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Napoli: migliaia di dischi e visitatori: successo per Discodays

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Migliaia di dischi e visitatori: successo per Discodays

Più di 150 mila vinili esposti, trenta rivenditori da tutta Italia e una serie di concerti e dj-set durante tutta la giornata. Numeri che confermano “Discodays” come una delle fiere della musica e del disco più seguite e fornite di tutto il Centro-sud. La kermesse, curata dalla “Iuppiter eventi” e giunta alla dodicesima edizione, si è tenuta domenica al Palapartenope. Quasi tremila persone, tra curiosi e appassionati dei 45 giri, hanno affollato i cancelli d’ingresso del teatro tenda a via Barbagallo fin dalle prime ore del mattino. Tra le chicche in esposizione, numerose prime edizioni di grandi artisti (ognuna del valore di diverse centinaia di euro): da Fabrizio De André a Pino Daniele, fino a Battiato e agli Osanna. Addirittura, Tommaso Lucci, collezionista emiliano dalla provincia di Ferrara, ha mostrato una copia di “Twist and Shout” dei Beatles, pubblicato nel 1963 e autografato (con firme a suo dire autentiche) dai quattro “ragazzacci” di Liverpool. Al suo stand, “Tommy rec”, si sono affollati diversi cultori di Lennon e compagni, per guardare quel pezzo unico, che Lucci vende “solo se qualcuno mi porta 12 mila euro in contant”. Un vero affare per lui, se si pensa che l’ha trovato quasi per caso in un gruppo di altri duemila lp, comprati alla rinfusa in Inghilterra per meno di trecento sterline in tutto. Accanto ai suoi dischi, ci sono quelli di Vincenzo Pirone, altro collezionista, stavolta napoletano. Oltre a vendere parte dei suoi oltre tremila articoli, ha esposto un modellino da lui creato, interamente in legno, e che rappresenta nei minimi dettagli un tipico negozio di musica. Ritornando alle atmosfere UK, uno stand a parte è stato dedicato ad una mostra esclusiva dedicata ai Queen, la storica band guidata da Freddie Mercury, scomparso nel 1991. In esposizione, centinaia di gadget e memorabilia (manifesti, prime di giornali internazionali e il poster originale dell’unico concerto che i Queen tennero in Italia nel 1984, a Milano) raccolti negli anni da Ferdinando Frega e visibili anche sul suo portale “Queenmuseum. com”. Frega, ingegnere e ricercatore cosentino, rimase folgorato dai Queen per la prima volta nel 1981, ascoltando la loro colonna sonora del film “Flash Gordon”. Da allora ha seguito la band in ogni suo album o singolo. Negli anni ha anche acquistato a poco a poco, migliaia di pezzi a loro legati, provenienti da ogni parte del mondo. Incluso uno speciale “test press” del 1975 di “Bohemian Rhapsody” (una delle primissime registrazioni del brano considerato come uno dei più grandi capolavori dei Queen), numerosi dischi d’oro bacchette autografate dal batterista Roger Taylor e, in particolare, una foto del 1974 che ritrae Freddie Mercury in bianco e nero. Il cantante decise di escluderla dal suo book, come dimostra il grosso “No!”, scritto a penna quasi sicuramente dallo stesso Mercury, sulla parte destra della pellicola. Non solo dischi: come ogni anno Discodays ha anche omaggiato la fotografia musicale. Uno speciale riconoscimento è stato donato a Guido Harari, tra i più importanti fotografi musicali in Italia. Presente alla rassegna anche Riccardo Piccirillo, noto per la sua recente esposizione alla mostra “Rock!” del Pan, di scatti di Polaroid a star e musicisti, tutte autografate. (paolo de luca)