Il Festival rispolvera i big “in vinile”

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Dalla Cinquetti a Elio Billy: il Festival rispolvera i big “in vinile”

di Luciano Castro

Ci sono alcuni dischi che saranno legati per sempre a questa edizione del Festival di Sanremo. Ma non sono il nuovo album di Arisa, né quello di Renga o di Gualazzi. Niente cd o mp3: i dischi più “famosi” della kermesse sono una ventina di 45 giri, tutti in buon vecchio vinile, che fanno bella mostra di sé nell’affollata Sala Stampa dell’Ariston. L’idea è stata dei maestri fiorai di Sanremo: quest’anno hanno allestito il lungo tavolo dove si svolgono le conferenze stampa quotidiane di Fazio e della Littizzetto con gli splendidi fiori della riviera insieme ad alcuni vecchi dischi degli anni ’60 trovati chissà dove.

In questi giorni, sono stati immortalati in migliaia di foto e inquadrati in innumerevoli ore di trasmissione tv. Mentre il festival è alle battute finali, è tempo dunque di svelare qualcosa in più su questi vecchi vinile, usciti da qualche soffitta impolverata e diventati protagonisti addirittura del tempio nazionale della musica italiana. Le sorprese non mancano. Innanzitutto, tra i dischi emerge un grande successo del festival come “Non ho l’età (per amarti)”, che portò alla vittoria Gigliola Cinquetti nel 1964, esattamente 50 anni fa: il vinile ha l’etichetta viola, riporta in grande evidenza il marchio della casa discografica CGD e sul lato B ha la meno nota “Sei un bravo ragazzo”. Sempre reduce dal festival, è anche il 45 giri del gruppo pop malgascio Les Surfes, che nel 1966 a Sanremo presentarono la canzone “In un fiore”. Continuando a sbirciare tra i vecchi dischi, spuntano poi “Guarda che luna” di Elio Billy e del complesso dei Record, “’O sole mio” di Miranda Martino, “Come puoi chiamarlo amor” di Daniela con il complesso Alex Winter e l’inquietante “L’ho baciata che era ancor calda” di Giulio Franchi. Non mancano anche alcuni curiosi outsider: la colonna sonora del film “Zorba il Greco”, il canto alpino “Gran Dio del Cielo” eseguito dal Piccolo Coro dei Valseriana, “Guantanamera” nella versione dell’orchestra diretta da Marcello Minerbi e addirittura il “Notturno in Mi bemolle maggiore, op. 9, n. 2” di Frederic Chopin. Insomma, uno strano medley di canzoni famose e dimenticate, di musica leggera, classica e popolare. “Mi è sembrata una bella idea, mettere insieme i nostri fiori con questi vecchi dischi”, ci dice Maurizio Zoccarato, sindaco di Sanremo. E la Cinquetti? Avrebbe dovuto partecipare a questo festival come ospite, ma uno spiacevole infortunio glielo ha impedito. Le farà piacere sapere che almeno il suo vecchio disco non ha mancato l’appuntamento.

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