Archivio tag: giradischi

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IL PIATTO DA VINILE FIRMATO LEGO

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IL PIATTO DA VINILE FIRMATO LEGO

Se non riuscite ad arrendervi al suono in digitale e rimanete degli adepti del vinile questo piatto versione Lego è perfetto per voi.

I fantastici mattoncini danesi non smettono mai di stupirci. Adesso è il turno di questo originale giradischi.

Si deve questa vera opera d’arte ad Hayarobi, bricoleur e appassionato di LEGO. «The Planet », è questo il nome del giradischi, è costituito da ben 2 405 pezzi. E’ alimentato da una LEGO Power Functions Battery Box include un LEGO Power Functions M-Motor. L’unico componente non proveniente da Lego è il modulo di Audio Technica.

Cos’altro volete di più!

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Suonare i cerchi di un tronco d’albero sul giradischi

http://www.zeusnews.it/n.php?c=21434

Suonare i cerchi di un tronco d’albero sul giradischi

Che i tronchi degli alberi, una volta tagliati, mostrino una struttura ad anelli di accrescimento concentrici è cosa risaputa.

Finora, però, nessuno aveva mai pensato di utilizzare questi anelli come se fossero i microsolchi di un disco in vinile, da ascoltare tramite un giradischi.

Bartholomäus Traubeck, invece, ha avuto proprio questa pensata. L’articolo continua qui sotto.

Certo ha dovuto superare alcune difficoltà: per esempio su un disco il microsolco è una spirale, non una serie di anelli concentrici.
Soprattutto, però, un albero non registra certo note musicali: ha così dovuto sviluppare una macchina apposita, togliendo la testina a un giradischi e sostituendola con una microtelecamera, e un algoritmo per “tradurre il legno” in note musicali.

Il risultato è decisamente affascinante: ogni albero – castagno, acero, quercia e via di seguito – produce una “musica” differente.

Le composizioni sono disponibili su Bandcamp e in qualche caso anche su YouTube.

CD suonabili su giradischi, la trovata di un musicista londinese

http://urbanpost.it/cd-suonabili-su-giradischi-la-trovata-di-un-musicista-londinese

CD suonabili su giradischi, la trovata di un musicista londinese

Trasformare il Compat Disc in un vinile è possibile. È riuscito nell’impresa il musicista londinese Aleksander Kolkowski che, utilizzando una versione modificata di uno stereo e registratore degli anni ’50, il Wilcox-Gay Recordette, incide dei solchi nei CD che così possono essere ‘letti’ da un normale giradischi e fatti suonare come se fossero dei vinili.

Kolkowski è riuscito a creare CD che vanno a 45 giri al minuto e durano 2 minuti e 45 secondi. Il risultato è sorprendente: un suono caldo che, a detta degli esperti in materia, dà l’impressione che il CD sia stato rimasterizzato attraverso un amplificatore valvolare.

A riportare la notizia dell’esperimento il sito d’attualità statunitense Mashable, che spiega nel dettaglio il lavoro di Kolkowski. Il dispositivo realizzato dall’artista può essere collegato a qualsiasi cavo digitale o audio e, una volta instaurato il contatto, il Recordette invia un segnale elettrico a un ago che ‘incide’ il suono sul Cd. Grazie a questo sistema, dunque, i compact disc posso essere ascoltati su un lettore standard. Il recupero del passato – il vinile – è quindi possibile. Un’operazione commerciale e ‘sentimentale’ quella promossa dall’artista statunitense, che grazie alla sua trovata ha reso possibile, solo nel 2013, la vendita di circa 780mila album. Kolkowski ha da sempre subito il fascino dei vecchi formati di registrazione e si è appunto definito “affascinato dall’esperienza dell’ascolto”. “Come artista del suono mi interessa utilizzare tecnologie audio antiquate sia per sfidare la nozione di obsolescenza sia per creare un collegamento con il passato e dare una nuova prospettiva al nostro attuale rapporto con le registrazioni, l’amplificazione e il suono digitale”, ha concluso.

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Philips OTT2000, giradischi per vinile, lettore CD e MP3 con connessione Bluetooth

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Philips OTT2000, giradischi per vinile, lettore CD e MP3 con connessione Bluetooth

La nostalgia canaglia dei vecchi sistemi audio si sopprime come una medicina: il Philips OTT2000. Questo originalissimo e geniale prodotto, lanciato in Italia questo mese da WOOX Innovations, azienda sussidiaria di Philips e già disponibile su Amazon, unisce in un solo elemento, antico e presente della musica, il vinile e il digitale mettendo insieme un piatto di riproduzione per i dischi dei tempi andati, Bluetooth e lettore CD con funzione di Rip per la musica i MP3.
L’elemento focale del Philips OTT2000 è sicuramente il piatto giradischi, l’ideale per chi ha in casa ancora una vecchia collezione di dischi vecchio stile. L’uscita audio della musica è garantita da due altoparlanti da 4W a tre vie (destro e sinistro e subwoofer); l’ideale per un ascolto in un salotto o in una stanza di medie dimensioni. Il giradischi, perché di questo si tratta, richiama il classico dei classici, l’AG4131, un prodotto di metà degli anni 60.

Ma nonostante la componente antica, il Philips OTT2000 si sposa perfettamente con i prodotti più moderni, come gli iPhone, gli iPad e i dispositivi Android vista la compatibilità con Bluetooth. Oltre che via Bluetooth, è possibile ascoltare MP3, via chiavetta USB, oppure riprodurre normali CD. I dischi sono anche “rippabili” e memorizzabili, direttamente su chiavetta proprio usando il giradischi. Tra le altre funzioni si segnala l’ingresso analogico via jack e la radio digitale FM con preselezioni.

Il Philips OTT2000 è un prodotto molto nuovo, lanciato in Italia sono in questi giorni e su Amazon è ordinabile e spedito gratuitamente. Costa 149,99 euro

Il giradischi – Passato e presente della musica

Il ritorno del vinile non può non esser accompagnato dallo strumento che ne permette l’ascolto: il giradischi!

Il giradischi è uno degli strumenti di riproduzione audio più duraturo nella storia. Fin dalla sua nascita ebbe un successo straordinario e tutt’ora è uno strumento amato e venerato dagli amanti della musica, per la qualità del suono e per quel valore vintage ed un po’ nostalgico che ha per sua natura.

 

Un po’ di storia

Il giradischi col tempo ha subito moltissime mutazioni, che lo hanno reso oggi uno strumento di altissimi livelli e molto pregiato.

Tuttavia nacque per puri scopi scientifici dalla mente di Thomas Edison, che, intorno al 1877, creò il “papà” del giradischi chiamandolo fonografo. La caratteristica principale era quella di registrare su veri e propri cilindri di cera nella parte laterale, utilizzando un movimento verticale dello stilo.

Il vero giradischi nacque grazie a Emile Berliner che sostituì il cilindro con un disco.

Il concetto stesso del giradischi è di per se sensazionale: per la prima volta, la musica era qualcosa che poteva essere preservata nel tempo ed essere ascoltata quando si voleva!

La prima crisi subita dal nostro amato giradischi, avvenne intorno al 1925, con l’arrivo della radio che ebbe un successo commerciale stratosferico.

Dopo la seconda guerra mondiale, il giradischi riprese il suo splendore ritrovandosi in quasi tutte le case e diventando così un oggetto di uso domestico.

Durante questo periodo, il giradischi influì moltissimo sulla musica e sull’industria musicale. Il numero di dischi prodotti aumentò notevolmente.

Ma arrivò un ulteriore momento di ricaduta quando giunsero i primi “veri nemici” dei vinili: la musicassetta ed il compact disc. Questi due “marchingegni demoniaci”, fecero fuori i dischi e con essi i giradischi.

In questi ultimi anni però pare esserci una ripresa, un ritorno al passato, forse per essere chic o semplicemente perché un quel tocco sonoro un po’ retrò ha “quel non so che” di affascinante…

Molte band stanno decidendo di vendere il proprio album anche attraverso la vendita dei vinili e la vendita non va affatto male. Si basti pensare, che non molto tempo fa l’ultimo album dei Daft Punk “Random Access Memories”, uscito il 17 maggio 2013, ha venduto 19.000 dischi in vinile nella prima settimana! Mica male no?

 

Dove trovare il giradischi?

 

Ed ora che il vinile è tornato che fine ha fatto il giradischi?

Per rispondere a questa domanda occorre suddividere la “questione” in due macro-categorie, in base alle tipologie di giradischi e ai nostri desideri e gusti:

  • Giradischi retrò: Per gli amanti del vintage, questi sono di certo i più adocchiati. Possono essere usati per l’ascolto di vinili, ma anche come oggetti di semplice arredamento di buon gusto. Puoi trovarli nei negozi di antiquariato, ma anche in mercatini dell’usato, dove spesso puoi trovare anche vinili svenduti e che possono invece essere delle pure chicche.
  • Giradischi Hi Fi: Per gli audiofili più appassionati, abbiamo i giradischi che offrono prestazioni di alta qualità permettendo di riprodurre al meglio un vinile.

Non sarà difficile trovare appassionati di vinili che hanno, sia la prima che la seconda categoria di giradischi.

Il disco raccoglie quindi ancora molti consensi, un po’ per l’industria musicale che ci propone vinili molto interessanti ed un po’ per quel fascino che ha il vinile di qualche decennio fa, quello che a volte non si sente così bene ma che comunque ci lascia emozioni uniche e speciali, un suono del passato che ritorna attraverso il nostro bel giradischi, qualunque esso sia.

 

 

Questo articolo è stato scritto da Hifiprestige.it

 

Ok Dischi: un sogno in vinile

Un sogno da realizzare: il ritorno del vinile. O meglio, il reinserimento del disco in vinile tra i supporti più acquistati. Un invito a tornare ad amare un lavoro discografico, più che un tentativo di ripristinare un business che non c’è più. La musica nuovamente apprezzata e valorizzata dal suo supporto di sempre. Con l’aiuto di artisti, etichette, giornalisti, appassionati, imprenditori, si può ridare alla musica una dignità perduta e nuovi anni di culto. Vogliamo che parta un vero e proprio movimento culturale intorno al disco in vinile, e oggi, grazie al web, alla velocità delle idee, alla sempre più forte voglia di passato a causa del triste presente e dell’incerto futuro, è possibile. Le attuali generazioni sono incredibilmente affascinate dal disco, dal meccanismo dello scorrere delle puntine e da quei suoni così avvolgenti, così piacevolmente irregolari ed analogici: si chiedono come mai oggi esistano solo cd e freddi files mp3. Il nostro non è un intento folle, non si vuole annullare il cd o tantomeno ignorare il mercato digitale: l’idea è quella di ampliare ciò che attualmente è solo una piccola nicchia di mercato. Negli ultimi anni ci sono stati segnali molto incoraggianti: aumento delle vendite delle versioni in vinile di album e singoli, aumento della vendita di giradischi presso i megastores, interesse diffuso verso l’oggetto disco in vinile dalle nuove generazioni. Si vuole rilanciare il valore culturale ed emotivo di un disco, di una copertina come forma d’arte e comunicazione, di una superficie maneggiabile e leggibile, di una necessaria passione e cura per la sua stessa conservazione e salvaguardia. Si vuole raccontare cos’era, cosa ha rappresentato e per chi, e cosa significa per il mondo della musica. Non cose esclusivamente riservate a collezionisti, non capricci da dj vinilmaniaci, ma intenti più concreti e precisi. Un esempio? Porgiamo questa prima idea: se la maggior parte dei grandi artisti nel mondo, ma anche solo in Italia, decidesse univocamente di pubblicare i propri nuovi album inizialmente solo in vinile, magari per la prima settimana di uscita, quanto sarebbe invogliato il pubblico a munirsi di giradischi? E quanto il vinile contribuirebbe a contrastare lo scambio illegale di files ed il falso? Con il ritorno del vinile ci sarebbero solo aspetti positivi per la musica e per tutto il suo indotto. Questa pagina è dedicata a chi ama ancora il disco e vuole scommettere sul suo nuovo futuro. E’ un sogno che vuole ridare luce a chi ha dedicato una vita alla musica, investendo in negozi, etichette, produzioni, e che in pochi anni si è visto distruggere quello che era comunque un amore verso le emozioni stampate su vinile, da qualcuno che follemente da molto in alto, decise che era tempo di modernizzare il mercato. Complimenti per lo storico risultato. Che gli artisti comincino a smettere di pensare che ormai il disco non rappresenta più un introito e che serve solo a trainare i concerti. Che facciano loro il primo passo in questa direzione. Ma anche i produttori, le etichette, i gruppi emergenti, i giornalisti, le radio, le tv. Ognuno un cenno, una pedina, una buona parola. Il sogno di chi scrive è di riaprire presto il negozio di dischi in cui è nato e cresciuto: si chiamava “Ok Dischi”. Allora? Chi segue questo folle? “Stay hungry, stay foolish… (Steve Jobs)”.

Gigio Rosa