digitali ne sono affascinati. Non è infatti raro vedere oggi ventenni o poco più che cercano l’ultima novità in vinile nei piccoli negozi indipendenti di dischi. A Torino c’è un mondo sotterraneo dove si spaccia musica nei vecchi formati, quelli che non tramonteranno mai, come i 33 giri e i singoli su 45 giri. Tanti negozi, dal Rubber Soul Dischi di via Carrera fino al Vinyl Wood di corso Regina e al Rrriot Shop di via Berthollet (dove si vendono vestiti e dischi in vinile di band indipendenti), sopravvissuti alla tempesta perfetta del digitale. La specificità analogica del vinile, unitamente al suo pregio estetico, tattile e visivo, ne stanno decretando un nuovo inatteso successo anche fra i più giovani che crescono con l’iPod e altri lettori mp3 sempre in tasca.

“Siamo aperti a tutto e a tutti – racconta Maurizio Blatto dal suo negozio ormai storico di via Pinelli, “Backdoor”, che è anche al centro di un suo romanzo molto bello, “L’ultimo disco dei Mohicani” – ci rivolgiamo a quel variopinto circo di clienti, più o meno occasionali, più o meno appassionati, più o meno folli, che transitano da anni nel nostro negozio. Qui ci siamo specializzati nei vinili e viviamo l’amore per la musica dall’altra parte della barricata”. Anche se i compact disc continuano a popolare gli scaffali di questi negozi resistenti, il vinile è oggi la nuova ossessione di chi ama la musica e soprattutto il folk, l’indie e l’elettronica. Lo conferma Matteo Triggiani, che con il socio Marco Storai gestisce l’”alternative records store” Les Yper Sound in via Rossini, un vero covo di “maniaci”. “Evidentemente c’è un ritorno di fiamma per i vinili – spiega il negoziante, mentre con la prezzatrice marchia i nuovi album appena consegnati – ci sono i fedelissimi che non hanno mai smesso di collezionare dischi su vinile, ma anche tantissimi giovani attratti da questo formato”.

Eppure sono molti, ancora, quelli che non conoscono il vero valore di un vinile oggi. “Per gradi si sta iniziando a capire che un album in vinile offre molto di più di un cd o di un formato digitale – continua Triggiani – Per esempio all’interno della confezione le case discografiche inseriscono anche una copia su cd o il codice per scaricare la versione digitale, più altri vari extra che possono essere poster o cartoline”. Un esempio curioso è quello di “Wakin On A Pretty Daze” di Kurt Vile, il musicista rock di Philadelphia che ha pubblicato per la Matador records un disco tra i più venduti nel 2013 anche da Les Yper Sound: “Beh, in questo caso la versione in vinile si può definire veramente un oggetto di culto. All’interno della busta hanno allegato una confezione di adesivi su cui compaiono diversi disegni e scritte coloratissime che, volendo, si possono attaccare sulle facciate interne della copertina, creando le immagini e gli sfondi che si desiderano”.