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Vinyl Session: la cultura del Vinile è on air

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Vinyl Session: la cultura del Vinile è on air

NAPOLI – Sembra non aver mai smesso di affascinare gli amanti della musica. Sostituito, prima dai “freddi” CD, dopo dagli mp3, il Vinile, disco nero zigrinato, è ritornato prepotentemente sulla “scena”; al punto tale che anche artisti di fama internazionale lo hanno riutilizzato per incidere le loro nuove compilation. Segno che i millimetrici solchi che lo distinguono e che hanno fatto la storia della musica, hanno reso il Vinile un vero e proprio oggetto di culto. E proprio sulla scia del cultura del disco in Vinile che è nato un interessantissimo progetto che avvicina la radio underground al famosissimo “padellone nero”, progetto chiamato dai suoi ideatori Vinyl Session, contenitore musicale che ha come obiettivo centrale, quello di riportare il disk jokey alle sue origini, partendo dai dischi e passando attraverso la ricerca, l’ascolto, l’incontro con il pubblico e lo scambio.

Vinyl Session nasce da un’idea dei DJs Tony Fort ed Antonio Turco aka “Antu”, esperti del Vinile ed esponenti da diversi anni della Club Culture partenopea. Il progetto si muove dal funk alla disco, dalla techno all’house music, provando ad abbracciare le nuove tendenze musicali, attraverso le contaminazioni e l’interazione con musicisti e l’utilizzo di strumenti di vario genere, dal sax al violino elettrico, alle percussioni, alla chitarra elettrica.

Vinyl Session si concretizza in un programma radiofonico che va in onda ogni martedì dalle 21 alle 24, rigorosamente live in streaming audio – video, presentato dalle voci di Antonia Messina e Micht. A curarne la regia è Angelo Divino. Ospita il programma da maggio del 2013, Underground Music Radio (www.radioumr.com – Facebook.com/vinylsessionradioumr), una realtà radiofonica in formato web che ha come obiettivo quello di esprimere il talento musicale degli artisti partenopei ed internazionali, attraverso programmi in studio, streaming audio e video, interviste, mostre artistiche ed eventi di solidarietà.

Disco Days a Napoli

http://www.napolitoday.it/eventi/cultura/discodays-napoli-12-ottobre-2014.html

Disco Days a Napoli

DiscoDays fa 13, e per l’occasione si sposta dalla Casa della Musica al vicino e più grande Teatro Palapartenope. Il consueto appuntamento con il disco e con il vinile, l’unico a Napoli ed il più longevo nel Sud Italia, si rinnova accogliendo oltre centomiladischi in vendita, etichette indipendenti e note realtà operanti nel settore della musica. Un appuntamento a tuttotondo con la musica, frizzante, unico e appassionante: un grande numero di espositori, incontri, presentazioni di nuovi progetti musicali, mostre artistiche e di dischi e memorabilia arricchiranno l’evento rendendolo come sempre da non perdere per gli appassionati di musica e vinile, che raggiungeranno Napoli da ogni parte d’Italia. Il Premio DiscoDays quest’anno sarà attribuito a Tony Esposito, ma procediamo con ordine.

La rinnovata collaborazione con Radio Marte riporterà al microfono del DiscoDays il DJ, speaker e programmatore musicale Gigio Rosa.

In apertura la presentazione dell’ultimo lavoro discografico dei “Pennelli di Vermeer” il concept album “NoiaNoir” (Marotta & Cafiero), musicalmente trasversale i cui testi denunciano in chiave ironica la speculazione attuata dal “sistema dell’informazione” intorno ai casi di cronaca nera. La presentazione avverrà contestualmente a quella del recentissimo album – settembre 2014 – “Dramedy” degli “The Shak & Speares” (Freak House) band folk-rock che ha già calcato il main-stage del Neapolis Festival.

DiscoDays rinnova la collaborazione con le associazioni ed i movimenti che attraverso l’ascolto del vinile promuovono la musica e la sua cultura, ed alle ore 12.00 sarà palcoscenico di un DJ Set vinilico con la partecipazione di “Save the Vinyl” e “Vinyl Session”. Otto DJs si sfideranno per un’ora con i solchi del vinile come ring, per tornare all’essenza dell’essere Disc Jockey.

La musica a DiscoDays viene sempre affrontata in molteplici aspetti e in quest’edizione alle ore 16.30 si terrà un saliente momento di incontro che ne esamina l’evoluzione prima e dopo internet. Il dibattito su “L’evoluzione della musica: prima e dopo internet” sarà tenuto a cura dell’Associazione Nazionale Sociologi. Interverranno Antonio Sposito (Presidente ANS – Dipartimento Campania),Angela De Gregorio (ANS – Dipartimento Campania – Responsabile Area Politiche Giovanili), Carlo Albano (Docente Università Federico II), Mariano Patti (Professore Conservatorio San Pietro a Majella), Lello Savonardo(Docente Univeristà Federico II).

Il Premio DiscoDays sarà attribuito a Tony Esposito alle ore 18.00. Ogni anno ad ottobre, da ormai quattro anni, si attribuisce il principale riconoscimento legato alla fiera del disco e della musica: quest’anno DiscoDays rende omaggio al celebre musicista, cantautore e percussionista italiano per la sua versatilità ritmica, perfetto connubio tra world music, etnica, funk e jazz, che ha conferito un’importante impronta al “Neapolitan Power”.

Il celebre e coinvolgente percussionista, in occasione del premio, presenterà in anteprima a DiscoDays “Kostabeat!” (Azzurra Music), lavoro realizzato in collaborazione con il pittore e compositore americano Mark Kostabi. L’album è composto da undici brani inediti tra elettronica, dance, jazz e improvvisazione: un perfetto mix tra la world music mediterranea, colonne sonore di Morricone, dance e pop anni ’80, jazz e classica.

Mark Kostabi, tra i massimi pittori statunitensi, creatore di famose copertine di album (Guns’n'Roses “Use Your Illusion I e II”) è anche l’autore dell’opera d’arte della copertina di “Kostabeat!”, formata da sei pannelli che rappresentano il viaggio tra i due continenti (Europa e America). Alla presentazione dell’album seguirà un incontro con gli appassionati ed i fan presenti per autografare le copie dell’album, naturalmente disponibile in fiera.

Altro importante e consueto riconoscimento attribuito in ogni edizione di DiscoDays è Il Premio Rete dei Festival, in collaborazione con la principale rete dei festival italiani ed il MEI, per riconoscere merito ai nuovi e talentuosi artisti del panorama musicale del nostro territorio. Il Premio Rete dei Festival sarà consegnato a JFK e la Sua Bella Bionda per la capacità di saper comunicare e trasmettere la propria arte riuscendo sempre a coinvolgere il pubblico, con naturalezza, spontaneità e fedeltà alla propria vena artistica.

In serata, dalle ore 19.00, saranno presenti sul palco del DiscoDays: La Pankina Crew è una band nata e cresciuta nella periferia Est di Napoli che vanta numerose collaborazioni. Il mix di rap hardcore con il soul e il blues li ha portati ad aprire i concerti dei maggiori artisti della scena; Titoli di Coda è un progetto di musica leggera italiana che nasce da un nucleo composto di due chitarre e una voce. La band nel 2013 si aggiudica il premio S.i.a.e. con targa al miglior autore, finalisti a “Palco Libero” al Trianon di Napoli, pubblicano a Maggio il primo album “Stanza223″ (Full Heads); Vincenzo Musto, in arte Oyoshe con lapresentazione di “Stand Up” (Full Heads), il primo album solista ufficiale pubblicato nel 2014, che vede la partecipazione di artisti del calibro di Sha One, Lucariello, Op Rot, Sandro Su e molti altri.

La fiera è aperta per l’intera giornata e lo staff di Guastafeste Animazione intratterrà i bambini (ingresso gratuito sino a 18 anni) la mattina dalle ore 10:30 alle 13:30.Tutti i visitatori, registrandosi in fiera, potranno partecipare grazie alla collaborazione con Veragency all’estrazione di un biglietto per il concerto di Claudio Baglioni al Palapartenope il prossimo 25 Novembre. Tutte le info sull’evento sono disponibili sul sito discodays.it e sulla pagina facebook.com/discodays.

Per l’intera giornata si potrà assistere alle seguenti esposizioni:

Mostra del Festival della Canzone Napoletana a cura di Antonio Sciotti

Sarà esposta la mostra a cura di Antonio Sciotti interamente dedicata al Festival della Canzone Napoletana, manifestazione organizzata dalla Rai dal 1952 al 1970, alla quale parteciparono artisti di grande popolarità come Domenico Modugno, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Don Backy, Teo Teocoli, Claudio Villa, Equipe 84, Fred Bongusto, Tony Dallara, Johnny Dorelli, Iva Zanicchi e tanti altri. Al Festival presero parte anche artisti stranieri come Lara Saint Paul, Dean Reed, Mei Lang Chang, Anna German.

Antonio Sciotti è tra i massimi esperti della canzone napoletana, egli non si limita ad un’opera di “compilazione” ma recupera testimonianze dirette o documentali delle tematiche e degli eventi di cui tratta.

Le vetrine esposte per la mostra sono suddivise per genere: quelle dedicate al disco (sia 78 che 45 giri); quelle dedicate alle belle copertine degli spartiti musicali; quelle dedicate ai programmi di sala; quelle dedicate ai cosiddetti fogli volanti (giganteschi fogli che contenevano i testi di tutte e venti le canzoni festivaliere); quelle dedicate alle riviste specializzate che trattavano in maniera approfondita l’argomento.

Mostra artistica a cura di Alessandro Ferrara

Il pittore rock Sandro Ferrara esporrà opere pittoriche degli artisti più illustri sul disco in vinile. L’artista è uno dei precursori di una particolare tecnica di pittura sul disco in vinile. Attivo sin dal 1980 ha dipinto centinaia di rockstar su vinile creando un genere che vanta numerosi tentativi di imitazione. Un’importante novità dato l’aspetto innovativo e il recupero ecologico del vinile, trasformato in dipinto d’autore. In fiera sarà possibile ammirare numerose opere realizzate su vinile raffiguranti tanti nomi del panorama nazionale ed internazionale. I dipinti di Sandro Ferrara si trasformeranno in icone rock dipinte su vinile in real time durante la fiera: sarà infatti possibile assistere ad estemporanee in cui saranno ritratti alcuni ospiti di DiscoDays tra cui Tony Esposito al quale sarà dedicata e consegnata dall’artista un’opera su vinile.

Mostra Fotografica “Musica a Scatti”

Con lo scopo di creare un connubio tra la musica e la fotografia, il concorso nazionale di fotografia giunge alla sua quarta edizione. Le dieci fotografie più votate dai fan della pagina Facebook del DiscoDays saranno esposte in fiera per essere valutate da una giuria di esperti. Il vincitore parteciperà con una propria mostra fotografica alla prossima edizione di DiscoDays.

Di seguito il programma completo della manifestazione che si svolgerà dalle ore 10.00 alle ore 21.00:

ore 11.00: presentazione album “Noia Noir” de “I Pennelli di Vermeer” e “Dramedy” di “The Shak and Speares”

ore 12.00: DJ set vinilico in collaborazione con “Save the Vinyl” e “Vinyl Session”.

ore 16.30: dibattito su “L’evoluzione della musica: prima e dopo internet” a cura di Associazione Nazionale Sociologi.

ore 18.00: Premio DiscoDays a Tony Esposito e Premio “Rete dei Festival” a JFK e La Sua Bella Bionda

ore 19.00: Presentazione delle band “La Pankina Crew”, “Titoli di Coda” e di “Oyoshe”.

Indiemarket, il primo mercatino indipendente del Lanificio25

http://www.infooggi.it/articolo/indiemarket-il-primo-mercatino-indipendente-del-lanificio25/65413/

Indiemarket, il primo mercatino indipendente del Lanificio25

Il mercatino, un po’ gipsy, che animerà la corte e gli ambienti del Lanificio25. Un mercato indipendente, di prodotti distribuiti attraverso canali e circuiti non convenzionali, possibilmente realizzati a mano e locali.

Non è strettamente un mercato artigianale, ma piuttosto una vetrina di idee innovative: l’ambientazione fieristica si coniuga infatti con l’attività di creativity scouting, prediligendo così le creazioni più originali in fatto di moda, design, musica, editoria, gastronomia, lavorazioni e servizi artigianali.

L’obiettivo è ricreare quell’atmosfera da mercato del villaggio, in un ambiente amichevole, ma con i servizi di un vero e proprio festival: un’area market con vari stands di creazioni hande made, l’area relax con il nostro bar e uno spazio appositamente dedicato alle scienze olistiche, dove avrete l’opportunità di farvi calcolare il vostro tema astrale o consultare i Tarocchi.

Inoltre per questo appuntamento due importanti novità: il Vinyl Corner ovvero il mercatino del vinile e la possibilità di partecipare al Food & Art Tour. Un interessante itinerario turistico del Rione Porta Capuana, che associa una pietanza ad ogni monumento, ideato e curato da “I love Porta Capuana”.

Il tutto nello spirito del nostro format socialize con musica, giocolieri, l’ambito torneo di biliardino e tanto altro ancora.Il mercatino, un po’ gipsy, che sabato 17 maggio animerà la corte e gli ambienti del Lanificio25. Un mercato indipendente, di prodotti distribuiti attraverso canali e circuiti non convenzionali, possibilmente realizzati a mano e locali.

Non è strettamente un mercato artigianale, ma piuttosto una vetrina di idee innovative: l’ambientazione fieristica si coniuga infatti con l’attività di creativity scouting, prediligendo così le creazioni più originali in fatto di moda, design, musica, editoria, gastronomia, lavorazioni e servizi artigianali.

L’obiettivo è ricreare quell’atmosfera da mercato del villaggio, in un ambiente amichevole, ma con i servizi di un vero e proprio festival: un’area market con vari stands di creazioni hande made, l’area relax con il nostro bar e uno spazio appositamente dedicato alle scienze olistiche, dove avrete l’opportunità di farvi calcolare il vostro tema astrale o consultare i Tarocchi.

Inoltre per questo appuntamento due importanti novità: il Vinyl Corner ovvero il mercatino del vinile e la possibilità di partecipare al Food & Art Tour. Un interessante itinerario turistico del Rione Porta Capuana, che associa una pietanza ad ogni monumento, ideato e curato da “I love Porta Capuana”.

Il tutto nello spirito del nostro format socialize con musica, giocolieri, l’ambito torneo di biliardino e tanto altro ancora.

Evento: ROCK!4, Record Store Day, al PAN, Napoli

http://www.napolimagazine.com.cn/cultura-gossip/evento-rock4-record-store-day-al-pan-245337

Evento: ROCK!4, Record Store Day, al PAN

Rock!4

mostra internazionale sul rock e i suoi linguaggi – IV edizione

da un’idea di Carmine Aymone & Michelangelo Iossa al PAN – Palazzo delle Arti Napoli

INGRESSO GRATUITO

SABATO 19 APRILE 2014 – ore 17.30 (Sala PAN)

RECORD STORE DAY

Con lo scrittore Maurizio De Giovanni, video intervista in esclusiva al Premio Oscar Nicola Piovani, Lino Vairetti – Osanna, musicisti, addetti ai lavori…

MARCO FRANCINI // chitarra e voce
GIGI BRUNETTI // chitarra
VITTORIO NICOLETTI // basso
FRANCESCO MANNA // percussioni

La quarta edizione della mostra ROCK! al Palazzo delle Arti di Napoli (PAN) ideata e diretta dai giornalisti Carmine Aymone e Michelangelo Iossa e co-organizzata con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura, conclusasi il 6 aprile 2014 e che dal 22 febbraio (giorno della su inaugurazione) ha totalizzato 15mila visitatori, SABATO 19 APRILE dalle ore 17,30 (Sala PAN) per il secondo anno consecutivo si gemella col Record Store Day.

Il 19 aprile a mezzogiorno sarà chiusa al traffico Berwick Street, la celebre strada londinese dei negozi di dischi immortalata dagli Oasis sulla copertina di “(What’s The Story) Morning Glory” . Di fronte al famoso negozio Sister Ray sarà allestito un palco per una sorta di minifestival che si protrarrà sino a sera. Protagonisti: The Soho Hobo, Edwyn Collins, September Girls, il redivivo Adam Ant, DJ Andy Smith, Ruts D.

Da quì partirà il Record Store Day in tutto il mondo e che a Napoli sarà gemellato con la mostra internazionale ROCK! ideata e diretta dalla coppia Aymone-Iossa.

Dalle 17,30 nella Sala PAN – Sabato 19 aprile – il noto scrittore e opinionista Maurizio De Giovanni attraverso le voci delle attrici Mariagrazia Liccardo e Tiziana De Tora presenterà un suo racconto inedito intitolato “La musica giusta” scritto appositamente per la mostra ROCK!.

Sarà proiettata in esclusiva l’intervista al Premio Oscar Nicola Piovani (girata da Optima Italia) che ha ricevuto settimane orsono il “Premio Rock Legend” in occasione della presentazione del suo libro all’interno della mostra internazionale dal titolo “La musica è pericolosa” (Rizzoli). Lino Vairetti storico leader e frontman degli Osanna presenterà l’album realizzato in vinile “Rosso Rock-Live in Japan” e il doppio dvd “Tempo” (Afrakà/Black Widow Records). Inoltre nel corso del pomeriggio/evento interverranno numerosi operatori e addetti ai lavori (etichette discografiche, direttori artistici di rassegne, festival, locali, musicisti, giornalisti, scrittori, collezionisti di dischi…): tutt’insieme per fare il punto della situazione sulla “salute” del Vinile e del suo mondo. (Foto: Dino Borelli Photographs).

Napoli: migliaia di dischi e visitatori: successo per Discodays

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/04/07/foto/migliaia_di_dischi_e_visitatori_successo_per_discodays-82989576/1/#1

Migliaia di dischi e visitatori: successo per Discodays

Più di 150 mila vinili esposti, trenta rivenditori da tutta Italia e una serie di concerti e dj-set durante tutta la giornata. Numeri che confermano “Discodays” come una delle fiere della musica e del disco più seguite e fornite di tutto il Centro-sud. La kermesse, curata dalla “Iuppiter eventi” e giunta alla dodicesima edizione, si è tenuta domenica al Palapartenope. Quasi tremila persone, tra curiosi e appassionati dei 45 giri, hanno affollato i cancelli d’ingresso del teatro tenda a via Barbagallo fin dalle prime ore del mattino. Tra le chicche in esposizione, numerose prime edizioni di grandi artisti (ognuna del valore di diverse centinaia di euro): da Fabrizio De André a Pino Daniele, fino a Battiato e agli Osanna. Addirittura, Tommaso Lucci, collezionista emiliano dalla provincia di Ferrara, ha mostrato una copia di “Twist and Shout” dei Beatles, pubblicato nel 1963 e autografato (con firme a suo dire autentiche) dai quattro “ragazzacci” di Liverpool. Al suo stand, “Tommy rec”, si sono affollati diversi cultori di Lennon e compagni, per guardare quel pezzo unico, che Lucci vende “solo se qualcuno mi porta 12 mila euro in contant”. Un vero affare per lui, se si pensa che l’ha trovato quasi per caso in un gruppo di altri duemila lp, comprati alla rinfusa in Inghilterra per meno di trecento sterline in tutto. Accanto ai suoi dischi, ci sono quelli di Vincenzo Pirone, altro collezionista, stavolta napoletano. Oltre a vendere parte dei suoi oltre tremila articoli, ha esposto un modellino da lui creato, interamente in legno, e che rappresenta nei minimi dettagli un tipico negozio di musica. Ritornando alle atmosfere UK, uno stand a parte è stato dedicato ad una mostra esclusiva dedicata ai Queen, la storica band guidata da Freddie Mercury, scomparso nel 1991. In esposizione, centinaia di gadget e memorabilia (manifesti, prime di giornali internazionali e il poster originale dell’unico concerto che i Queen tennero in Italia nel 1984, a Milano) raccolti negli anni da Ferdinando Frega e visibili anche sul suo portale “Queenmuseum. com”. Frega, ingegnere e ricercatore cosentino, rimase folgorato dai Queen per la prima volta nel 1981, ascoltando la loro colonna sonora del film “Flash Gordon”. Da allora ha seguito la band in ogni suo album o singolo. Negli anni ha anche acquistato a poco a poco, migliaia di pezzi a loro legati, provenienti da ogni parte del mondo. Incluso uno speciale “test press” del 1975 di “Bohemian Rhapsody” (una delle primissime registrazioni del brano considerato come uno dei più grandi capolavori dei Queen), numerosi dischi d’oro bacchette autografate dal batterista Roger Taylor e, in particolare, una foto del 1974 che ritrae Freddie Mercury in bianco e nero. Il cantante decise di escluderla dal suo book, come dimostra il grosso “No!”, scritto a penna quasi sicuramente dallo stesso Mercury, sulla parte destra della pellicola. Non solo dischi: come ogni anno Discodays ha anche omaggiato la fotografia musicale. Uno speciale riconoscimento è stato donato a Guido Harari, tra i più importanti fotografi musicali in Italia. Presente alla rassegna anche Riccardo Piccirillo, noto per la sua recente esposizione alla mostra “Rock!” del Pan, di scatti di Polaroid a star e musicisti, tutte autografate. (paolo de luca)

Centomila vinili: la grande abbuffata Torna DiscoDays, tra Harari e i Queen

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/spettacoli/2014/2-aprile-2014/centomila-vinili-grande-abbuffatatorna-discodays-palapartenope-2237506617.shtml

Centomila vinili: la grande abbuffata Torna DiscoDays, tra Harari e i Queen

Torna DiscoDays: la fiera del vinile sventola la bandiera della 12esima edizione. Appuntamento domenica: no stop dalle 10.30 alle 21.00 (ingresso 4,00 euro gratis sino a 18 anni). Format consolidato che la squadra guidata da Nicola Iuppariello arricchisce ogni volta di nuovi spunti. Location è il Palapartenope di Napoli, in via Barbagallo. Tra i dischi in vendita molte rarità: vinili made in UK, edizioni giapponesi, Ep dei Beatles autografato da tutti e 4 i FabFour, lp promozionale “Voyeur” di Renato Zero, vinili rarissimi di Tito Schipa jr e degli Showmen, il primo Ep dei Litfiba “Guerra” stampato in meno di un migliaio di copie. La grande abbuffata del vinile: circa 120.000 mila in vendita negli stand. Il clou degli eventi satellite sarà però la premiazione di Guido Harari che riceverà il Premio DiscoDays «Fotografia per la Musica».

Harari è punto di riferimento per la fotografia musicale e per la attività divulgativa svolta dalla sua Wall of Sound Gallery: incontrerà il pubblico del Palapartenope raccontando la sua esperienza costellata da aneddoti legati al mondo della musica. L’incontro sarà moderato da Federico Vacalebre.

I LIVE – DiscoDays è da molti anni anche performance live (sul palco quest’anno Le Maschere, The Burlesque e Dreamway Tales, Massimo Bevilacqua e i True Blues Band). L’evento inoltre rinnova la collaborazione con Radio Marte e sarà presentato dal dj, speaker e programmatore musicale, Gigio Rosa, grande amante del supporto analogico.

MOSTRA QUEEN – Inoltre, in esclusiva a Napoli e per la prima volta nel Sud Italia, in esposizione una mostra memorabilia sui Queen a cura di QueenMuseum.com, tra i maggiori siti mondiali di riferimento per gli appassionati del gruppo inglese. Per tutte le info sul programma c’è il sito discodays.it

Al Pan Sessanta anni di Rock

http://www.unisob.na.it/inchiostro/?idrt=6408

Al Pan Sessanta anni di Rock

Vinili, audiovisivi, manifesti d’epoca, fotografie e strumenti musicali. Questo e molto altro alla mostra “Rock!4″ ospitata dal Palazzo delle Arti di Napoli.

L’esposizione, giunta alla sua quarta edizione, è stata ideata e diretta da Carmine Aymone e Michelangelo Iossa. Rock! racconta sessanta anni del genere musicale che più ha riscosso successo tra le giovani generazioni. Una mostra internazionale che celebra i miti, da Elvis Presley ai Deep Purple, dai Pink Floyd ai Kiss, fino ad arrivare ai metallari Iron Maiden.

Il viaggio nel tempo inizia percorrendo una sala nominata “What If…” in cui dieci artisti partenopei presentano la propria rilettura di alcune copertine famose mostrando come sarebbero se fossero state elaborate oggi. Si continua visitando le opere di Mark Wilkinson, uno dei più grandi illustratori della storia del rock. Il visitatore potrà ammirare ventiquattro stampe che mostrano band e musicisti come Marillion, Judas Priest e Bon Jovi.

All’interno della mostra è possibile visitare in tutto dodici aree tematiche organizzate da grandi artisti internazionali, che hanno voluto rendere omaggio al mondo del rock.

La novità di quest’anno è una sezione dedicata a Massimo Troisi, intitolata “Ricomincio…da te”, in cui è possibile ammirare poster e vestiti dei film del comico partenopeo.

“L’oggetto a cui siamo più legati – spiega Michelangelo Iossa – è un biglietto di un concerto, mai realizzato, di Elvis Presley. Questo cimelio è ancora più importante dato che quest’anno festeggiamo i sessant’anni dall’uscita di That’s all right, Mama, il primo disco del cantante rock”.

L’ingresso alla mostra è gratuito e sarà possibile visitarla fino al sei aprile.

Napoli: al Lanificio25 Duo vs. Duo

http://www.napolivillage.com/Musica/al-lanificio25-duo-vs-duo.html

Al Lanificio25 Duo vs. Duo

NAPOLI- Quattro piatti Technics, due mixer, un ring e quattro DJ’s che si sfidano a colpi di musica, fino all’ultima nota… e questo è solo l’inizio! Il LANIFICIO25 è pronto a infiammarsi per una sfida lungo i solchi e microsolchi del vinile… musica palpabile ed emozioni reali, per scatenarsi con la migliore musica dell’Associazione Save the Vinyl – Napoli.
Sul ring si confronteranno due progetti musicali diversi, ma entrambi ugualmente caratterizzati dall’incessante ricerca sonora e stilistica degli artisti che li animano: la old school di TooMoney$, ovvero DJ Ermi e RobiJApe, interpreti del migliore mash up electro-funk, mentre dall’altro lato ci sarà la trascinante deriva retrò di Vinyl Session con DJ Antù e Tony Fort. Una serata che è anche un po’ un viaggio musicale nella storia, visto che la “sfida” sarà tra due versioni dello stesso supporto cioè i mitici 45 giri contro i 33. Associazione Save the Vinyl – Napoli è un’APS fondata nel 2012 per stimolare la diffusione della cultura in particolare attraverso l’ausilio del disco vinile – l’affascinante feticcio simbolo della musica – organizzando, promuovendo e partecipando a progetti di solidarietà sociale ed iniziative socio educative e culturali. In realtà le serate DUO VS. DUO più che una sfida tra due formazioni opposte, sono soprattutto una sfida di resistenza per il pubblico del LANIFICIO25, obbligato a dimenarsi il doppio, ma anche a divertirsi il doppio, per poi esprimere il proprio insindacabile giudizio che decreterà infine quale sia la band vincente.

Napoli, la musica è cambiata: sos negozi di dischi, resiste solo il vinile

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/napoli-sos-chiusura-negozi-dischi/notizie/358340.shtml

Napoli, la musica è cambiata: sos negozi di dischi, resiste solo il vinile

http://video.ilmattino.it/primopiano/napoli_sos_negozi_di_dischi-17422.shtml

Napoli. Gli scaffali si vanno via via svuotando, mentre gli scatoloni si riempiono sempre più di dischi sgargianti, vinili, dvd musicali rari, bootleg, gadget. Chiude a Napoli, in via Depretis, uno dei negozi di dischi più con conosciuti e amati degli ultimi 20 anni: “Rimmel”.

Non ce l’hanno fatta i fratelli Michele e Antonio Pobish a mantenere aperto l’esercizio, colpa della crisi economica, che rende il disco un bene sempre più voluttuario e anche degli mp3, degli iPod, della “musica liquida”. «Ma non solo – racconta con un filo di commozione patron Michele, che da oggi si dedicherà alla compravendita online e alle fiere – anche l’eterno cantiere della metropolitana a piazza Municipio ci ha sfavorito. Il momento è molto difficile per la musica, in Italia. Lo è anche per le case discografiche. Sono pessimista per il futuro: c’è il rischio che tanti negozi di dischi possano chiudere come il mio. C’è solo una speranza: il ritorno al vinile come oggetto cult».

«E cancello il tuo nome dalla mia facciata», cantava De Gregori proprio nella canzone “Rimmel”. Un duro colpo la chiusura del negozio, per gli appassionati che lì si recavano a trovare pezzi da collezione, rarità, poster e cartoni da esibire a casa. Ormai a Napoli, eccezion fatta per i noti megastore e per i centri commerciali, di autentici negozi di dischi, nel centro di Napoli, se ne contano sulla punta delle dita. E forse nemmeno.

È ormai storico quello di piazzetta Nilo, “Tattoo records” di Vincenzo Pone, che resiste per la sua posizione strategica – il flusso di turisti incide abbastanza – e per essersi specializzato nella vendita dell’usato e del “fuori catalogo”. Ma non solo: si vendono altri tipi di generi come jeans usati, suppellettili, libri, videocassette. «I nostri clienti sono perlopiù anziani, ‘reduci’ ancora affezionati al disco o al vinile. Stringiamo i denti e andiamo avanti, felici del lavoro che ci siamo scelti» racconta Pone.

Poco più avanti, a via San Biagio dei Librai, resiste “Rignelli”, specializzato in musica “world” campana e meridionale. Poi, nel centro storico, quasi niente più: addio a “Flying Records”, punto di riferimento davanti alla chiesa di Santa Chiara, e a “Demos” in via San Sebastiano che offriva un catalogo vastissimo di bootleg; al suo posto c’è “Oblomova”, un negozio di abbigliamento che però vende anche vinili. Spariti anche “ItalMusic” in via Benedetto Croce e “Diapason” a via Cervantes, specializzato in musica classica – tipologia che si può ancora reperire da Simeoli, di fronte al Conservatorio di San Pietro a Majella. Resiste, invece, una storica bancarella di vinili dalle parti dell’ex cinema Adriano, di fronte alle Poste centrali. Nemmeno il megastore “Eldo”, da quelle parti, è riuscito a mantenere il suo largo spazio dedicato alla musica.

Nella zona di piazza Garibaldi sono invece ancora aperti gli storici “Giancar” – che vende però anche prodotti diversi dai dischi – e “Su di giri”, un esercizio a due piani aperto negli anni ’60, fornitissimo, condotto con passione da Vincenzo Mollo. «I tempi sono cambiati, ma il cd si vende ancora. Poco, ma si vende. Soprattutto per i collezionisti. Va detto, però, che se prima potevo permettermi il lusso di ordinare un prodotto di nicchia sapendo che prima o poi lo avrei venduto, ora non lo posso più fare. Aspetto che sia il cliente a chiedermi una rarità per ordinargliela».

Nella zona Chiaia, anche in seguito all’apertura della Feltrinelli una decina fi anni fa, tanti sono i negozietti di musica hanno chiuso i battenti pian piano, da D’Avenia in via Vittoria Colonna a Ok Ko a via Cavallerizza. Nemmeno Decibel ha più venduto musica come un tempo. Al Vomero la musica non cambia, soprattutto dopo l’avvento di Fnac, che pure ha avuto i suoi problemi. Addio a esercizi in via Luca Giordano e nella Galleria Vanvitelli. Dalle parti di piazza Medaglia d’oro, lo store di Cesarini era un mito; luogo di ritrovo dove ascoltare musica in cuffia per poi comprarla.

In collina, a via Morghen, resiste solo “fonoteca:”, un esempio di resistenza e lungimiranza, fin dall’apertura nel ’91 – era a via Scarlatti. «Siamo partiti con l’idea del noleggio dei dischi – racconta uno dei gestori – poi ciò non è stato più possibile con il cambiamento di alcune leggi. Il nostro era ed è un ritrovo in cui parlare di musica e poi, eventualmente, venderla. Siamo sopravvissuti con la compravendita dell’usato e, da qualche anno, aprendo anche un’area bar. Proponiamo musica alternativa e indipendenti di tutti i generi; tutto ancora si basa sui suggerimenti e sullo scambio di opinione. La nostra è una missione sociale, più che commerciale. E forse è stato questo che ci ha tenuto a galla; tanto è vero che l’avvento del digital non è stato un problema, anzi: le persone conoscevano gruppi e canzoni in rete e poi approfondivano l’argomento da noi. Purtroppo il mercato discografico in Italia è molto ristretto. Ciò che ci fa più paura? Siti come Amazon, dove puoi trovare una serie di dischi a prezzi stracciati. Noi negozianti, per questioni di fiscalità, non possiamo reggere il passo».

Le Loup Garou: ritorno al vinile

http://www.ilmattino.it/SPETTACOLI/MUSICA/le-loup-garou-marotta-e-cafiero-scampia-francesco-prota-carine-jurdant/notizie/346059.shtml

Le Loup Garou: ritorno al vinile tra antichi poeti rock’n'roll e chitarre surf

Una casa editrice di Scampia diventa casa discografica per il ritorno della band di Frank Prota

di Federico Vacalebre

E’ dal 1986, ma anche da prima se ci si ricorda dei seminali Cibo, che chi si occupa delle segrete cose del rock napoletano fatica a tener dietro alle follie di Francesco «Frank« Prota e dei Le Loup Garou, band che qualcuno classifica come belga-napoletana per la presenza di Carine Jurdant alla seconda voce.
Il nuovo album della band, «Ancient poet’s rock’n’roll», che la casa editrice di Scampia Cafiero e Marotta ha stampato anche su vinile grazie al meccanismo del crowfunding, è l’ennesimo (bel) mistero di quasi impossibile decrittazione. Echi di Beatles e Tuxedo Moon convivono con il surf (bella la chitarra di Lolo Natale Smiths) e la chanson mitteleuropea, mentre i testi (con)fondono l’ascoltatore alla ricerca di un improbabile rock degli antichi poeti.

Tra serio e faceto, Prota & Co riscoprono il Robert Graves di «La dea bianca» (1948), usando una sua citazione come esergo: «Cessai di tracciare sulla gran carta del Mar Nero la rotta che, secondo i mitografi, l’Argo aveva seguito dal Bosforo a Baku e viceversa, e incominciai a meditare su una misteriosa battaglia degli Alberi combattuta nella Britannia preistorica». Tra avvistamenti di «Neptune» e di Ufo si srotolano suoni antichi, anzi desueti, poetici quanto prosaici (occhio ai testi), retromodernismo sospeso tra gli anni ’50 e i ’60… Roba da Lupi Mannari, insomma.