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Tutti pazzi per il vinile

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Tutti pazzi per il vinile

Bruce Springsteen, Nina Simone, Miles Davis, Carlos Kleiber. Non è un elenco di iscritti al pantheon della musica, bensì parte del panorama delle uscite discografiche più interessanti di fine 2014. Ci sono inediti o riscoperte? Non sempre. Il fatto è che coloro che ancora acquistano dischi ormai puntano su due faccende, sempre legate ad artisti storici: cofanetti de-luxe e il vinile. Avete letto bene. Il vinile nel 2013 ha fatto registrare un incremento di vendite del 26 per cento, e costretto i negozianti a riaprirgli gli scaffali. Persino per ospitare il rap di Emis Killa, visto che la Carosello Record oltre che ristampare Vasco o Mina osa persino sfidare i giovanissimi abituati alla musica liquida. «Nessun supporto identifica la musica quanto il vinile», ha dichiarato Dario Giovannini, direttore generale della storica etichetta, «un Lp è opera d’arte».

Qualcuno dirà che si esagera, gli esperti certamente no: anche le major da tempo infatti hanno sostituito le antologie normali con ristampe in Lp e cofanetti degni di una biblioteca. Tanto che si è giunti persino al raddoppio della data in cui si voleva celebrare, per soli collezionisti, il ritorno al vinile. Così se in primavera è ormai noto il Record Store Day, domani ecco il Black Friday: venerdì nero per il colore del vinile e non solo per la data americana del via allo shopping natalizio, che regalerà numerose stampe edite per l’occasione. Da Showroom Internationale di Elvis al bootleg di Hendrix Hear My Music, sino al vinile colorato di Last Christmas degli Wham! Ma il catalogo delle pubblicazioni è folto e questo malgrado il vinile, per sua natura, non possa consentire prezzi bassi al pubblico.

Eppure… di Bruce Springsteen vengono riediti i dischi degli esordi: The Album Collection propone – in Cd e Lp – otto titoli compresi The River e Born To Run. Di Bob Dylan sono state recuperate in integrale le sessioni con la Band del ’67, e The Basement Tapes esce in 6 Cd o 3 Lp e 2 Cd. La storia americana è rappresentata anche da All Of My Memories, 90 brani con inediti di John Denver; la modernità da Simon & Garfunkel The Complete Album Collection, 11 dischi. E che si vada oltre le solite faccende natalizie si intuisce da operazioni come la celebrazione dello sfortunato chitarrista irlandese Rory Gallagher, di cui l’Irish Tour ’74 esce in 8 dischi con ben 43 inediti; o dall’antologia dei Kinks, 5 Cd più 45 giri. E poi Frank Sinatra che canta l’Inghilterra, 5 Lp di Leonard Cohen dal vivo, la serie dei Deep Purple live che continua con Graz 1975, i vinili storici di Abba, Tangerine Dream, Van Der Graaf Generator, un bel doppio (Solo con IO) con successi, demo e riletture di Rino Gaetano, la ristampa dei primi sei dischi di George Harrison.

E non finisce qui: l’industria riscopre gli audiofili e costoro amano anche (forse, anzi, soprattutto) classica e jazz. Ecco quindi Lp in edizione limitata della Deutsche Grammophon: Mozart suonato dalla Argerich, Dvorák dalla Mutter, l’ultimo concerto di Abbado, un cofanetto di Kleiber e The Originals, ovvero 6 Lp storici fra Chopin e Cajkovskij. E poi l’unica Carmen integrale mai incisa dalla Callas (in 3 Lp) e la riscoperta della violinista Teresa Milanollo, star di primo Novecento, di cui vengono incisi i ritrovati spartiti su Cd Musica Viva. Quindi il jazz: Kind Of Blue, pietra miliare di Miles Davis, in doppio Cd numerato; il meglio di Nina Simone (Just Cares For You) in 3 Cd di rarità; un rarissimo Bill Evans pianista delle band di Don Elliott e Jerry Wald (e c’è anche Bill Evans 1956-1962, i primi 7 Lp da leader in 4 Cd); e un Thelonius Monk dal vivo integrale a Ginevra.

Una volta, sotto Natale, si andava di mere greatest hits dei divi pop o brani natalizi riletti (da chiunque). Ora, invece, prezzi alti o bassi che siano, si torna al vinile e all’approfondimento della storia della musica. E non solo a Natale. Anzi. Perché il mercato questo vuole, ben più delle novità dei presunti giovani talenti. La musica vera suona nel passato? In buona parte sì. Ma comunque, l’appassionato è lì che vuole guardare. E lì, nel caso, investire.