Archivio mensile:ottobre 2014

L’uomo che vendeva vinili: Oscar e la musica. Storia di una “visione” chiamata Feelin’Blue

http://madeintigullio.it/feelinblue/

Oscar e la musica. Storia di una “visione” chiamata Feelin’Blue

oscar piaggerellaLa Musica è un insieme di luoghi di culto delle nostre Emozioni e delle nostre Esperienze, quindi della nostra Esistenza. “Scrivilo, mi raccomando, perché ci tengo a queste parole”, mi dice Oscar. Che le ha dedicate via facebook ad Arve Henriksen, un trombettista norvegese di 46 anni noto per un sound ispirato al flauto dritto giapponese, lo shakuhachi. Dalla Norvegia al Giappone e ritorno, qui a Chiavari, in Via Filippini 8, dove Oscar Piaggerella gestisce uno di quei negozi che si possono decantare attingendo a ogni sorta di repertorio aforistico, ma che non si possono comprendere se non si comprende prima il concetto di Visione.

Nulla può, contro un uomo capace di esprimere una visione. Nemmeno i download dalla rete o l’ascolto in streaming on demand. Questa visione, la visione di Oscar, si chiama “Feelin’Blue”, ed è autentica quanto i vinili esposti al suo interno come oggetti né antichi né vintage: semplicemente eterni.

Eterni come un vinile dei Rolling Stones? “Si, fu il mio primo concerto. Avevo 14 anni”. Qui inizia il grande amore tra Oscar, che oggi di anni ne ha 58, e la musica. Un amore coronato 7 anni fa con l’apertura di questo negozio specializzato in dischi e cd, sia nuovi che usati. Con una predilizione per le rarità, anche d’importazione, firmate da etichette come l’inglese Esoteric.

“L’oggetto in sé appassiona il collezionista, ma io ho l’ambizione di vendere musica, non dischi o CD”. R.I.O, New Wave, Meal, Elettronica, Country, Folk inglese, Punk Rock, Psicadelia, Jazz, avanguardie ma, soprattutto, musica progressive, “perché è il genere che più di tutti insegna a captare il dialogo tra gli strumenti e perché è un fenomeno europeo, non americano, a cui l’Italia e la Liguria hanno contribuito meravigliosamente coi New Trolls o coi Delirium di Ivano Fossati“.

Oscar ti dice che Feelin’ Blue è nato per caso, perché un giorno “sono uscito di casa per comprare un disco in un mercatino della musica e ho finito col comprare tutto il mercatino”. In realtà era scritto nel destino di questo artista – perché Oscar Piaggerella è anche un pittore – che a Chiavari aveva una galleria di arte visiva, la Fluxia di Via Dante, “completamente sonorizzata”. Le visite erano rigorosamente accompagnate da una colonna sonora scelta dallo stesso Oscar. Che, una volta l’anno, organizzava anche una mostra a tema di cover musicali.

Storia, ormai. Che ha saputo trasformarsi in presente e che si sta involando verso il futuro, alimentata da una passione che è pensiero, insegnamento, vita. “Imparare ad ascoltare la musica significa leggere in controluce la storia in una veste sonora. Vuoi capire la guerra del Vietnam? Devi ascoltare Volunteers dei Jefferson Airplane“. One generation got old – One generation got soul – This generation got no destination to hold – Pick up the cry – Hey now it’s time for you and me – Got a revolution – Got to revolution.

IMG_3809.JPG

Gli occhiali fatti con vecchi dischi in vinile, da perfetti hipster

http://www.gizmodo.it/2014/10/24/gli-occhiali-fatti-vecchi-dischi-in-vinile-perfetti-hipster.html

Gli occhiali fatti con vecchi dischi in vinile, da perfetti hipster

Dischi di vinile e enormi, inutili, occhiali, magari in un coffee shop davanti ad una macchina da scrivere old style, mentre si scrive “The Hipster Association Game”. Se per qualche ragione (siete hipster, ammettetelo) avete mai sognato di combinare questi due oggetti, ecco la risposta che aspettavate. Vinylize è un’azienda che ricicla vecchi LP (ve li ricordate, vero?) e li trasforma in occhiali.

Ok, se un certo stile vi provoca un qualche fastidio, odierete questi occhiali pensati per una socoetà ossessionata dai selfie e da Instagram, dai jeans super skinny e dalle barbe.
Ma d’altro canto, c’è qualcosa di interessante in questi occhiali, probabilmente per via del design piatto e semplice. C’è qualcosa che ci ricorda quegli occhiali super economici che si trovano nei resort sulle spiagge, o anche i vecchi occhiali 3D di cartone con le lenti rosse e verdi che si trovavano in allegato alle riviste negli anni ’90.
E se, per qualsiasi ragione, li trovate imperdibili, auguratevi di avere abbastanza soldi da spendere per comprarne un paio: la versione più economica (si fa per dire) disponibile sul sito di Vinalyze costa 430 dollari (351 euro circa).

IMG_3808-2.PNG

Discogs. I vinili più costosi acquistati nel 2014

http://sentireascoltare.com/news/discogs-vinili-piu-costosi-acquistati-2014/

Discogs. I vinili più costosi acquistati nel 2014

The Vinyl Factory ha recentemente illustrato i dieci dischi più costosi acquistati dagli utenti di Discogs nella prima metà del 2014. Discogs è un famoso data base, costantemente aggiornato, dove è possibile consultare le discografie di tre milioni di artisti ma anche comprare – attraverso un marketplace dedicato – cd, vinili e rarità.

Al primo posto troviamo un box set in 7” di Gold Is The Metal (With The Broadest Shoulders) dei Coil in tiratura di sole 55 copie pubblicato nel 1987 e acquistato a 1889 dollari nel febbraio di quest’anno.

Di seguito la lista completa. La sua particolarità, è che dalla seconda alla decima posizione, gli album hanno tutti lo stesso prezzo, 1875 dollari.

Sessantamila dischi in vinile, la passione dell’avvocato

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/10/21/news/una-collezione-da-record-1.10156819

Sessantamila dischi in vinile, la passione dell’avvocato

di Annalisa Celeghin
PADOVA. Sessantamila dischi. Una collezione da record quella di Andrea Sabbion, 54 anni, avvocato padovano, titolare insieme alla famiglia dell’Hotel President di Abano Terme. «Tutto ha avuto inizio da una “baruffa” con mio fratello, racconta Sabbion. «Avevamo chiuso da poco la nostra emittente Radio Abano International, agli inizi degli anni Ottanta. Rimanevano circa tremila vinili: mio fratello ha insistito per tenerli per sé ed io, per ripicca, mi sono detto: ok, allora me la faccio da me la mia collezione!».

E così è stato: il primo lotto se l’è andato a prendere a Rimini, mille “maxi single” (45 giri più grandi del formato standard) che il proprietario ha lasciato a malincuore. «Si è persino messo a piangere, non voleva separarsene». Ai primi mille se ne sono aggiunti subito altri 1400. «Provenienza Oklahoma: sottostimando le spese di spedizione, costate più dei dischi». Poco importa, la collezione doveva continuare. E così, fra musica jazz, pop, funky e fusion, i vinili cominciano ad occupare una parte importante della casa (e della vita) di Sabbion. Ex deejay, ha una predilezione per la musica dagli anni Sessanta in poi. Una passione “tonda”, come la definisce lui stesso, prendendo a metafora la forma circolare degli oggetti che colleziona. «La consegna di altri 3500 pezzi, anche questi di provenienza americana, hanno bloccato piazza Garibaldi, dove ho il mio studio di avvocato», ricorda sorridendo. Sarah Jane Morris, Aaron Tesser, Kool and the Gang, Al Green, George Benson, Creative Source, Dexter Wansel: questi sono alcuni dei suoi artisti preferiti, di cui spesso ricerca i brani meno noti ma non per questo meno belli. «Quanta musica è andata persa, soffermando la propria attenzione solo sui pezzi più famosi… a volte i lati “b” possono riservare sorprese bellissime».

Sabbion non è uno che si ferma al primo strato: lui scava, non si accontenta, medita e ascolta, alla ricerca d’altro che non sia mera apparenza. Questa sua sensibilità ne ha fatto un uomo d’arte: dipinge e scrive poesie, perché non sempre la musica gli basta e riempire di cose belle le sue lunghe giornate (dorme due ore per notte) non è poi così semplice. «Il colpaccio finale, quello che ha fatto fare il salto di qualità alla mia collezione, è arrivato con un giovane laureando in economia di Perugia: cedeva ben 35mila dischi. E così sono arrivato a quota sessantamila». Oltre ai vinili, Sabbion possiede ventimila 45 giri e cinquemila musicassette. Persino la struttura di alluminio che ospita questa incredibile quantità di vinili e parte dell’impianto stereo sono opera di Sabbion. Il suo sogno? «Mi piacerebbe mettere a disposizione la mia collezione per aiutare la mia cittadina, Abano Terme, magari organizzando degli eventi a tema. E poi… trovare una donna che abbia la mia stessa passione».

Duff McKagan: “I ragazzi non ascoltano più un disco dall’inizio alla fine”

http://www.soundsblog.it/post/309002/duff-mckagan-i-ragazzi-non-ascoltano-piu-un-disco-dallinizio-alla-fine

Duff McKagan: “I ragazzi non ascoltano più un disco dall’inizio alla fine”

Una riflessione da Duff McKagan, bassista di Guns N’Roses, Loaded, Velvet Revolver, Walking Papers… insomma, uno che ne sa. Durante un’intervista, Duff si è lasciato andare ad un piccolo sfogo, che prende spunto dall’osservazione delle abitudini musicali dei propri figli.

“Negli anni Ottanta i musicisti creavano dischi interi. Pensavamo a come il disco suonasse dall’inizio alla fine, a come fosse la parte centrale. Quando si cambiava lato (di una cassetta o di un vinile), ci chiedevamo come fosse meglio iniziare quel secondo lato. Le persone ora non ragionano più secondo quei termini.

Chi ha meno di 45 anni e legge queste righe, probabilmente non ha nemmeno idea di cosa sto parlando.

Volevamo essere sicuri che ci fosse una storia, raccontata dall’inizio alla fine di un disco, che scorresse in un certo modo, che tutto il lavoro fra la prima e ultima canzone fosse di qualità.

Ora le persone non ascoltano… non voglio generalizzare troppo, ma ho due figli adolescenti. Ascoltano una canzone di un artista, poi una canzone di qualcun altro, e una canzone di qualcun altro ancora. E gli chiedo: ‘Ma non vi viene voglia di ascoltare tutto il resto del disco?’, e loro mi guardano con uno sguardo che dice: ‘Ma che vuoi, pezzo d’antiquariato? Dicosa stai parlando?’

Non voglio dire che un modo sia meglio dell’altro, ma siamo semplicemente cresciuti in tempi diversi e ci siamo goduti l’esperienza di ascoltare i dischi dall’inizio alla fine. A casa mi sono comprato un giradischi, un anno e mezzo fa. Ed è una cosa fantastica… andare al negozio, comprare un vinile e metterlo su dall’inizio alla fine. Fantastico.”

Voi da che parte state? Era meglio prima? E’ meglio adesso con il tasto skip e lo shuffle? Vinile, cd o mp3? O… musicassetta?

I dischi in vinile? E`vinile-mania

http://www.culturaeculture.it/2014/10/dischi-in-vinile-tra-i-grandi-della-musica/60418

I dischi in vinile? E`vinile-mania

Il vinile risorge a nuova vita e conquista anche l’orecchio dei più giovani, mentre i grandi artisti nazionali e internazionali tornano a pubblicare in 33 giri. Dagli Iron Maiden a Vasco Rossi, dagli U2 a Mina è “vinile – mania”

vinileLa musica non ha solo un suono, ma ha anche un colore, una forma, una consistenza, un’anima. E non c’è niente di meglio di un vinile per esprimere a 360 gradi, o forse sarebbe meglio dire a 33 giri, tutte le sfaccettature di quest’universo tanto antico quanto vivo ed energico.

Nel corso degli ultimi anni, dopo due decenni di declino che sembravano averne decretato la morte in favore del CD, l’LP è tornato di moda. Un fascino mai tramontato che oggi fa innamorare non solo coloro che sono cresciuti azionando la puntina di un giradischi, ma anche quei giovani che ascoltando un album vogliono provare un esperienza diversa.

Si è parlato molto e si continua a parlare del conflitto tra analogico e digitale, tra “suono pulito e fedele” e “suono autentico e sporco”, una diatriba che molti non temono di definire filosofica, come se si trattasse di due grandi correnti culturali: romanticismo contro illuminismo, idealismo contro realismo. La verità è che l’uno non esclude l’altro e che la loro esistenza parallela può aiutare a comprendere un po’ meglio che cos’è la musica, quella del passato e quella presente.

Sarà forse questo il motivo per cui molti artisti contemporanei hanno deciso di ristampare e pubblicare i loro dischi in vinile; per consentire ai loro fan di approcciarsi in maniera differente alle melodie e ai versi che nel corso degli anni hanno imparato ad amare. In Italia questa decisione è stata presa da Vasco Rossi, Elio e le Storie Tese, Mina, Franco Battiato, Verdena, Carmen Consoli, Loredana Bertè, Gianna Nannini, Giorgia, Mario Biondi, Baustelle, Le Luci della Centrale Elettrica e molti altri.

Ma anche all’estero non sono da meno: gli Iron Maiden hanno ristampato in versione 33 giri i loro primi 8 album (in uscita il prossimo 13 ottobre); Bruce Springsteen ha rimasterizzato in vinile tutti i suoi lavori; gli U2 hanno addirittura deciso di distribuire “Songs of Innocence”, già disponibile gratuitamente su iTunes dal 9 settembre, nel “vecchio formato”. In ultimo è impossibile non citare la scelta della “Apple Records” che pubblicherà “The Beatles in Mono” , la storica raccolta dei brani cult dei Fab Four, in versione long – playing.

Mettendo un attimo da parte il “sentimentalismo musicale”, occorre però ricordare che alla base di queste scelte ci sono motivazioni prettamente economiche: mentre il mercato di formati digitali e CD nel corso del 2013 è andato incontro a un calo del 3,9 per cento, i dischi in vinile hanno conosciuto un vero e proprio boom: Stati Uniti (+32%), Regno unito (+101%) Italia (+6%). Numeri che confermano la “tendenza nostalgica” attualmente in atto nel sonoro, ma che evidenziano anche come, quando si tratta di musica, passato e presente riescano a fondersi alla perfezione.

Dal 1948, anno in cui la Columbia Records realizzò il primo 33 giri con materiali, solco e durata maggiore rispetto al vecchio 78 giri (il 45 giri risale invece al 1949 e venne creato dalla RCA), il microsolco, altro nome con cui è noto il vinile ha mantenuto intatta la sua bellezza. Bellezza che oggi come ieri colpisce migliaia di giovani che si trovano a rovistare nelle soffitte di casa dei loro nonni per scovare dischi originali, girano per la città in cerca di mercatini vintage nei quali acquistare qualche LP degli anni ’60 – 70′, o comprano su internet ristampe ed edizioni originali dei più grandi artisti di ogni epoca.

Una volta qualcuno disse che il vinile è una filosofia di vita, che ascoltare una musica imperfetta, “graffiata”, distorta aiuti a godere meglio l’esperienza musicale di ogni giorno. Per quanto ci riguarda il long – playing è come un bell’uomo di 50 anni. Magari non avrà più la freschezza e i muscoli dei tempi migliori, ma grazie a savoir faire ed eleganza riesce ad affascinare qualsiasi donna.

Puntina e vinile, ingranditi mille volte

http://www.rockit.it/puntina-vinile-ingranditi-mille-volte

Puntina e vinile, ingranditi mille volte

Puntina e vinile sono due oggetti familiari a tutti, per molti anche di uso quotidiano. Nella teoria, sappiamo benissimo come funzionano: il vinile è una piastra circolare che presenta un solco continuo ondulato e a spirale, una pista sonora nella quale passa la puntina, che così facendo genera delle vibrazioni che danno origine ai suoni.Nella pratica però pochi di noi sanno davvero che aspetto abbia questo processo. Qualcuno si è preso la briga di ingrandire di mille volte puntina e vinile, ed ecco il risultato.

Le immagini che seguono invece sono opera di Chris Supranowitz, un ricercatore dell’Istituto di Ottica dell’Università di Rochester che ha deciso di utilizzare i macchinari del laboratorio per dare uno sguardo alla sua collezione di dischi.A quanto pare il processo è molto più complesso del semplice schiaffare i dischi sotto il microscopio, c’è un sacco di preparazone e post-produzione delle immagini. I risultati sono molto belli.

I “detriti” che vedete nella foto qui sopra sono i fiocchi di polvere depositati tra i solchi. Mentre la foto che segue ritrae un singolo solco, con le onde del canale destro e quello sinistro.

Se a casa avete degli occhiali 3d, potete provare l’esperienza ravvicinata di un vinile più grande di mille volte, in tre dimensioni, guardando la foto qui sotto.

Supranowitz non si è limitato solo ai vinili: l’immagine che vedete qui sotto è quella di un mega ingrandimento dei dati contenuti in un cd. Le parti vuote sono gli 0, mentre i puntini gli 1.

IMG_3791-0.JPG

IMG_3788-1.JPG

IMG_3792-0.JPG

IMG_3789-0.JPG

IMG_3790-1.JPG

IMG_3787-1.JPG

In calo CD e download, in crescita il vinile: in Usa è ‘business as usual’

http://www.rockol.it/news-638072/in-usa-calano-cd-e-download-cresce-il-vinile

In calo CD e download, in crescita il vinile: in Usa è ‘business as usual’

Calano i CD e i download, cresce la domanda di vinile: nei primi nove mesi del 2014 il mercato discografico statunitense non ha riservato sorprese. Più in dettaglio, i dati comunicati dall’associazione dei discografici RIAA raccontano di una flessione del 18,9 % nelle vendite di CD (91,7 milioni di pezzi a fronte dei 113,1 del periodo gennaio-settembre 2013) e di un calo complessivo degli album pari al 14,4 % considerando che la domanda per i titoli a lunga durata in formato digitale è calata dell’11,5 % (da 87,8 a 77,6 milioni di pezzi). Nel frattempo le vendite di brani digitali singoli sono scese da 974,6 a 848,5 milioni di pezzi, – 12,9 %. Le vendite di dischi in vinile, nel frattempo, sono aumentate da 4,12 a 6,074 milioni di pezzi (+ 47,5 %).

La rivista Billboard fa notare che finora, nel 2014, nessun album a nome di un solo gruppo o artista ha raggiunto il milione di copie vendute (erano stati cinque, a questo punto dell’anno, nel 2013), mentre quello stesso traguardo è stato raggiunto da 60 brani in digitale contro gli 83 dello stesso periodo dell’anno scorso (il più venduto è “Happy” di Pharrell Williams, 6,2 milioni di copie). Il best seller dell’anno, finora, è la colonna sonora del film Disney “Frozen” (3,12 milioni di pezzi), mentre l’album omonimo di Beyoncé (pubblicato nel dicembre del 2013) guida la classifica “artisti” con 776 mila copie.

Vinilmania, l’84esima edizione della fiera del disco

http://www.gazzetta.it/Sportlife/Musica/11-10-2014/vinilmania-si-apre-oggi-84esima-edizione-fiera-disco-90712455172.shtml

Vinilmania, l’84esima edizione della fiera del disco

Quella che in corso al Parco Esposizioni di Novegro è l’84esima edizione di Vinilmania: 84 anni dedicati agli amanti dei supporti fisici, ai collezionisti di dischi da toccare e odorare. Non un mondo superato, tutt’altro: in base agli ultimi dati Nielsen Soundscan (sul consumo americano) nei primi mesi del 2014 a fronte di un crollo dei download a vantaggio dello streaming, i vinili continuano a brillare (+40%): il disco nero è al quinto anno di regolare crescita, e il suo ritorno in auge inizia a sembrare qualcosa di più che una semplice moda. Mentre la grande massa consuma buona parte della sua musica tramite canali come YouTube e Spotify, una piccola ma robusta e fedele fascia di appassionati (anche giovanissimi) ha iniziato a dirottare i suoi acquisti “fisici” verso il vinile.

rarità e incontri — Per quella che è la più importante manifestazione italiana dedicata al collezionismo discografico, un segnale incoraggiante. Alla fiera partecipano circa 300 espositori, di cui 35% provenienti dall’estero, che presentano le loro rarità discografiche: singoli, album, memorabilia, CD, libri, riviste ed altro ancora. Durante la due giorni sono organizzate attività collaterali come concerti, conferenze stampa, presentazioni discografiche o di libri. Per esempio, quella del cofanetto da 4 cd L’Italia è come un rock – Rock in Italia dal 1956 al 1962, edito dalla Saar Records (la storica etichetta indipendente italiana fondata a Milano da Walter Guertler) che raccoglie il meglio della musica rock italiana di quegli anni, con Boris Guertler, Italo Gnocchi, Roby Matano e altri.

A Biella, ascolti in vinile: si parte con i Pink Floyd

http://www.newsbiella.it/2014/10/09/leggi-notizia/argomenti/costume-e-societa/articolo/ascolti-in-vinile-si-parte-con-i-pink-floyd.html

A Biella, ascolti in vinile: si parte con i Pink Floyd

Se chiedete a un appassionato di musica la differenza tra il vinile, il cd o ancora di più i file digitali, vi parlerà di calore, di profondità del suono, del valore artistico di una copertina, dell’emozione di maneggiare un disco anche per la sua fragilità. Per chi in casa non ha conservato, o ancor di più non ha mai avuto, un giradischi, l’occasione per testare dal vero tutto questo la offre domani dalle 19 Cigna Dischi, che insieme a Luca Pasquadibisceglie, lancia una serie di incontri/ascolti.

L’intento è anche quello di tornare a quando, nell’era pre internet, un negozio di dischi era il centro delle informazioni in cui ci si recava in prossimità del week end per vedere le ultime novità e scambiare pareri e informazioni con gli altri cultori del proprio genere musicale.

Protagonista del primo incontro un disco che alla sua uscita fece molto discutere “The Wall” dei Pink Floyd, ambiziosa, e pure un po’ pretenziosa, opera rock dal successo planetario e le critiche discordanti. Del resto nella serata oltre all’ascolto è prevista una sana dose di chiacchiere e questo è un argomento che ben si presta a essere sviscerato.

L’appuntamento verrà ripetuto tutti i venerdì, passando in rassegna una buona selezione delle pietre miliari del rock. Maggiori informazioni si trovano sulla pagina Facebook di Cigna Dischi.