I vinili salvano i negozi inglesi di dischi indipendenti

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I vinili salvano i negozi inglesi di dischi indipendenti

L’aumento della vendita di dischi in vinile non incide, nonostante gli impressionanti aumenti percentuali che registra ormai da anni, granché sul mercato musicale globale (uno scarso 2/3%), ma è una boccata d’ossigeno per i negozi di dischi indipendenti, che stretti tra grandi catene, downloading, pirateria e impennata dello streaming, non se la vedono ancora bene. Nonostante un periodo di crisi che va avanti da tempo, per, Rough Trade ha comunicato che nel periodo natalizio c’è stata una grossa impennata di vendite al dettaglio, sia fisica che digitale. L’incremento è stato del 20% nelle cinque settimane antecedenti il Natale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con le vendite online cresciute, nello stesso periodo del 47%.

Un incremento importante è stato, ovviamente, quello dei vinili che sono cresciuti del 47%, a fronte di una crescita globale, nel 2013, del 32% – condito e del primo anno di calo delle vendite digitali -, mentre la vendita dei cd rimane stagnante. Il segreto, dicono dalla Rough Trade, è stato dato dalla strategia di valorizzare senza ricorrere agli sconti e dall’offerta di “un’esperienza gratificante, una selezione curata del prodotto, consigli autorevoli, performance live e un prodotto esclusivo”

Ed è proprio nel dettaglio che è possibile fruire al massimo dell’amore crescente per un oggetto come il vinile. Uno dei proprietari della catena di negozi al dettaglio ha dichiarato a Music-Week che “I negozi di musica indipendente in Gran Bretagna stanno provando una incremento delle vendite, con l’incremento – registrato dalla BPI (British Recorded Music Industry) – del numero di vinili venduti che sta lì a testimoniarlo. Alla Rough Trade continuiamo a incrementare le nostre percentuali e i margini di cassa, confidando di veder crescere il nostro business anche nel 2014. ma la RT non è l’unico venditore al dettaglio a vedere un aumento delle proprie vendite, anzi; anche store come Piccadilly a Manchester, Rise a Bristol e Resident a Brighton – come riporta sempre Music-Week – hanno visto trend positivi.

Insomma con l’avvento della digitalizzazione pare che l’acquirente forte stia virato sempre più verso l’acquisto di un oggetto fisico come quello del vinile che rende anche una qualità migliore di qualunque mp3. E benché la vendita dei dischi non contribuiscono in maniera forte alla ripresa del mercato discografico, serve però ai piccoli store per registrare vendite tali da permettergli di vivere e a noi di godere di spazi che ci hanno cresciuti.