Bagliori lontani: guida ai negozi di dischi di Torino

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La realtà di desertificazione di negozi specializzati che ha raggiunto la nostra città (e non solo, credo che il processo sia ormai esteso a tutte le piccole e grandi metropoli del paese), ha creato nell’universo musicale una sorta di buco nero, un vuoto incolmabile per chi ama l’arte dei suoni, e che vede ancora nel prodotto fisico un mezzo di trasmissione di emozioni/sensazioni, che, dal punto di vista emotivo, non ha eguali. La crescente offerta di files musicali da scaricare nel web ha messo in crisi non soltanto l’industria discografica, ma, più di tutti, gli esercenti, costretti a serrare le loro botteghe in vista di un futuro poco roseo.
Che cosa è cambiato veramente, web a parte, nel modo di concepire il prodotto musicale, cosa ha portato l’individuo a preferire il lettore mp3 all’impianto stereo, universalmente riconosciuto negli anni passati come l’unica vera stazione musicale?

Mi è dato pensare che, fra i diversi motivi, ci sia innanzitutto il poco valore attribuito al prodotto, a causa della velocizzazione con cui i dati si sovrascrivono, passando alla prossima proposta. La pirateria ha permesso ai più di accumulare hard disk stracolmi di materiale a costo zero, il più delle volte destinato ad essere dimenticato, oppure relegato ad una superficiale attenzione, a differenza di quanto accadeva in passato, quando l’ascolto di un disco richiedeva tempo per essere assimilato e gustato, giustificando l’investimento del consumatore, obbligato a scegliere accuratamente fra i molteplici (allora come oggi) suggerimenti del mercato.
Questo non riguarda solo i giovani, ma anche gli adulti, e non credo dipenda dal solo fattore economico (in passato eravamo certo più poveri, e personalmente potevo permettermi pochi dischi l’anno), piuttosto dal concetto “tutto e subito”, ormai noto a chi brucia la candela da entrambe le parti. La magia di entrare in un negozio o avvicinarsi alla bancarella di un mercatino e trovare il 33 giri o il cd a lungo ricercato non ha prezzo. Oltretutto è completamente smarrita l’idea di passare un pomeriggio, generalmente il sabato, a chiacchierare o discutere animatamente di musica nel tuo negozio di fiducia, ritrovo non solo di ascoltatori ma anche di musicisti.
Questo accadeva molto tempo fa, a Torino possiamo ricordare negozi come Rock’n’Folk e Maschio. E oggi?
Rock’n’Folk è ancora attivo, ma non è più lo stesso negozio di allora, Maschio ha chiuso da molto tempo, ed anche una grande impresa commerciale come Fnac, mentre sto scrivendo, chiude i battenti. L’acquisto online ha, probabilmente, inferto il colpo finale, di fatto il colosso Amazon non è esente da colpe con le sue incredibili e variegate offerte. Che cosa rimane, quindi, all’acquirente ancora legato al supporto, sia cd o vinile, nella nostra sopita città?

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Les Yper Sound

Come anticipa il titolo di quest’articolo, s’intravvedono ancora dei bagliori lontani, la fiamma non si è completamente spenta: è il caso di attività come Les Yper Sound (via Gioachino Rossini 14) di Matteo e Marco. Nel loro locale si respira tuttora la stessa fragranza musicale, il medesimo spirito che un tempo animava venditori e compratori, affinché il tempo e il denaro fossero ben spesi. La gentilezza e la professionalità di questi due ragazzi fa sì che chi decide di entrare si trovi subito a proprio agio, anche se il locale, diviso a metà fra cd e vinile, non ha grandi dimensioni. È subito intuibile che si possono trovare interessanti novità e altresì cose meno recenti, inoltre quello che manca è facilmente reperibile in breve tempo presso i loro fornitori, i prezzi sono buonissimi e possono competere con poca differenza con quelli online (Amazon in primis) e fanno sempre lo sconto ai clienti abituali. Non mi è mai capitato di essere spinto ad acquistare qualcosa che non volevo, perché i loro consigli sono sempre guidati dai gusti e dalle necessità altrui. Aggiungo che, LYS, conserva quella freschezza d’animo che contraddistingue quegli individui dotati dalla passione per il proprio lavoro, non facendo rimpiangere i tempi passati. La clientela, a detta di Matteo e Marco, è composta da fasce di tutte le età, il vinile è un supporto che vende molto bene a differenza di chi lo pensava un articolo sorpassato. In attivo dal 1997, LYS, è ancora una fiamma viva, capace di essere altresì ritrovo culturale per più generazioni, le stesse che, pur vivendo l’era di internet, desiderano ancora ritrovarsi e condividere le proprie passioniche sono poi quelle che rendono attraente la vita.

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Materiale Resistente

Un altra rivendita da segnalare, questa volta dell’usato, è quella di Materiale Resistente (via Po 25). Il locale, sito sotto i portici di via Po, si avvale di una posizione strategica di passaggio, c’è molto ricambio di materiale, e si possono trovare rarità a prezzi più che buoni. La gentilezza e la cortesia di Marco e Daniele, anche in questo caso, regnano sovrane, i ragazzi sono sempre disponibili e seguono la clientela senza per questo essere invasivi. Fra gli abituali frequentatori vi sono ragazzi che hanno ricominciato ad acquistare il vinile preferendo, quindi, un impianto sonoro tradizionale, abbinato verosimilmente all’indiscutibile comodità del portatile mp3.
Materiale Resistente è presente sul mercato dal 1995 e, pur non avendo la storicità di Backdoor di via Pinelli o Disco Revival di via Galliari, ha saputo conquistare il suo spazio nel corso del tempo, manifestando un entusiasmo non ancora estinto.

Roberto Cortese è un artista e musicista di Torino, attivo da anni nel circuito musicale sabaudo. È autore, tra gli altri, de “Il Canto Del Cigno” (vedi link).