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Nonna Rosa e la passione in vinile

Uno dei racconti di mio padre che ricordo con più piacere, è questo: la sua mamma, Rosa Grimaldi, nonna che purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere (donna straordinaria, a detta di tutti), un giorno decise di regalare un disco a suo marito. La cosa singolare è che il disco lo fece stampare lei in copia unica, e su quel vinile (o gommalacca), era incisa una canzone d’amore cantata proprio da lei, apposta per lui. Doveva essere più o meno il periodo dopo la seconda guerra mondiale, o addirittura poco prima, tra il 1940 e il 1950. Altri tempi, altri sentimenti. Ma i dischi ci sono ancora… Gigio Rosa

Ok Dischi: un sogno in vinile

Un sogno da realizzare: il ritorno del vinile. O meglio, il reinserimento del disco in vinile tra i supporti più acquistati. Un invito a tornare ad amare un lavoro discografico, più che un tentativo di ripristinare un business che non c’è più. La musica nuovamente apprezzata e valorizzata dal suo supporto di sempre. Con l’aiuto di artisti, etichette, giornalisti, appassionati, imprenditori, si può ridare alla musica una dignità perduta e nuovi anni di culto. Vogliamo che parta un vero e proprio movimento culturale intorno al disco in vinile, e oggi, grazie al web, alla velocità delle idee, alla sempre più forte voglia di passato a causa del triste presente e dell’incerto futuro, è possibile. Le attuali generazioni sono incredibilmente affascinate dal disco, dal meccanismo dello scorrere delle puntine e da quei suoni così avvolgenti, così piacevolmente irregolari ed analogici: si chiedono come mai oggi esistano solo cd e freddi files mp3. Il nostro non è un intento folle, non si vuole annullare il cd o tantomeno ignorare il mercato digitale: l’idea è quella di ampliare ciò che attualmente è solo una piccola nicchia di mercato. Negli ultimi anni ci sono stati segnali molto incoraggianti: aumento delle vendite delle versioni in vinile di album e singoli, aumento della vendita di giradischi presso i megastores, interesse diffuso verso l’oggetto disco in vinile dalle nuove generazioni. Si vuole rilanciare il valore culturale ed emotivo di un disco, di una copertina come forma d’arte e comunicazione, di una superficie maneggiabile e leggibile, di una necessaria passione e cura per la sua stessa conservazione e salvaguardia. Si vuole raccontare cos’era, cosa ha rappresentato e per chi, e cosa significa per il mondo della musica. Non cose esclusivamente riservate a collezionisti, non capricci da dj vinilmaniaci, ma intenti più concreti e precisi. Un esempio? Porgiamo questa prima idea: se la maggior parte dei grandi artisti nel mondo, ma anche solo in Italia, decidesse univocamente di pubblicare i propri nuovi album inizialmente solo in vinile, magari per la prima settimana di uscita, quanto sarebbe invogliato il pubblico a munirsi di giradischi? E quanto il vinile contribuirebbe a contrastare lo scambio illegale di files ed il falso? Con il ritorno del vinile ci sarebbero solo aspetti positivi per la musica e per tutto il suo indotto. Questa pagina è dedicata a chi ama ancora il disco e vuole scommettere sul suo nuovo futuro. E’ un sogno che vuole ridare luce a chi ha dedicato una vita alla musica, investendo in negozi, etichette, produzioni, e che in pochi anni si è visto distruggere quello che era comunque un amore verso le emozioni stampate su vinile, da qualcuno che follemente da molto in alto, decise che era tempo di modernizzare il mercato. Complimenti per lo storico risultato. Che gli artisti comincino a smettere di pensare che ormai il disco non rappresenta più un introito e che serve solo a trainare i concerti. Che facciano loro il primo passo in questa direzione. Ma anche i produttori, le etichette, i gruppi emergenti, i giornalisti, le radio, le tv. Ognuno un cenno, una pedina, una buona parola. Il sogno di chi scrive è di riaprire presto il negozio di dischi in cui è nato e cresciuto: si chiamava “Ok Dischi”. Allora? Chi segue questo folle? “Stay hungry, stay foolish… (Steve Jobs)”.

Gigio Rosa