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La proprietaria della Discoteca laziale e la pazienza di chi resiste

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La proprietaria della Discoteca laziale e la pazienza di chi resiste

E’ raro non trovarla alla cassa. Anche adesso che ha 93 anni. Dal 1960, ogni mattina la signora Carmela parte da Tor Tre Teste, dove abita, e insieme alla figlia in auto raggiunge via Giolitti dove è ubicato il suo negozio di dischi: la Discoteca laziale. Nome che a Roma, e non solo, tutti gli intenditori di musica conoscono bene.

A volte ci passo anche senza un motivo preciso. Solo per rivederla. Ci parlo sperando ogni volta di carpirne il segreto. Come ha fatto a resistere per tanto tempo? Soprattutto ora che i negozi di dischi sono quasi tutti scomparsi. Non può essere una questione solo di oculatezza nella gestione economica, si capisce. Ci deve qualcosa di più. Ma che cosa? Pazienza, tenacia. Sopportazione… Gli americani lo riassumono in un termine solo: endurance.

In un momento in cui tutti sono in ambasce per la chiusura di sale cinematografiche, teatri, librerie, forse sarebbe opportuno approfondire il fenomeno. Così come un botanico studia quei semi che, malgrado l’ostilità delle condizioni ambientali e la riluttanza di certi terreni, continuano a generare frutti. Generalmente sono quelli più antichi, i più forti.

Se provi a scavare nel suo passato, lei ti disarma per la brevità del suo racconto: ti parla di quando da Napoli arrivò a Roma come di un viaggio e del 1960 come del momento in cui, appunto, l’avventura è cominciata. All’inizio gestendo un banco per la vendita di dischi per strada e poi con l’apertura del negozio. Tutto da sola e poi insieme ai figli quando sono diventati grandi. Questo è quanto.

Con quello aspetto così distinto, i capelli sempre in ordine e le camicette bianche col collo ricamato, ti sembra di imbatterti in una di quelle donne che hanno visto l’Oceano da piccole e, giunte nel nuovo continente, sono potute crescere a New York così come in qualsiasi altro luogo della vasta provincia americana. Non lasciandosi mai intimorire dai cambiamenti in virtù della forza d’animo scoperta in quella traversata.

Roma: Go West Fest e Fiera del Vinile al Circolo degli Artisti

http://www.romatoday.it/eventi/go-west-fest-e-fiera-del-vinile-al-circolo-degli-artisti-giovedi-5-giugno-2014.html

Go West Fest e Fiera del Vinile al Circolo degli Artisti

Giovedi 5 giugno p.v., a partire dalle ore 18:00, il Circolo degli Artisti di Roma, ospiterà il “GO WEST FEST” un Festival, ideato e a cura della Sunglass Production di Valentina D’Agostino, Francesco Lucarelli, Roberto Mattei con la collaborazione di ODE Eventi di Francesca Casalino.

Un viaggio dai deserti del South-West alle palme della California. Un melting-pot di suoni, immagini e colori proposto da diverse generazioni di artisti.

A rendere omaggio alla scena Americana della West Coast, sul palco del Circolo degli Artisti si alterneranno in 5 set:

DAN STUART californiano di Los Angeles, songwriter, è il fondatore dei Green On Red, band rock, post punk, alt-country con la quale – tra i primi anni ’80 e i primi ’90 – diventa il punto di riferimento del Paisley Underground insieme ai Rain Parade e ai Dream Syndicate di Steve Wynn. Proprio insieme a Wynn, nel 1985 crea Danny & Dusty, progetto parallelo con il quale pubblica The Lost Weekend, disco che vede la partecipazione di alcuni membri dei Long Ryders. Nel 1995 abbandona il music business per oltre una decade. Nel 2010 viene pubblicato Love Of The Amateur, il disco dei The Slummers, la nuova band di Dan, prodotto da Antonio Gramentieri (Sacri Cuori) con il quale inizia un proficuo rapporto artistico, che sfocia nella collaborazione con i Sacri Cuori con i quali Stuart realizza il suo ultimo disco The Deliverance Of Marlow Billings (2012). E’ ospite del GO WEST FEST per il suo unico live full-band del tour europeo.

SACRI CUORI Da anni il gruppo calca i palcoscenici internazionali ed è attivo anche come backing band di molti personaggi di spicco del cantautorato internazionale: Hugo Race (The Fatalists), Dan Stuart, Richard Buckner, Robyn Hitchcock, Woody Jackson. I loro dischi si muovono su confini musicali “desertici” e dagli ampi spazi, intrisi di folk, blues e psichedelia, ricevendo ottime recensioni su tutta la stampa internazionale. Questi lavori sono impreziositi dal supporto di musicisti quali John Convertino, Jakob Valenzuela dei Calexico, Howe Gelb, Marc Ribot, James Chance, John Parish, Marc Ribot, David Hidalgo (Los Lobos), Jim Keltner, Stephen Mc Carthy, Isobelle Campbell. Nel 2013 compongono la colonna sonora del film Zoran, il mio nipote scemo, opera prima del regista Matteo Oleotto, presentata al Festival di Venezia il 3 Settembre 2013 e vincitore alla 28esima settimana della critica.

FILIPPO GATTI: nel 1994 fonda il gruppo rock Elettrojoyce, con i quali pubblica tre dischi: nel 1996 Elettrojoyce, nel 1999 Elettrojoyce (2°) e nel 2000 Illumina. Nel 2003 pubblica il suo primo disco solista, Tutto sta per cambiare, prodotto da Riccardo Sinigallia. Nel corso degli anni, collabora in qualità di autore, arrangiatore, musicista e produttore artistico con artisti quali: Banco del Mutuo Soccorso, Bobo Rondelli, Bruno Lauzi, Marina Rei, Riccardo Sinigallia,. Nel 2012 esce il suo secondo disco solista, intitolato Il pilota e la cameriera. Nel 2014, è co-autore e produttore di Prima di andare via e Una rigenerazione, le due canzoni presentate da Riccardo Sinigallia al Festival di Sanremo 2014 e contenute nel disco Per tutti.

THEE ELEPHANT: rock band, con derive psychedeliche, formatasi a Roma nel dicembre 2012. La band si è esibita nei più importanti live club e festival italiani, e nel giugno 2013 è stata ospite a Torino dell’Energy Tree Festival, tenutosi presso il centro culturale Cap10100

RAWSTARS: Un mix di kfol e rock’n'roll per la band di Francesco Lucarelli, cantautore romano che nel corso degli anni ha avuto la possibilità di cantare dal vivo con Billy Talbot & Ralph Molina (i Crazy Horse di Neil Young), Crosby, Stills & Nash, e gli America. Sul disco solista di Lucarelli, Graham Nash è ospite alla voce e all’armonica. Attualmente i Rawstars stanno registrando il loro album di debutto.

GO WEST FEST non è soltanto un Festival di musica, ma una vera e propria manifestazione ricca di eventi collaterali:

ODE AL VINILE: minifiera del vinile (ore 18:00) a cura di ODE Eventi www.odeventi.tumblr.com
Ode Eventi, dopo le fortunate edizioni delle fiere “Vinile Espresso” (presso Micca Club) proporrà, nell’ambito del GO WEST FEST, una piccola fiera del disco con una selezione dei migliori espositori e collezionisti di dischi di Roma. Un’occasione per poter “mangiare” dischi, comprarli, venderli, scambiarli. Un’Ode al Vinile, che celebra questo supporto intramontabile.

MOSTRA FOTOGRAFICA dedicata ai maggiori esponenti della scena west coast a cura di:
GIOVANNI CANITANO www.giovannicanitano.it
Giovanni Canitano è uno dei padri spirituali dei fotografi musicali. Ha fotografato i grandi del rock, da Bob Dylan ai Rolling Stones. Ha seguito tutti i tour di Bruce Springsteen dal 1981 ad oggi e ha dato alle stampe alcuni volumi sul “Boss” tra cui “American Skin: vita e musica di Bruce Springsteen”. Le sue immagini sono state pubblicate da riviste e libri di tutto il mondo. Canitano, che ha curato anche molte copertine di dischi, recentemente si è dedicato alla direzione della fotografia per videoclip musicali.

FILIPPO DE ORCHI http://fdeorchi.wix.com/filippodeorchi
Filippo De Orchi nasce a Roma. Curioso e interessato, segue i movimenti letterari e musicali della fine degli anni ’60. Docente di materie letterarie, qualche articolo su riviste specializzate, collabora con una nota Fashion House per poi tornare alle radici e alle emozioni della fotografia Beat, Rock’n'Roll, Blues, Pop, Metal, Funky, Soul, R&B, Grunge, Country, Folk, Reggae, Surf, Punk, Garage, Ska, Glam, Indie… le sue foto segnano il tempo della musica, tutta.

MOSTRA ESPOSIZIONE DI MUSIC POSTER a cura di Clockwork Pictures www.clockwork-pictures.com/
COLLETTIVA DI ILLUSTRATORI & FUMETTISTI + LIVE PAINTING a cura di:
ANTONIO PRONOSTICO https://www.behance.net/antoniopronostico feat MASSIMO PASCA http://www.massimopasca.it/ con il Progetto “La tela trema”, primo e ironico clash fra due illustratori e pittori in pubblico, propongono questa nuova esperienza performativa nata per coinvolgere il pubblico nel processo creativo della nascita di una opera d’arte, attraverso un live painting dove mettono in evidenza la loro velocità d’esecuzione su una tela, un’irruzione nello spazio per portare l’arte al di fuori dei confini del loro studio di pittura. Un’esperienza nata per coinvolgere il pubblico.
MARCO CORONA http://ilcanguropugilatore.blogspot.it/
SIMONE LUCCIOLA http://simonelucciola.blogspot.it/
MANFREDI CIMINALE http://manfrediciminale.blogspot.it/
VINTAGE CLOTHING & ACCESORIZES
APERO DJ SET ALL’APERTO (ore 19:00) a cura di GIANLUCA POLVERARI (RADIO CITTA’ APERTA)
GO WEST FEST

Giovedì 5 giugno 2014 – Circolo degli Artisti, via Casilina Vecchia 42, Roma

Apertura porte ore 18:00. Inizio Concerti ore 20.30. Ingresso alla Minifiera del Vinile + Mostra fotografica + Concerti Euro 5.

Negozi di dischi: “Incredibile ma vero, i giovani si riavvicinano”

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2014/04/07/news/record_store_day_la_riscossa_dei_negozi_che_resistono-82791527/

Record Store Day, la festa nei negozi: “Incredibile ma vero, i giovani si riavvicinano”

Vinile, tu resusciti un disco morto. O almeno, a questo mira il Record Store Day, che sabato 19 riporterà nei negozi di musica ancora superstiti i 33 giri: titoli nuovi, e anche qualcuno vecchio, stampati su microsolco per l’occasione. Servirà a resuscitare un mercato assassinato da Internet e dalla tecnologia in generale? Ci sperano quelli che sul nuovo che avanza si pongono in direzione ostinata e contraria, come Mario Buscemi, fondatore (nel 1969) e gestore dell’omonimo negozio milanese, uno dei pochissimi ancora in attività.

Mario Buscemi, fondatore di Buscemi Dischi a MIlano, che da corso Magenta si è trasferito in via Terraggio.

Cosa può fare un’iniziativa come questa?
“Noi crediamo, anche più di prima. Certo, il vinile interessa anzitutto i collezionisti, ma c’è anche qualche ragazzo che si avvicina curioso e che resta conquistato. Tutto quello che fa interessare all’esistenza di un oggetto chiamato disco può aiutarci, ridotti come siamo”.

La crisi quindi non si è ancora arrestata?
“Le fornisco solo una cifra: una decina d’anni fa un disco di successo vendeva 300mila copie, adesso arriva a 20mila. E no, non si è ancora toccato il fondo. Pensi che adesso vanno maluccio anche i megastore che uniscono dischi, libri e film, che sembravano la formula vincente”.

Come riuscite a resistere?
“Beh, un anno fa abbiamo dovuto traslocare. Di pochi metri, per fortuna: da corso Magenta ci siamo spostati in via Terraggio, nel locale sotterraneo dove prima tenevamo i dischi di classica. In sé lo spazio non è drasticamente diminuito, diciamo che da 150 metri quadrati siamo scesi a 100, ma è chiaro che abbiamo dovuto fare delle rinunce. Tagliando la classica, anzitutto”.

Spending review a parte?
“Abbiamo puntato su quello che già prima era la nostra caratteristica: la specializzazione. Un appassionato sa che se viene da noi può trovare anche il disco più strano e raro, o che se non c’è glielo facciamo arrivare. Basta che sia in catalogo in una qualsiasi parte del mondo. E molto aiuta l’e-commerce. Per fortuna una città come Milano è abbastanza grande da avere un pubblico di gente che non rinuncia al disco, che sia in cd o in vinile. Anche se è chiaro che l’età media è sui 50-60 anni, gente che non rinuncia all’oggetto con cui è cresciuta”.

Quindi, Record Store Day a parte, i vinili li vendete ancora?
“Sì, adesso stiamo puntando su quelli usati”, spiega Mario Buscemi.

“È il terzo anno che partecipiamo attivamente al RSD”, racconta Vito Causarano, il titolare del Centro Musica di Bari. “Ci siamo assicurati un po’ di vinili che arriveranno prima del 19 aprile e poi organizzeremo qualche concerto. Il Record Store Day è un vantaggio, per noi negozianti, ci fa sentire uniti nella stessa lotta per far sopravvivere il disco…”. Meglio il disco fisico del digitale: “Neil Young ha svelato un aneddoto. Lui era molto amico di Steve Jobs, che quando andava a trovarlo a casa sua, ascoltava solo la musica riprodotta in vinile!”INTERVISTA DI ANNA PURICELLI

A contrastare l’avanzata dei megastore fisici e digitali restano in campo l’ottimismo della volontà, la fierezza e la competenza di tanti commercianti appassionati che, da nord a sud, continuano a combattere per una causa nobile, la sopravvivenza stessa del disco, asserragliati nei loro negozi come fossero fortini, da difendere con le unghie e con i denti, insieme a clienti non meno appassionati di loro. E nella giornata del Record Store Day si ritrovano tutti quanti idealmente riuniti sotto la stessa bandiera. Ai titolari di Disco Club (Genova) ed Elastic Rock (Roma), due tra i più agguerriti resistenti, rivolgiamo le stesse domande.

Il vostro negozio era e resta in prima linea. Per voi il RSD sarà una giornata come tutte le altre o avete preparato qualche sorpresa per gli appassionati?
“Partecipiamo al RSD dalla seconda edizione, quella del 2009″, racconta Giancarlo Balduzzi, Disco Club, “e sempre abbiamo organizzato qualcosa. Quest’anno ci limitiamo a fare una trasmissione in diretta dal negozio per la webradio di Arciliguria, Radio Gazzarra, dalle 15.30 alle 17.30, condotta da vecchi e nuovi clienti”.
“Il 19 aprile, per festeggiare degnamente il Record Store Day, saremo concreti. Praticheremo il 10% di sconto su tutti i vinili”, dice Maurizio Burini, Elastic Rock.

Cosa può fare un’iniziativa come il Record Store Day?
Balduzzi: “L’idea di partenza era buona, favorire la musica indipendente e i piccoli negozi di dischi non aderenti a catene. Ma, come al solito, questa idea è stata fagogitata da chi ha il potere (soprattutto dei soldi) e così le major, le catene e addirittura Amazon si sono infilate nell’iniziativa. Così le uscite esclusive si sono moltiplicate, ora è impossibile stare dietro alle innumerevoli liste che ci arrivano, anche perché, per fare questo, ci vorrebbe un investimento esagerato, si ritorna quindi al discorso del potere economico: chi può permettersi un simile investimento? Non certo i piccoli negozi”.
Burini: “Il Record Store Day può incentivare le vendite: in questa occasione escono infatti parecchie edizioni limitate di vinili che spingono il collezionista all’acquisto di LP. Vero è che la discesa in campo delle major e delle grandi catene di distribuzione ha un po’ snaturato l’idea di partenza del RSD, ma è vero anche che ha ampliato, e di molto, il raggio di offerte, di cui poi possono beneficiare tutti, venditori e acquirenti”.

La crisi del disco, dal suo osservatorio, può dirsi finalmente arrestata?
Balduzzi: “Si dice sempre che quando si tocca il fondo si può solo risalire, questo può valere anche per la crisi del disco. Del resto, prendiamo come esempio la nostra città: a Genova all’inizio del Duemila potevi trovare 45 negozi di dischi, ora sono solo otto (di cui quattro aperture postume al 2000). Peggio di così non può proprio andare”.
Burini: “Probabilmente quella del vinile è arrestata, mentre quella del cd negli ultimi tempi si è ancor più acuita”

Come riuscite a resistere all’imperversare del digitale e alla concorrenza dell’e commerce, Amazon in testa?
Balduzzi: “Tenendo in vita i vecchi clienti. Oh, intendo proprio tenere in vita, perché ormai ho una sfilza di pensionati che continuano a comprare i dischi che già avevano dagli anni 70 in vinile, poi in cd dagli anni 80, poi in deluxe edition e ora in cofanetti, magari con pezzi scartati all’epoca, perché ritenuti scadenti. Devo quindi badare alla loro salute, non per niente mi circondo di una notevole schiera di medici, tra loro anche qualche psicanalista (di cui uno infantile, invecchiando spesso si ritorna bambini) e uno psichiatra”.
Burini: “Riusciamo a resistere soprattutto grazie all’acquisizione di vinili d’occasione che acquistiamo all’estero, attraverso selezioni mirate, che mettiamo poi a disposizione dei nostri clienti. E alla vendita di cd, soprattutto usati, un mercato che tira quando, come nel nostro caso, è costantemente alimentato dai nostri stessi clienti”.

Vendete cd e LP, sia nuovi che usati. Che mercato hanno, in percentuale? È vero che il vinile è in continua risalita rispetto al cd?
Balduzzi: “Se facciamo il confronto con l’alba degli anni Zero, è chiaro che la percentuale d’aumento dei vinili è esagerata, anche perché si è partiti da un livello di quasi zero. A livello d’incasso assoluto però si rimane ancora a un 90% dei cd, con progressivo miglioramento dei vinili, anche perché negli ultimi tempi hanno scoperto il fascino del vinile anche parecchi giovani e, a sorpresa, tra loro parecchie ragazze, genere quasi sconosciuto in negozio fino a pochi anni fa”.
Burini: “La nostra percentuale di vendita è indicativamente del 60% per i cd e del 40% per gli LP. Vendiamo più l’usato che il nuovo, diciamo un 60% di usato (sia per il vinile che per il cd) e un 40% di prodotti nuovi. La nostra esperienza diretta dice che il vinile è effettivamente in continua risalita: siamo passati da percentuali di vendita parecchio basse a un 40 % di aumento del fatturato negli ultimi due anni”.

Fabrizio Bosso & Marco Moreggia, se la dancefloor suona jazz

http://www.dazebaonews.it/cultura/item/24692-fabrizio-bosso–marco-moreggia-se-la-dancefloor-suona-jazz

Fabrizio Bosso & Marco Moreggia, se la dancefloor suona jazz

ROMA – Un duo sui generis: Fabrizio Bosso live alla tromba e Marco Morreggia in consolle. Da una parte il jazz più caldo del trombettista piemontese, dall’altra beat electro e sonorità dance sui vinili selezionati da Moreggia.

L’incontro tra due personalità artistiche ha dato origine a una sinergia musicale che gode dell’impeccabile groove del musicista, capace di fondere la magia della tradizione e la forza del be-bop e dell’hard-bop Anni ’60, elaborando un sound innovativo e personale, fatto di nitida freschezza, lirismo e tensione interpretativa. E i set di Marco Moreggia che spaziano dal jazzy al soul, al classic e alla deep house. Se la sintassi ritmico-melodica di Bosso non è mai prevedibile, il senso dello swing è spesso spinto agli eccessi e la creatività delle sue riletture è fuori da ogni canone. L’apporto performativo del dj producer Marco Moreggia integra e amalgama i suoni in un caleidoscopio ritmico, rendendo queste jam uniche. Live music e vinili che girano in consolle nel segno della creazione estemporanea e di un interplay basato sulla voglia di conoscere, sperimentare e miscelare tradizioni e ascendenze sonore apparentemente distanti, che qui si sposano in un set davvero impeccabile.

Qualcosa a metà tra un concerto e una serata club: un evento sperimentale nel vero senso del termine, musica ricercata per far ballare e divertisti. Il live-dance è basato sull’improvvisazione. Dischi e fiati s’incontrano, mescolandosi senza alcuna scaletta predefinita, dove i loop più elettronici si uniscono al concetto jazz dell’improvvisazione.

Durante la serata organizzata dalla crew di Any Given Monday per la prima volta i migliori studi di tatuaggi di Roma e non daranno prova delle loro abilità artistiche all’interno di un club. Sarà inoltre installato un set fotografico professionale a tema tattoo ed i migliori soggetti fotografici vinceranno la possibilità di poter avere sul proprio corpo un tatuaggio gratuito presso gli studi presenti all’evento.

In apertura Barby Dj, a seguire Discount, Mokai e Malibù Stacey direttamente da Any Given Monday.

Sabato 15 marzo

Ore 22.30

Rising Love

Via delle Conce, 14 – Roma

Ingresso Euro 10

Infoline 3394270672

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Collezionismo a Roma

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=54419&typeb=0&Malati-gravi

Malati gravi

Collezionismo. Un argomento al quale sembra che nessuno possa rimanere indifferente: o non lo capisci, oppure ti fa ammalare. Domenica 2 febbraio all’Hotel Aran, settima edizione del Music Day di Roma, organizzato, bene, da Francesco Pozone. Ci raggiunge verso mezzogiorno di una infernale giornata di pioggia (la famosa bomba d’acqua che ha allagato mezza città, Tevere in piena e sobborghi impantanati) un nostro amico, dermatologo nel mondo reale, cacciatore di vinile in quel mitico universo di forsennati che costituisce il pubblico dell’evento. E’ su di giri per l’occasione, ma distrutto di stanchezza per essere andato, sempre sotto l’infernale diluvio, alle sei di quello stesso mattino al mercato di Porta Portese in cerca di qualcosa di speciale. Malato grave, si definisce. Ma questo non gli impedisce di continuare la caccia a qualsiasi pezzo raro da aggiungere alla sua modesta (!) raccolta di venticinquemila dischi.
Il salone è gremito, molti gli stand. Ospiti vintage come Stelvio Cipriani. Si parla di compilation di vecchie colonne, si presenta “Discomania”, catalogo-bibbia di settecento pagine destinate a gratificare le morbosità del vinilofilo. “Nuovo Ciao Amici”, un periodico rinato dalle ceneri del passato festeggia Don Backy; e così via in una giornata proprio retrò.
A questo ritorno nel tempo ha davvero contribuito Tarantino. Per fortuna, invece di starsene tranquillo a Hollywood a fare i suoi film è venuto a ficcare il naso dentro la cassapanca della nonna dove stavano a fare la muffa colonne, temi, sonorità di qualche anno fa, e ha tirato fuori tutto. Benissimo per chi ha visto un bel revival di diritti SIAE da brani che ormai si davano per defunti. E anche per qualcun altro che vorrebbe essere nei suoi panni, e che può continuare a illudersi che non si passa mai di moda.
La manifestazione è anche un mercato in cui si trattano soprattutto vecchi LP, o forse potremmo dire le loro copertine, che all’epoca offrivano un perfetto spazio per invenzioni grafiche, fotografiche e pittoriche. C’erano addirittura quelle che si aprivano in tre. Trittici sull’altare del rock. Altra cosa dai miserelli CD di adesso. Ma i collezionisti, dentro le copertine ci vogliono anche i dischi. E non solo perché, già che ci sono, tanto vale tenerli. No, potrebbero essere proprio i dischi l’oggetto del desiderio. Però si tratta di supporti deperibili, e spesso deperiti, e allora neanche ci si pensa a metterli sul piatto e suonarli.
E’ un po’ una raccolta fantasma: il materiale sta piazzato su uno scaffale, e lo si tira giù di rado, per un minuto, per riguardarselo, per mostrarlo a qualche amico fidato o a qualche rivale da ingelosire. Forse il collezionista non ha nessun desiderio (e neanche il tempo. Abbiamo calcolato che per suonare venticinquemila LP ci vorrebbero dodicimilacinquecento ore, ovvero cinquecentoventi giorni, quasi due anni senza fermarsi mai) di ascoltare il suo amato, raro LP; gli basta sapere di averlo. Sta lì, al sicuro dentro la sua bella copertina. Non serve altro.
Da queste ultime righe forse si capirà che noi non siamo fra i forsennati, ci troviamo piuttosto dalla parte degli scettici. O meglio, non proprio scettici, tolleranti. Gli amici dall’altro lato della barricata, anche nel loro furore malato, speriamo che scuseranno la nostra insensibilità.

Basterebbe pensarci. Venerdì 7, alla libreria Koob (capito la trovata? book-koob) si presenta “Il sonno del reame” di Annarosa Mattei. Lo stanzone sotterraneo in cui ha luogo il fatto, raggiungibile in modo labirintico e anche un po’ claustrofobico, ve lo andiamo a raccontare: piastrelle granulari verdoline a terra, quadri indescrivibili, anzi, sarebbe meglio dimenticabili, alle pareti, tavolo dei relatori miserando, un cannone zincato di aereazione che squarcia il soffitto. Particolari migliorabili, certo, ma con qualche spesa. E va bene, si sa, i soldi sono finiti. E’ che questa cronaca è lo specchio di tanti altri pomeriggi del nostro gironzolare letterario, uguali, in stanzoni uguali; e ogni volta ritroviamo un’uguale imperdonabile disattenzione a un fatto.
L’illuminazione! L’elemento meno costoso, più intuitivo, più semplice da manipolare, e di effetto garantito. Bastano due faretti puntati sul tavolo; magari due piccoli abat-jour che facciano emergere dalle tenebre libri e occhiali; basta illuminare chi parla e lasciare nella penombra chi ascolta. Tanto più che la merce in vendita non è un’orata di cui è saggio riconoscere la freschezza dall’occhio, o un tessuto la cui trama potrebbe essere fallata. Si tratta di idee, sensazioni, emozioni. Roba che non richiede la vista, ma orecchio, cuore e un po’ di immaginazione. E in più, sviando l’attenzione in questo modo, si risparmia sull’arredamento.
Invece, niente: sempre bianco, livido neon. Che proprio non dona né agli autori né ai lettori né, ancora meno all’opera.
Come detto in testa: basterebbe pensarci.
Del libro nulla possiamo dire perché non l’abbiamo letto, anche se le abili e affettuose parole dei relatori ce ne hanno fatto venire voglia. Abbiamo solo notato quanto sia fotogenico il De Chirico (uno dei suoi magici panorami urbani) che illustra la copertina. Ma questa è una osservazione frivola, mentre forse avremmo dovuto parlare con profondità dei contenuti. Un’altra volta.

PS. Credevamo di avere chiuso con l’argomento. Invece, di ritorno, pochi minuti fa, da un’altra presentazione ci ritroviamo a dover ripetere le stesse cose. Stavolta niente da dire sull’ambiente, il magnifico Museo Ebraico sotto il Tempio Maggiore. Salone strapieno; alle pareti preziose stoffe rituali e testimonianze dell’antica comunità di Roma; fra il pubblico rappresentanti di mondanità e cultura. Eppure le due poltrone e il tavolino riservati al presentato e al presentatore, Fabio Benzi e Paolo Mieli, anche questa volta erano smarriti in una mezza luce indistinguibile dal resto della sala, con il risultato di rendere appena visibili le espressioni e di dirottare l’attenzione perfino del più vivace fra i presenti. Eppure, anche qui, una lampada a stelo, due spottini, mica tanto di più.

BICI, VINILE ED OSPITI AL PIGNETO

http://www.romanotizie.it/bici-vinile-ed-ospiti-all-aperitivo-domenicale-dello-yeah-al-pigneto.html

BICI, VINILE ED OSPITI ALL’APERITIVO DOMENICALE DELLO “YEAH!” AL PIGNETO

Domenica 27 ottobre, dalle ore 19 alle 23, prende il via “Biker’s Vinyl Poetry”, l’aperitivo domenicale dello “Yeah!” www.yeahpigneto.com al Pigneto (Roma), in via Giovanni De Agostini 41.

L’evento prevede un aperitivo vintage con DJ set a cura di Ecta Silecta, un record corner di vinile amatoriale con installazione su bicicletta e un happening unplugged con ospite Alessandro Salvioli degli Stolen Car.

Una serata ideata da Enrico Pietrangeli in collaborazione con lo Yeah! e Blutopia per informalmente intrattenerci improvvisando nella spontaneità dello stare insieme e realizzata in sinergie con la trasmissione radiofonica “Love, Peace and Bike” e i tutti suoi ospiti che torneranno dal vivo per interagire coi presenti.

Per amanti della bici, dei vinili e non solo … Shankar Nath Baba, per l’occasione, presenzierà con un breve rito inaugurale all’evento. Info: 0664801456.

Roma: dai dischi in vinile agli Ipad, il ‘tesoro’ custodito nell’ufficio oggetti smarriti

http://www.liberoquotidiano.it/news/1273025/Roma-dai-dischi-in-vinile-agli-Ipad-il–tesoro–custodito-nell-ufficio-oggetti-smarritiAdnkronos.html

Roma, 3 lug. – (Adnkronos) – Trolley, dischi in vinile, mazzi di chiavi, ipad, cellulari e persino la protesi di una gamba. Negli uffici oggetti smarriti della polizia locale di Roma Capitale, in via Circonvallazione Ostiense 191, c’e’ di tutto. Talvolta quegli oggetti sono destinati a restare nel dimenticatoio e a trasformarsi in introiti per le casse del Comune. Come accadde nel dicembre 2011, quando oggetti accumulati negli anni nell’ufficio della municipale furono battuti all’asta, fruttando all’Economato del Campidoglio un ‘tesoro’ di 26mila euro.

“Due anni fa e’ stata fatta un’asta con alcuni oggetti e monili accumulati negli anni precedenti, con un ricavato di 26mila euro versato nelle casse dell’economato. E’ stata una bella soddisfazione – dice all’Adnkronos il responsabile dell’Ufficio oggetti smarriti, Giorgio Conti – Abbiamo fatto il nostro dovere, speriamo che di quei soldi ne sia stato fatto buon uso”. Ma le soddisfazioni, spiega Conti, arrivano anche “quando riconsegnamo ai legittimi proprietari non solo oggetti di valore materiale ma anche di valore affettivo”.

La possibilita’ di tornare in possesso di qualcosa che si e’ perso non dura in eterno: dopo 15 giorni dalla pubblicazione nell’albo pretorio (consultabile online sul sito del Comune), il legittimo proprietario ha un anno di tempo per ritirare cio’ che ha smarrito, dopodiche’ il diritto di prelazione passa nelle mani di chi ha rinvenuto l’oggetto in questione (ammesso che ci sia), che a sua volta ha 180 giorni di tempo per ritirarlo. Scaduto questo termine, il Comune diviene proprietario a tutti gli effetti di quanto non e’ stato ritirato.

A Roma, The Vinyl Show 2013

http://apriliaeventi.blogspot.it/2013/06/the-vinyl-show-2013.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+ApriliaEventi+%28Aprilia+Eventi%29

THE VINYL SHOW 2013 
artisti americani e italiani in mostra con opere su vinile
Presentata da T-Trane, New Street & Muckrakelabs (Jason Evers Johnson) nel dicembre 2012 a Perugia, “The Vinyl Show” giunge a Roma presso la galleria espositiva Baccina 66 a partire dall’ 8 giugno. Artisti statunitensi e italiani presentano nella capitale le loro opere d’arte create appositamente su vinile. La manifestazione, oltre ad essere un evento “socialmente responsabile” (le opere esposte in Umbria sono all’asta on line e parte del ricavato è devoluto ai rifugiati della guerra in Libia e alle vittime dell’uragano Sandy che ha travolto New York), racchiude un nuovo concetto d’arte che prende le mosse da un evento di grande successo, di critica e di pubblico, tenutosi ad Atlanta tra il 2005 e il 2007, città natale dell’artista ideatore dell’evento.

L’idea mette assieme artisti visuali e musicisti a confronto con gli appassionati di entrambi i linguaggi artistici, sia per ampliare la propria notorietà, sia per rafforzare i propri risultati creativi. “The Vinyl Show” è realmente un evento contemporaneo, in quanto presenta lavori realizzati in stretta precedenza con l’apertura dell’esposizione e da artisti viventi e in attività. Il significato concettuale che sta dietro opere visuali realizzate su vinile è quello di operare una sfida ai linguaggi tradizionali, di creare una nuova nicchia di mercato che nasce dai contrasti, di riflettere sulle trasformazioni della società.

ARTISTI PARTECIPANTI
Alex Eagleton (USA), Andrea Calisi (ITA), Brenda Buck (USA), Brock Enright (USA), Carlton De Woody (USA), Chris Verene (USA), Claude Morais (USA), Cole Alexander (USA), Costanza Theodoli-Braschi (ITA), Dan Rushton (USA), Omino71 (ITA), Hope Hilton (USA), Ivan Olivieri (ITA), J. Ivcevich (USA), Jason Johnson (USA), Jason Murphy (USA), John Gordon (USA), MrKlevra (ITA), Gauld, Joy Phrasavath (USA), Marco Petrella (ITA), Karen Tauches (USA), Kirstin Mitchell (USA), Bol23 (ITA), Lola Montes (USA), Schnabel (USA), Tommaso Pensa (ITA), Meshakai Wolf (USA), Nico & Katiushka – NyK (USA), Sandy White (USA), Andrea Kiv (ITA), Sat Kirpal Garcia (USA), Stan Woodard (USA), Stephanie Howard (USA), Steven Dixey (USA), Yolande Batteau (USA), Welt Yama Tattoo (ITA), Scissor Yama Tattoo (ITA).

Catalogo disponibile in mostra.

Luogo: Baccina 66 – Via Baccina, 66 – Roma – Start ore 18.30