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Vinile: Da Oggetto Dimenticato A Tesoro Ambitissimo!

http://www.freeopinionist.com/2013/10/21/vinile-da-oggetto-dimenticato-a-tesoro-ambitissimo/

Vinile: Da Oggetto Dimenticato A Tesoro Ambitissimo!

Hai una raccolta di vecchi LP? Potrebbe valere qualcosa. Quello del vinile è un mercato in continua espansione. Trainato, inaspettatamente, dai più giovani.

Sarà capitato a molti di mettere le mani sulla vecchia collezione di vinili del nonno, o magari di un amico stanco di avere la cantina ingombra di vecchi cartoni. In questi casi si spera sempre per il colpo gobbo: scovare nel mucchio uno o più dischi rari che valgano una fortuna. In realtà, nella maggior parte dei casi ci si trova davanti a un’amara delusione. I singoli EP o LP valgono pochi euro e vendere l’intera raccolta può essere remunerativo, ma molto difficile. I pezzi rari saranno forse uno su cento, se non meno. E il dubbio resta: collezionare vinili può essere un investimento valido?

I dati di mercato sono incoraggianti. Il report 2013 della Federazione internazionale dell’industria fonografica (Ifpi) mostra come le vendite di vinili abbiano raggiunto il picco più alto dal 1997 a questa parte. Nel 2012, gli appassionati di musica da tutto il mondo hanno speso 171 milioni di dollari in dischi vecchi e nuovi, in aumento del 50% circa rispetto all’anno precedente. Il problema degli investimenti in beni da collezionisti, però, è che il loro prezzo è strettamente legato all’esistenza di una comunità di appassionati. Nel caso dei vinili, molti temono che gli LP e gli EP abbiano valore sentimentale soltanto per la generazione over-40 e over-50. Cosa accadrà quindi tra qualche decennio, quando per ragioni demografiche il numero dei collezionisti si assottiglierà sempre più?

In realtà, questi timori sembrano infondati. Stando a un’indagine di Icm Research condotta in Gran Bretagna in occasione del Record Store Day (la “giornata del vinile”, tenutasi il 20 aprile), i classici 33 giri riscuotono sempre più successo presso gli under-30. Nel mese di marzo 2013, un consumatore su venti ha comprato almeno un disco in vinile. Ma la percentuale sale al 15% (circa uno su sette) se si prende in considerazione soltanto la fascia di età che va dai 18 ai 24 anni.

Insomma, sarebbero proprio i giovani a guidare la crescita del mercato dei dischi tradizionali, almeno in UK. Non è detto che il mercato britannico rifletta le tendenze italiane, ma almeno si può escludere lo scenario più pessimista: la comunità globale degli estimatori dei vinili non sembra destinata ad esaurirsi nel giro di qualche decennio e ci sarà sempre qualcuno disposto ad accaparrarsi un LP da collezione al giusto prezzo.

Quali vinili rappresentano l’investimento migliore? Come sempre, valgono le regole tradizionali del collezionismo: più è rara e ricercata un’edizione, più alto sarà il suo valore. Migliori le condizioni del disco, migliore la valutazione. Una volta stabiliti questi termini, si può iniziare la caccia nei mercatini e presso i rivenditori specializzati. I vinili più richiesti sono quelli degli anni ’60: gli originali dei Beatles e dei Rolling Stones spuntano sempre buone quotazioni, ma anche i Led Zeppelin e Bob Dylan sono particolarmente richiesti. I prezzi vanno dai 20 a più di 20mila dollari, a seconda delle edizioni.

In alternativa si può puntare sulle band reggae o pop poco note al grande pubblico, ma molto apprezzate dagli amanti del genere. Anche i vinili degli anni ’90 possono spuntare buoni prezzi tra i collezionisti, perchè all’epoca la produzione era al suo minimo storico e quindi è più difficile reperire esemplari originali di singoli e album dell’epoca. Ovviamente bisogna puntare su edizioni limitate o a bassa tiratura. Per andare sul sicuro si può fare riferimento a un catalogo dedicato che riporti i prezzi dei vinili. La bibbia dei collezionisti è probabilmente la rivista brit Record Collector, ma c’è anche un Popsike, un database gratuito che permette di cercare tra i risultati di oltre 4 milioni di aste di dischi: forse il modo più rapido per scoprire se avete fatto un affare, o preso una bufala.

Fonte: Wired