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Sessantamila dischi in vinile, la passione dell’avvocato

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Sessantamila dischi in vinile, la passione dell’avvocato

di Annalisa Celeghin
PADOVA. Sessantamila dischi. Una collezione da record quella di Andrea Sabbion, 54 anni, avvocato padovano, titolare insieme alla famiglia dell’Hotel President di Abano Terme. «Tutto ha avuto inizio da una “baruffa” con mio fratello, racconta Sabbion. «Avevamo chiuso da poco la nostra emittente Radio Abano International, agli inizi degli anni Ottanta. Rimanevano circa tremila vinili: mio fratello ha insistito per tenerli per sé ed io, per ripicca, mi sono detto: ok, allora me la faccio da me la mia collezione!».

E così è stato: il primo lotto se l’è andato a prendere a Rimini, mille “maxi single” (45 giri più grandi del formato standard) che il proprietario ha lasciato a malincuore. «Si è persino messo a piangere, non voleva separarsene». Ai primi mille se ne sono aggiunti subito altri 1400. «Provenienza Oklahoma: sottostimando le spese di spedizione, costate più dei dischi». Poco importa, la collezione doveva continuare. E così, fra musica jazz, pop, funky e fusion, i vinili cominciano ad occupare una parte importante della casa (e della vita) di Sabbion. Ex deejay, ha una predilezione per la musica dagli anni Sessanta in poi. Una passione “tonda”, come la definisce lui stesso, prendendo a metafora la forma circolare degli oggetti che colleziona. «La consegna di altri 3500 pezzi, anche questi di provenienza americana, hanno bloccato piazza Garibaldi, dove ho il mio studio di avvocato», ricorda sorridendo. Sarah Jane Morris, Aaron Tesser, Kool and the Gang, Al Green, George Benson, Creative Source, Dexter Wansel: questi sono alcuni dei suoi artisti preferiti, di cui spesso ricerca i brani meno noti ma non per questo meno belli. «Quanta musica è andata persa, soffermando la propria attenzione solo sui pezzi più famosi… a volte i lati “b” possono riservare sorprese bellissime».

Sabbion non è uno che si ferma al primo strato: lui scava, non si accontenta, medita e ascolta, alla ricerca d’altro che non sia mera apparenza. Questa sua sensibilità ne ha fatto un uomo d’arte: dipinge e scrive poesie, perché non sempre la musica gli basta e riempire di cose belle le sue lunghe giornate (dorme due ore per notte) non è poi così semplice. «Il colpaccio finale, quello che ha fatto fare il salto di qualità alla mia collezione, è arrivato con un giovane laureando in economia di Perugia: cedeva ben 35mila dischi. E così sono arrivato a quota sessantamila». Oltre ai vinili, Sabbion possiede ventimila 45 giri e cinquemila musicassette. Persino la struttura di alluminio che ospita questa incredibile quantità di vinili e parte dell’impianto stereo sono opera di Sabbion. Il suo sogno? «Mi piacerebbe mettere a disposizione la mia collezione per aiutare la mia cittadina, Abano Terme, magari organizzando degli eventi a tema. E poi… trovare una donna che abbia la mia stessa passione».

I dischi in vinile? E`vinile-mania

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I dischi in vinile? E`vinile-mania

Il vinile risorge a nuova vita e conquista anche l’orecchio dei più giovani, mentre i grandi artisti nazionali e internazionali tornano a pubblicare in 33 giri. Dagli Iron Maiden a Vasco Rossi, dagli U2 a Mina è “vinile – mania”

vinileLa musica non ha solo un suono, ma ha anche un colore, una forma, una consistenza, un’anima. E non c’è niente di meglio di un vinile per esprimere a 360 gradi, o forse sarebbe meglio dire a 33 giri, tutte le sfaccettature di quest’universo tanto antico quanto vivo ed energico.

Nel corso degli ultimi anni, dopo due decenni di declino che sembravano averne decretato la morte in favore del CD, l’LP è tornato di moda. Un fascino mai tramontato che oggi fa innamorare non solo coloro che sono cresciuti azionando la puntina di un giradischi, ma anche quei giovani che ascoltando un album vogliono provare un esperienza diversa.

Si è parlato molto e si continua a parlare del conflitto tra analogico e digitale, tra “suono pulito e fedele” e “suono autentico e sporco”, una diatriba che molti non temono di definire filosofica, come se si trattasse di due grandi correnti culturali: romanticismo contro illuminismo, idealismo contro realismo. La verità è che l’uno non esclude l’altro e che la loro esistenza parallela può aiutare a comprendere un po’ meglio che cos’è la musica, quella del passato e quella presente.

Sarà forse questo il motivo per cui molti artisti contemporanei hanno deciso di ristampare e pubblicare i loro dischi in vinile; per consentire ai loro fan di approcciarsi in maniera differente alle melodie e ai versi che nel corso degli anni hanno imparato ad amare. In Italia questa decisione è stata presa da Vasco Rossi, Elio e le Storie Tese, Mina, Franco Battiato, Verdena, Carmen Consoli, Loredana Bertè, Gianna Nannini, Giorgia, Mario Biondi, Baustelle, Le Luci della Centrale Elettrica e molti altri.

Ma anche all’estero non sono da meno: gli Iron Maiden hanno ristampato in versione 33 giri i loro primi 8 album (in uscita il prossimo 13 ottobre); Bruce Springsteen ha rimasterizzato in vinile tutti i suoi lavori; gli U2 hanno addirittura deciso di distribuire “Songs of Innocence”, già disponibile gratuitamente su iTunes dal 9 settembre, nel “vecchio formato”. In ultimo è impossibile non citare la scelta della “Apple Records” che pubblicherà “The Beatles in Mono” , la storica raccolta dei brani cult dei Fab Four, in versione long – playing.

Mettendo un attimo da parte il “sentimentalismo musicale”, occorre però ricordare che alla base di queste scelte ci sono motivazioni prettamente economiche: mentre il mercato di formati digitali e CD nel corso del 2013 è andato incontro a un calo del 3,9 per cento, i dischi in vinile hanno conosciuto un vero e proprio boom: Stati Uniti (+32%), Regno unito (+101%) Italia (+6%). Numeri che confermano la “tendenza nostalgica” attualmente in atto nel sonoro, ma che evidenziano anche come, quando si tratta di musica, passato e presente riescano a fondersi alla perfezione.

Dal 1948, anno in cui la Columbia Records realizzò il primo 33 giri con materiali, solco e durata maggiore rispetto al vecchio 78 giri (il 45 giri risale invece al 1949 e venne creato dalla RCA), il microsolco, altro nome con cui è noto il vinile ha mantenuto intatta la sua bellezza. Bellezza che oggi come ieri colpisce migliaia di giovani che si trovano a rovistare nelle soffitte di casa dei loro nonni per scovare dischi originali, girano per la città in cerca di mercatini vintage nei quali acquistare qualche LP degli anni ’60 – 70′, o comprano su internet ristampe ed edizioni originali dei più grandi artisti di ogni epoca.

Una volta qualcuno disse che il vinile è una filosofia di vita, che ascoltare una musica imperfetta, “graffiata”, distorta aiuti a godere meglio l’esperienza musicale di ogni giorno. Per quanto ci riguarda il long – playing è come un bell’uomo di 50 anni. Magari non avrà più la freschezza e i muscoli dei tempi migliori, ma grazie a savoir faire ed eleganza riesce ad affascinare qualsiasi donna.

Continua il boom dei dischi in vinile in tutto il mondo

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Continua il boom dei dischi in vinile in tutto il mondo tanto che le vendite nei mercati musicali più importanti di Inghilterra e Stati Uniti nel 2014 hanno già superato quelle del 2013 con incrementi percentuali a due cifre. Intanto l’Italia si piazza al settimo posto al mondo tra i mercati dove cresce maggiormente la diffusione dei 33 giri.

Basta dare un occhio alle statistiche per rendersi conto di una rinascita che prosegue da molti anni: nel Regno Unito la Entertainment Retailers Association ha annunciato 844.122 copie di album in vinile vendute nel 2014 rispetto alle 829.243 registrate nel 2013, mentre secondo Nielsen Soundscan negli Stati Uniti la crescita nell’anno in corso è stata addirittura di oltre il 40%.

Devono essere soddisfatti i piccoli negozi e rivenditori indipendenti che tutti gli anni animano il Record Store Day, mentre le etichette discografiche cavalcano l’onda rendendo disponibile tutte le loro nuove uscite a 33 giri anche se in realtà i dischi più venduti sono ristampe specie di gruppi rock come Stone Roses, Pink Floyd e Led Zeppelin.

Parlando solo di dati e guardando al mercato nel suo insieme c’è comunque da notare che i dischi a 33 giri in vinile siano ancora un fenomeno marginale mentre i cd hanno ancora il 97% delle vendite su supporto fisico malgrado stiano crollando del 20% ogni anno.

E’ però interessante la tendenza: il Vinyl Revival in America oggi riguarda il 3,5% delle vendite di album mentre dieci anni fa il vinile era solo allo 0,2% e così anche in Inghilterra il vinile ha circa il 3% delle vendite di album fisici complessive a testimoniare che non si tratta di una moda passeggera.

Infine, per farsi un’idea di quale pubblico preferisce il vecchio formato agli mp3 o allo streaming è interessante dare un’occhiata alla classifica degli Lp più venduti in Inghilterra:

1. Arctic Monkeys – AM
2. Jack White – Lazaretto
3. Oasis – Definitely Maybe
4. Royal Blood – Royal Blood
5. Led Zeppelin – Led Zeppelin
6. Stone Roses – The Stone Roses
7. Led Zeppelin – Led Zeppelin III
8. Pink Floyd – The Dark Side of the Moon
9. Led Zeppelin – Led Zeppelin II
10. Arctic Monkeys – Whatever People Say I Am That’s What I’m Not

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La proprietaria della Discoteca laziale e la pazienza di chi resiste

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La proprietaria della Discoteca laziale e la pazienza di chi resiste

E’ raro non trovarla alla cassa. Anche adesso che ha 93 anni. Dal 1960, ogni mattina la signora Carmela parte da Tor Tre Teste, dove abita, e insieme alla figlia in auto raggiunge via Giolitti dove è ubicato il suo negozio di dischi: la Discoteca laziale. Nome che a Roma, e non solo, tutti gli intenditori di musica conoscono bene.

A volte ci passo anche senza un motivo preciso. Solo per rivederla. Ci parlo sperando ogni volta di carpirne il segreto. Come ha fatto a resistere per tanto tempo? Soprattutto ora che i negozi di dischi sono quasi tutti scomparsi. Non può essere una questione solo di oculatezza nella gestione economica, si capisce. Ci deve qualcosa di più. Ma che cosa? Pazienza, tenacia. Sopportazione… Gli americani lo riassumono in un termine solo: endurance.

In un momento in cui tutti sono in ambasce per la chiusura di sale cinematografiche, teatri, librerie, forse sarebbe opportuno approfondire il fenomeno. Così come un botanico studia quei semi che, malgrado l’ostilità delle condizioni ambientali e la riluttanza di certi terreni, continuano a generare frutti. Generalmente sono quelli più antichi, i più forti.

Se provi a scavare nel suo passato, lei ti disarma per la brevità del suo racconto: ti parla di quando da Napoli arrivò a Roma come di un viaggio e del 1960 come del momento in cui, appunto, l’avventura è cominciata. All’inizio gestendo un banco per la vendita di dischi per strada e poi con l’apertura del negozio. Tutto da sola e poi insieme ai figli quando sono diventati grandi. Questo è quanto.

Con quello aspetto così distinto, i capelli sempre in ordine e le camicette bianche col collo ricamato, ti sembra di imbatterti in una di quelle donne che hanno visto l’Oceano da piccole e, giunte nel nuovo continente, sono potute crescere a New York così come in qualsiasi altro luogo della vasta provincia americana. Non lasciandosi mai intimorire dai cambiamenti in virtù della forza d’animo scoperta in quella traversata.

Cd, dischi e vinili in fiera: doppia tappa a Catania e Palermo

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Cd, dischi e vinili in fiera: doppia tappa a Catania e Palermo

Torna l’appuntamento per gli appassionati di musica di ogni età. Torna l’evento degli eventi dedicato al re dei supporti musicali. È tutto pronto, infatti, per la seconda edizione catanese della “Fiera Internazionale del Disco, cd e vinile”, la manifestazione presentata da Eryaldisko, innovativa e vintage, dal sapore antico ma proiettata nel futuro, che celebra la musica a 360 gradi e che si terrà a Catania dal 31 maggio al 2 giugno 2014.

Pensata dalla Marco Massari e Carmen Attruia che, con la loro Ernyaldisko, da oltre 10 anni, hanno fatto della passione per la musica e per il vinile un lavoro, organizzando e curando esposizioni in tutta Italia e in tutta Europa, la manifestazione, che ha ottenuto il patrocino dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania, è realizzata in collaborazione con PiazzaGrande Adv , agenzia di comunicazione e marketing di Catania e con Radio Studio Centrale.

Tante le novità dell’edizione 2014. A partire dal fatto che, rispetto all’edizione 2013, la Fiera durerà un giorno in più. “A Catania hotrovato un pubblico attento, appassionato e competente, che ha letteralmente preso d’assalto gli stand – spiega Massari – e questo ci ha spinto a riproporre la manifestazione, dedicandole un giorno in più”. Non solo. La seconda edizione della “Fiera Internazionale del Disco, cd e vinile” è caratterizzata, anche, da un più ampio respiro internazionale: accanto agli espositori locali, infatti, saranno presenti numerosi stand da ogni parte d’Europa, che proporranno assolute rarità.

“Dalla prima edizione di dicembre – prosegue Massari – si è sparsa la voce dell’interesse dei catanesi per tutto ciò che è musica e storia della musica, e decine di colleghi mi hanno chiesto di partecipare. Abbiamo selezionato i migliori – aggiunge – e quelli che possiedono i dischi più rari”.

Accanto ai vinili, dischi e cd conosciuti, infatti, sarà possibile infatti trovare autentiche rarità, come i primi album dei Beatles, un’edizione giapponese di The dark side of the moon o intere collezioni di rock e hardcore. “La Fiera – continua Massari – vuole essere punto di ritrovo di esperti e appassionati, ma anche di semplici curiosi che vogliono tuffarsi nel mondo della musica, acquistare dischi rari o significativi per le proprie vite o scambiarli con altri”. La manifestazione rappresenta, infatti, non solo il luogo ideale per gli affamati di musica di ogni età, ma anche il trionfo delle emozioni, che solo una puntina che scorre sul solco di un vinile riesce a far vivere, riportando a galla ricordi e sensazioni e dando loro nuova vita.

Altra importante novità dell’edizione 2014, pensata principalmente per agevolare espositori e utenti, sarà il “buono” per ogni visitatore che, con il contributo di 1 euro, ne riceverà 2 da spendere per un acquisto (il cui valore sia di minimo 10 euro) presso uno qualsiasi degli stand presenti in fiera.

Inoltre, quest’anno, dato il successo dell’edizione 2013, la manifestazione raddoppia e arriva a Palermo, dove si terrà il 7 e l’8 giugno.

A Catania, la Fiera si terrà presso l’NH Hotel Bellini, Piazza Trento 13, dal 31 maggio al 2 giugno e sarà aperta dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 21.

Record Store Tale: rovistare tra gli scaffali, scoprire i propri dischi, un tuffo negli anni ’80

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Record Store Tale: rovistare tra gli scaffali, scoprire i propri dischi, un tuffo negli anni ’80

Riscoprire la musica degli anni ’80 e ’90, quando il piacere per la musica era vissuto fra gli scaffali dei negozi di dischi, ora quasi dimenticati e soppiantati dal web. E’ Record Store tale, l’incontro che ha aperto la Settimana della Cultura a Lanciano.

(UNMONDODITALIANI – UMDI) Rovistare tra gli scaffali, scoprire i propri dischi, recita il sottotitolo del reading: Record Store Tale è la storia – autobiografica, in molti passaggi – di un rapporto con la musica vissuto a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Si è tenuto domenica 4 maggio l’incontro “Record Store Tale”, il reading che ha aperto la Settimana della cultura al centro Attività Musicali Solaris di Lanciano, organizzato da Fabio Ciminiera. Un rapporto vissuto con i negozi di dischi, la possibilità di scoprire, ascoltare e condividere la musica con gli amici. Il racconto riporta al centro dell’attenzione il piacere per la musica, attraverso lecanzoni con cui si è sviluppata la passione per gli interpreti delle varie stagioni del rock e del jazz: un racconto fatto di episodi, aneddoti, ricordi, ironia e tanta curiosità.

Fabio Ciminiera è redattore di Jazz Convention e autore dei programmi di Jazz Convention on TV, si occupa di jazz e, in generale, di musica in ruoli diversi: conduttore radiofonico e televisivo, redattore e critico, ufficio stampa e organizzatore di concerti. Dal 2007 fa parte dello staff del Pescara Jazz Festival.

Nel maggio 2009, ha pubblicato, per Ianieri Edizioni, il libro Le Rotte della musica, dedicato ai suoni e ai protagonisti della vita musicale del Mediterraneo. Ha condotto, insieme a Ferruccio Benvenuti, la trasmissione televisiva Jazz-a-Like in onda su TV6 e fa parte della giuria di critici della trasmissione Saranno Calibri in onda su Radio Delta Uno.

Negozi di dischi: “Incredibile ma vero, i giovani si riavvicinano”

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Record Store Day, la festa nei negozi: “Incredibile ma vero, i giovani si riavvicinano”

Vinile, tu resusciti un disco morto. O almeno, a questo mira il Record Store Day, che sabato 19 riporterà nei negozi di musica ancora superstiti i 33 giri: titoli nuovi, e anche qualcuno vecchio, stampati su microsolco per l’occasione. Servirà a resuscitare un mercato assassinato da Internet e dalla tecnologia in generale? Ci sperano quelli che sul nuovo che avanza si pongono in direzione ostinata e contraria, come Mario Buscemi, fondatore (nel 1969) e gestore dell’omonimo negozio milanese, uno dei pochissimi ancora in attività.

Mario Buscemi, fondatore di Buscemi Dischi a MIlano, che da corso Magenta si è trasferito in via Terraggio.

Cosa può fare un’iniziativa come questa?
“Noi crediamo, anche più di prima. Certo, il vinile interessa anzitutto i collezionisti, ma c’è anche qualche ragazzo che si avvicina curioso e che resta conquistato. Tutto quello che fa interessare all’esistenza di un oggetto chiamato disco può aiutarci, ridotti come siamo”.

La crisi quindi non si è ancora arrestata?
“Le fornisco solo una cifra: una decina d’anni fa un disco di successo vendeva 300mila copie, adesso arriva a 20mila. E no, non si è ancora toccato il fondo. Pensi che adesso vanno maluccio anche i megastore che uniscono dischi, libri e film, che sembravano la formula vincente”.

Come riuscite a resistere?
“Beh, un anno fa abbiamo dovuto traslocare. Di pochi metri, per fortuna: da corso Magenta ci siamo spostati in via Terraggio, nel locale sotterraneo dove prima tenevamo i dischi di classica. In sé lo spazio non è drasticamente diminuito, diciamo che da 150 metri quadrati siamo scesi a 100, ma è chiaro che abbiamo dovuto fare delle rinunce. Tagliando la classica, anzitutto”.

Spending review a parte?
“Abbiamo puntato su quello che già prima era la nostra caratteristica: la specializzazione. Un appassionato sa che se viene da noi può trovare anche il disco più strano e raro, o che se non c’è glielo facciamo arrivare. Basta che sia in catalogo in una qualsiasi parte del mondo. E molto aiuta l’e-commerce. Per fortuna una città come Milano è abbastanza grande da avere un pubblico di gente che non rinuncia al disco, che sia in cd o in vinile. Anche se è chiaro che l’età media è sui 50-60 anni, gente che non rinuncia all’oggetto con cui è cresciuta”.

Quindi, Record Store Day a parte, i vinili li vendete ancora?
“Sì, adesso stiamo puntando su quelli usati”, spiega Mario Buscemi.

“È il terzo anno che partecipiamo attivamente al RSD”, racconta Vito Causarano, il titolare del Centro Musica di Bari. “Ci siamo assicurati un po’ di vinili che arriveranno prima del 19 aprile e poi organizzeremo qualche concerto. Il Record Store Day è un vantaggio, per noi negozianti, ci fa sentire uniti nella stessa lotta per far sopravvivere il disco…”. Meglio il disco fisico del digitale: “Neil Young ha svelato un aneddoto. Lui era molto amico di Steve Jobs, che quando andava a trovarlo a casa sua, ascoltava solo la musica riprodotta in vinile!”INTERVISTA DI ANNA PURICELLI

A contrastare l’avanzata dei megastore fisici e digitali restano in campo l’ottimismo della volontà, la fierezza e la competenza di tanti commercianti appassionati che, da nord a sud, continuano a combattere per una causa nobile, la sopravvivenza stessa del disco, asserragliati nei loro negozi come fossero fortini, da difendere con le unghie e con i denti, insieme a clienti non meno appassionati di loro. E nella giornata del Record Store Day si ritrovano tutti quanti idealmente riuniti sotto la stessa bandiera. Ai titolari di Disco Club (Genova) ed Elastic Rock (Roma), due tra i più agguerriti resistenti, rivolgiamo le stesse domande.

Il vostro negozio era e resta in prima linea. Per voi il RSD sarà una giornata come tutte le altre o avete preparato qualche sorpresa per gli appassionati?
“Partecipiamo al RSD dalla seconda edizione, quella del 2009″, racconta Giancarlo Balduzzi, Disco Club, “e sempre abbiamo organizzato qualcosa. Quest’anno ci limitiamo a fare una trasmissione in diretta dal negozio per la webradio di Arciliguria, Radio Gazzarra, dalle 15.30 alle 17.30, condotta da vecchi e nuovi clienti”.
“Il 19 aprile, per festeggiare degnamente il Record Store Day, saremo concreti. Praticheremo il 10% di sconto su tutti i vinili”, dice Maurizio Burini, Elastic Rock.

Cosa può fare un’iniziativa come il Record Store Day?
Balduzzi: “L’idea di partenza era buona, favorire la musica indipendente e i piccoli negozi di dischi non aderenti a catene. Ma, come al solito, questa idea è stata fagogitata da chi ha il potere (soprattutto dei soldi) e così le major, le catene e addirittura Amazon si sono infilate nell’iniziativa. Così le uscite esclusive si sono moltiplicate, ora è impossibile stare dietro alle innumerevoli liste che ci arrivano, anche perché, per fare questo, ci vorrebbe un investimento esagerato, si ritorna quindi al discorso del potere economico: chi può permettersi un simile investimento? Non certo i piccoli negozi”.
Burini: “Il Record Store Day può incentivare le vendite: in questa occasione escono infatti parecchie edizioni limitate di vinili che spingono il collezionista all’acquisto di LP. Vero è che la discesa in campo delle major e delle grandi catene di distribuzione ha un po’ snaturato l’idea di partenza del RSD, ma è vero anche che ha ampliato, e di molto, il raggio di offerte, di cui poi possono beneficiare tutti, venditori e acquirenti”.

La crisi del disco, dal suo osservatorio, può dirsi finalmente arrestata?
Balduzzi: “Si dice sempre che quando si tocca il fondo si può solo risalire, questo può valere anche per la crisi del disco. Del resto, prendiamo come esempio la nostra città: a Genova all’inizio del Duemila potevi trovare 45 negozi di dischi, ora sono solo otto (di cui quattro aperture postume al 2000). Peggio di così non può proprio andare”.
Burini: “Probabilmente quella del vinile è arrestata, mentre quella del cd negli ultimi tempi si è ancor più acuita”

Come riuscite a resistere all’imperversare del digitale e alla concorrenza dell’e commerce, Amazon in testa?
Balduzzi: “Tenendo in vita i vecchi clienti. Oh, intendo proprio tenere in vita, perché ormai ho una sfilza di pensionati che continuano a comprare i dischi che già avevano dagli anni 70 in vinile, poi in cd dagli anni 80, poi in deluxe edition e ora in cofanetti, magari con pezzi scartati all’epoca, perché ritenuti scadenti. Devo quindi badare alla loro salute, non per niente mi circondo di una notevole schiera di medici, tra loro anche qualche psicanalista (di cui uno infantile, invecchiando spesso si ritorna bambini) e uno psichiatra”.
Burini: “Riusciamo a resistere soprattutto grazie all’acquisizione di vinili d’occasione che acquistiamo all’estero, attraverso selezioni mirate, che mettiamo poi a disposizione dei nostri clienti. E alla vendita di cd, soprattutto usati, un mercato che tira quando, come nel nostro caso, è costantemente alimentato dai nostri stessi clienti”.

Vendete cd e LP, sia nuovi che usati. Che mercato hanno, in percentuale? È vero che il vinile è in continua risalita rispetto al cd?
Balduzzi: “Se facciamo il confronto con l’alba degli anni Zero, è chiaro che la percentuale d’aumento dei vinili è esagerata, anche perché si è partiti da un livello di quasi zero. A livello d’incasso assoluto però si rimane ancora a un 90% dei cd, con progressivo miglioramento dei vinili, anche perché negli ultimi tempi hanno scoperto il fascino del vinile anche parecchi giovani e, a sorpresa, tra loro parecchie ragazze, genere quasi sconosciuto in negozio fino a pochi anni fa”.
Burini: “La nostra percentuale di vendita è indicativamente del 60% per i cd e del 40% per gli LP. Vendiamo più l’usato che il nuovo, diciamo un 60% di usato (sia per il vinile che per il cd) e un 40% di prodotti nuovi. La nostra esperienza diretta dice che il vinile è effettivamente in continua risalita: siamo passati da percentuali di vendita parecchio basse a un 40 % di aumento del fatturato negli ultimi due anni”.

Dischi Suonati, il Vinyl Temporary Store milanese

http://www.skuola.net/news/musica-m2o/temporary-store-m2o.html

Dischi Suonati, il Vinyl Temporary Store milanese

Nella puntata di oggi del Provenzano Dj Show andiamo a Milano per segnalare l’inaugurazione di “Dischi Suonati”, il primo Vinyl Temporary Store del capoluogo lombardo.
Ad avere l’idea quattro ragazzi con una grande passione per la musica elettronica e la tradizione che, oltre all’ascolto e alla vendita di vinili nuovi e d’epoca, hanno voluto accompagnare questa iniziativa con una serie di party ad hoc molto originali.
Ogni lunedì, ad esempio, la serata si chiamerà HUMAN JUKE BOX, con un dj che in cambio di un’offerta simbolica accontenterà le richieste musicali del pubblico. E poi ancora, showcase, presentazioni live di nuovi progetti, silent party e tanto altro.

Dischi Suonati inaugura oggi alle 14 presso il RAL 8022 di Via Corsico a Milano e rimarrà attivo fino a fine mese.

Musica e dischi: con questi prezzi, senza di me

http://italians.corriere.it/2014/02/09/musica-e-dischi-con-questi-prezzi-senza-di-me/

Musica e dischi: con questi prezzi, senza di me

“Mi dica pure”, sussurra il commesso di un vecchio negozio di dischi. Gli spiego che sono rimasto stregato da un tango in versione dance che ho sentito alla radio, ma non ho la più pallida idea del titolo o dell’autore e, quel che è peggio, non riesco neppure a riprodurre la melodia. Mentre parlo, mi rendo conto che sono un caso disperato e che il ricordo di quel brano misterioso è destinato ad assillarmi per il resto dei miei giorni. L’addetto abbassa brevemente gli occhi e quando li rialza, dice: “Un tango remixato…non possono che essere i Gotan Project”. Si gira verso lo scaffale e, nel giro di qualche secondo, la sua mano sapiente estrae un cd dalla copertina raffinata. Quindi lo inserisce nel lettore e fa suonare la prima traccia: bastano un paio di note e capisco che, contro ogni pronostico, il commesso ha fatto centro. Lui mi fissa, in attesa del mio responso. Per un attimo penso: ok, gli dico “non è questo, mi spiace”, e quando arrivo a casa lo scarico gratis dalla rete. Poi rifletto. Di fronte a me ho una persona gentile e preparata: una specie a rischio estinzione, nel malandato ecosistema Italia. E il suo futuro dipende anche da me. Sorrido e domando: “Quanto le devo?” – “Sono 22 Euro”. Pago e saluto. Anche se mi sa che d’ora in poi, con questi prezzi, l’Italia dovrà cavarsela senza di me.

Carlo Mantovani, jonny.pixel@libero.it

Needle, quando il vinile incontra i social network

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2014/01/24/news/doodle_quando_il_vinile_incontra_i_social_network-76811530/

Needle, quando il vinile incontra i social network

Rappresenta l’incontro tra il mezzo di comunicazione più moderno e il supporto di ascolto musicale più antico: sta per nascere il primo social network per gli appassionati di dischi in vinile. La app gratuita per Iphone si chiama Needle e permetterà la condivisione in rete della propria collezione di vinili, di scoprire quella di altri collezionisti in tutto il mondo, di essere puntualmente informati rispetto a vecchie e nuove uscite, di avere notizie sulle etichette e sui negozi specializzati nella vendita di vinili. E andando in giro per mercatini si potrà anche avere la possibilità di ascoltare attraverso Needle tutti i brani del disco appena avvistato sulla bancarella.

La novità di Needle si inserisce in un mercato che per quanto riguarda il vinile è fiorente e migliora di anno in anno, contrariamente al resto. Nel 2013 l’aumento delle vendite di album in vinile è stato del 30 per cento e secondo l’ultimo dato disponibile della Ifpi, la Federazione internazionale dell’industria discografica, le vendite del vinile nel 2012 sono state le migliori dal 1997, raggiungendo la cifra di 177 milioni di dollari, mentre complessivamente la vendita del fisico è diminuita del 5 per cento (833 milioni di album in formato Cd contro i 910 milioni del 2011).

L’arrivo di Needle è una buona notizia per i gestori dei negozi di dischi ed è una novità che verrà senz’altro registrata nel corso del Record Store Day del 2014, previsto per sabato 19 aprile. La giornata mondiale dedicata ai negozi di dischi, nata negli Stati Uniti nel 2007 con lo scopo di preservare il loro valore culturale e sociale, festeggiata tra l’altro con centinaia di pubblicazioni di dischi in edizione limitata, oltre che con mostre e proiezioni di film, vedrà quest’anno il sito Repubblica. it impegnato come media partner.

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