Prato, la città senza negozi di dischi. Un addetto ai lavori lancia qualche idea per rimediare

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Accettereste mai che nella vostra città non esistessero più le librerie, i teatri, i cinema? Sembra un’ipotesi assurda, la cultura è indispensabile come i luoghi dove fruirne, e visto che anche la Musica non è un Arte minore, e Prato ha una realtà musicale di spessore, non vedo come mai oggi abbiamo il triste risultato che non esiste più in città un luogo espressamente preposto ad essere negozio di dischi.
Qualcuno potrà dire che era inevitabile, che la famigerata crisi è anche questo, o che l’avvento della musica “liquida” e del download ha ucciso l’acquisto di dischi, o che i cd costano troppo. Costano senz’altro meno di un paio di scarpe firmate dico io, e dico ciò senza malizia e senza allusioni a trasformazioni attuali di luoghi… ma è chiaro che il ricordo corre subito al negozio Niccoli, che per decenni è stato punto di riferimento per la città, nel cuore del centro.
Non voglio analizzare dunque scelte e conseguenze di come è stato (non) trattato l’argomento nell’indifferenza generale di una città che sembra interessata oramai solo agli aperitivi, ma chiedo con forza che le realtà cittadine preposte alla Cultura, compresi addetti ai lavori quali musicisti e quanti hanno a che vedere con la realtà sopracitata, possano riunirsi e discutere di come ricreare un luogo dove fruire di musica in questo modo.
Se davvero vogliamo trovarci l’alibi che il negozio di dischi, di per sé, non “tira”, pensiamo allora a come rendere accattivante un luogo del genere, ed in tal senso ho qualche idea. Visto che in città ci sono validi fermenti che creano nuovi luoghi di ritrovo, penso che la commistione tra generi diversi sia la soluzione.
Perché dove si ascoltano e comprano dischi, non inserire anche attività di ristorazione o intrattenimento? Perché visto che sta tornando l’idea del supporto fisico della musica, del vinile, non pensare a favorire un luogo dove affiancare i dischi ai libri, ma con un taglio più umano della grande distribuzione?
E ancora. Perchè non creare una trasmissione radio all’interno di uno spazio polivalente, appoggiandosi alle realtà locali? Si potrebbero trasmettere i dischi che si vendono, ma anche ospitare musicisti e addetti ai lavori, creando una piccola rivoluzione culturale per far tornare a vivere la musica anche così.
E’ un appello a tutti coloro che abbiano voglia di investire in qualcosa di finalmente inedito e utile per la rinascita culturale del centro storico.