La Francia aiuta i negozi di dischi con una tassa sui tablet

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Tassa su tablet per salvare negozi dischi

Ogni anno il Record Store Day è un successo, l’interesse dei consumatori nel sostenere luoghi dedicati alla musica dove gli appassionati possano incontrarsi non manca, ma le notizie che arrivano sul fronte della crisi non lasciano scampo ai piccoli ma anche alle grande catene di negozi di dischi. Ora che Spotify su smartphone e tablet dilaga e che la musica è sempre meno fisica come fare a sostenere la sopravvivenza dei negozi di dischi? Tassando smartphone, tablet, e-reader e computer. Questa proposta è stata fatta in Francia, paese all’avanguardia nel comparto culturale e non solo per quanto riguarda la dissuasione al download illegale come si è visto con la legge Hadopi.

Ed è proprio ministro della cultura francese Aurelie Filippetti dopo che la Virgin Megastore ha annunciato la chiusura di 26 negozi in tutta la Francia e la Fnac naviga in acque tempestose, ad avere proposto una nuova tassa dell’1% su smartphone, tablet, e-reader e computer che raccoglierebbe 80 milioni di euro che potrebbero andare a negozi di musica e dischi in difficoltà, librerie ma anche a rivendite di dvd, aiutando l’industria musicale e quei settori messi in crisi dall’evoluzione del mercato e dalla pirateria online.

Se in tutto il mondo i negozi di dischi ma anche di settori legati alla cultura e all’intrattenimento sono in crisi per la combinazione tra recessione, crescita del mercato digitale e pirateria (in inghilterra HMV ha chiuso ad inizio anno), la Francia sembra l’unico paese a volere prendere iniziative per proteggere i suoi lavoratori, criticando ad esempio catene online come Amazon che vendono prodotti a prezzi superscontati con strutture che prevedono pochi dipendenti e gestioni amministrative create per non pagare tasse nei paesi dove i beni sono venduti. Resta da capire se si tratta di una battaglia persa in partenza o se è opportuno ribellarsi al nuovo ordine delle cose che internet ha imposto.