Archivio mensile:settembre 2014

Pordenone, lascia in eredità alla Biblioteca migliaia di vinili e cd di musica classica

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Pordenone, lascia in eredità alla Biblioteca migliaia di vinili e cd di musica classica

Centinaia di dischi in vinile e oltre 1.300 tra cd, dvd, riviste, libri di musica classica. E’ “l’eredità” che il pordenonese Alfio Pellegrini, scomparso un anno fa, ha lasciato alla Biblioteca civica di piazza XX Settembre, affinchè sia messa a disposizione di tutti i cittadini.

A consegnare il materiale sono stati i familiari e parenti, tra cui consigliere comunale Marcello Passoni, alla presenza dell’assessore alla Cultura Claudio Cattaruzza, della direttrice della Biblioteca, Ofelia Tassan e della presidente dell’Associazione “Insieme per la biblioteca”, Nada Paier.

La direttrice Tassan ha sottolineato “l’importanza di questi lasciti per le biblioteche pubbliche e come sia emozionante per un bibliotecario ricevere donazioni di questo tipo: raccolte di una vita, costituite grazie ad una grande passione verso un determinato settore di interesse. A breve – ha concluso – la collezione musicale sarà catalogata e resa disponibile a tutti gli appassionati di musica.

Musica, il ritorno del vinile nell’era digitale. Il mercato italiano registra un +26%

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Musica, il ritorno del vinile nell’era digitale. Il mercato italiano registra un +26%

Di Mario Di Matteo – Il vinile, famoso 33 giri, resta un antico ricordo nelle mete di adulti e generazioni che lo hanno conosciuto attraverso i film e le diapositive. Il mondo, soprattutto quello della musica, corre e guarda avanti con grande velocità. Oggi tra le mani abbiamo iPod, piccoli Mp3, perfino orologi e bracciali che emettono suoni. Insomma il settore musicale ne ha fatta di strada dall’enorme disco nero, ma è come se negli ultimi dieci anni, fosse tornato alla ribalta, riscoperto da una società che da sempre invocava il futuro, attraente e originale, ora guarda indietro e ha voglia di tutto ciò che apparteneva ad un passato. Un passato forse fatto di calma e serenità, e di molta sicurezza. Proprio all’ora si desiderava il futuro perché c’era quell’aria di novità che sosteneva il rischio. Oggi che di certezza ce ne è per poca, guardare al passato sembra essere una pillola benefica.

Basti pensare come negli Usa si è passati dai 300 mila Ip venduti nel 1993 ai circa sei milioni del 2013. Perfino a Londra sono spuntati nuovi negozi di dischi e nella bella penisola, lo scorso anno, l’incremento delle vendite è stato pari ad un +26%. La tendenza per l’antico vinile, forse non più così antico, è in aumento, ma dall’altra si consuma il dramma del cd, a causa del mercato su Internet dove è facile reperire gli ultimi brani e canzoni a basso presso, senza dover magari acquistare l’intera compilation.

Insomma la realtà mostra come in tempi non sospetti il retrò sbuca fuori e ora la società assiste all’inatteso ritorno del disco in vinile.

Urban Outfitters, il negozio di abbigliamento che vende più vinili di Amazon

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Urban Outfitters, il negozio di abbigliamento che vende più vinili di Amazon

Urban Outfitters, il negozio di abbigliamento che vende più vinili di Amazon
Un magazzino impeccabile, un bel sito internet e l’amore dei clienti per il vinile. Tanto è bastato a Urban Outfitters, catena di abbigliamento giovanile americana con sedi sparse anche in Europa, per raggiungere il primato mondiale di maggior rivenditore di dischi in vinile al mondo. Con buona pace del colosso Amazon, che comunque di ottimi motivi per continuare a sorridere ne avrà di sicuro a volontà. A far parlare in queste ore è la natura del record in questione, che per Urban Outfitters si registra in un momento di calo generale delle vendite dovuto a un target sempre più giovane e con meno soldi a disposizione.

Stile e musica “alternative” – Come accennato, la buona gestione del magazzino permette loro di fare provviste presso svariate distribuzioni (circa 100) senza accollarsi direttamente i costi dello stoccaggio. In più, c’è uno store online essenziale e veloce, dove con pochi click ti porti a casa un bel vinile di Lana Del Rey, Deadmau5 o The XX spendendo una ventina di dollari. A ciò si aggiunge la grande importanza che i clienti “urban” danno alla musica, dettaglio messo in risalto ai microfoni del sito Buzzfeed proprio da Calvin Hollinger, il boss della società. Da un lato, insomma, c’è il caso singolare di una catena d’abbigliamento che diventa il player principale di una fetta piccolissima ma effervescente del mercato musicale come quella del vinile (+32% nel 2013 ma la cifra pare sia destinata a lievitare, alla faccia di chi lo dava frettolosamente per spacciato). Dall’altro, invece, resta da capire se l’exploit, nonostante il modello virtuoso, sia stato solo casuale o se in futuro possa rappresentare per chissà quante catene musicali l’ultima preziosa ciambella di salvataggio.

Bergamo, la fiera del disco raddoppia Nel 2015 sarà ancora più importante

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Bergamo, la fiera del disco raddoppia Nel 2015 sarà ancora più importante

La Mostra mercato del disco & cd raddoppia. A sorpresa, gli organizzatori – il collezionista Fulvio Beretta e Felice Zanardi, titolare di HiFi Studio – hanno deciso di allestire una seconda edizione 2014 sull’onda del successo ottenuto l’1 giugno scorso.

«Un migliaio di visitatori, dopo sei anni di assenza a Bergamo, la riteniamo una risposta incoraggiante», spiega Beretta, che è anche cofondatore e presidente di Vinilmania, la storica fiera internazionale (la più importante in Italia) che si tiene tre volte l’anno a Milano (l’11 e il 12 ottobre al Parco esposizioni Novegro la prossima).

L’appuntamento è ancora all’hotel Cristallo Palace di via Ambiveri, domenica 28 settembre (dalle 10 alle 19, ingresso libero e ampio parcheggio intorno all’albergo). «Raddoppiano anche gli espositori – informa Beretta – e stavolta saranno una quarantina distribuiti in due sale».

Arriveranno non solo dalla Lombardia (tre gli stand bergamaschi), ma anche da Genova, da Savona e dal Piemonte. «L’intenzione, a questo punto, è di mantenere due date all’anno. Nel 2015 le redistribuiremo tra primavera (a marzo o aprile) e autunno (sempre nella seconda metà di settembre). Non nascondo che puntiamo a far diventare Bergamo la seconda fiera dopo Vinilmania. Attualmente è a Varese, a novembre, la più importante con Milano».

Come in tutte le mostre mercato che si rispettino, saranno in vendita vinili, cd e dvd dagli anni Cinquanta in poi. E libri, riviste, poster, spartiti, memorabilia, impianti stereo, accessori. Per chi ama la musica – anche senza essere dei patiti – è sempre come entrare in una sala giochi. Ti perdi tra curiosità e pezzi rari. «Uno su tutti? – butta lì la chicca Beretta – L’album “Analogy” (1972) dell’omonimo gruppo progressive italiano, venduto in internet a 5 mila euro. Lo si potrà trovare al banchetto di Stefano Longhi (Rare Musik)».

Da Genova è atteso Silvano Bottari con le sue originali stampe su legno di famose copertine («The dark side of the moon» dei Pink Floyd e «In the court of the Crimson King» dei King Crimson, giusto per citarne due spettacolari). Non sono previsti eventi collaterali «ma per l’anno prossimo di attrezzeremo: magari la presentazione di libri o la promozione di un cd, con precedenza ai musicisti bergamaschi. Sarebbe bello avere con noi il pittore Franco Ori da Villanova (Modena), conosciuto per le sue pale dedicate ai grandi personaggi del rock». Il tam tam è partito, Bergamo si farà sentire.

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Thom Yorke e la foto del vinile bianco misterioso…

http://www.rockol.it/news-635457/thom-yorke-radiohead-foto-di-vinile-bianco-misterioso

Thom Yorke e la foto del vinile bianco misterioso…

Thom Yorke da qualche giorno si diverte a stuzzicare i fan postando foto criptiche tramite il suo account twitter, ma ora ha lanciato il proverbiale sasso nello stagno condividendo – prima su Tumblr, poi su Twitter – uno scatto che immortala un disco in vinile, totalmente bianco, che gira su un piatto.
Non è assolutamente chiaro di cosa si tratti: se sia nuova musica dei Radiohead, degli Atoms For Peace o un progetto solista di Yorke.

Verosimilmente non dovrebbero essere pezzi nuovi dei Radiohead, visto che la band – dopo un anno di pausa – ha appena cominciato, proprio in questo mese di settembre, a lavorare al successore di “The king of limbs” (pubblicato nel 2011).

Secondo alcuni fan (che si sono ovviamente scatenati online, per cercare di dare un senso a questa foto) l’album dovrebbe essere una stampa su vinile delle musiche incluse nella app PolyFauna – ispirata a “The king of limbs” e recentemente aggiornata con nuovi contenuti multimediali.

E’ sicuro, però, che il disco sia qualcosa di relativo all’universo di Yorke e i suoi gruppi; l’ipotesi è corroborata dal fatto che nella foto si intravede, sullo sfondo, quella che sembra essere la copertina del disco (verosimilmente la copertina vera e propria e la busta interna). Il disegno dell’artwork è inconfondibile ed è sicuramente opera di Stanley Donwood, che da tempo collabora con Yorke. E non è tutto, perché lo scatto è stato anche condiviso da Nigel Godrich, amico e storico collaboratore di Thom.

Insomma, il mistero si infittisce…

La monografia dei Beatles torna sul vinile

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La monografia dei Beatles torna sul vinile

Ricordate il sound caldo e “graffiato” dei vecchi dischi? Il rito solenne di sollevare la puntina del mangiadischi e girare il vinile dall’altro lato? Ebbene, potreste tornare a farlo per gustarvi le ultime novità discografiche del momento. Sì, i dischi sono tornati, al fianco dei cd: a cinque anni dal lancio de The Beatles in Mono, della Apple Records, la monografia della cult band inglese ritorna in versione long-playing.

Certo, non è la prima volta che le case discografiche lancino remastered editions di album cult in formato 33 giri, tuttavia ciò che sorprende è che oggi i dischi tornano sul mercato con le novità discografiche del momento. Infatti, secondo un articolo pubblicato da ItaliaOggi, le grandi etichette discografiche sono tornate a produrre vinili per le nuove incisioni, in tiratura limitata che vanno a ruba.

Il ritorno in auge dei vinili è dovuto al forte legame affettivo (e un po’ nostalgico) con l’oggetto in sé ma specialmente per la qualità del sound raffinato che solo i long-playing sanno regalare e che forse neanche il migliore Mp3 Hd può raggiungere.

Il vinile si ritaglia una nuova vita

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Il vinile si ritaglia una nuova vita

Il vinile si ritaglia una nuova vita: non più soltanto oggetto di culto, come fu dieci anni fa, al momento del suo rilancio, ma supporto per le nuove incisioni discografiche. A cinque anni di distanza della pubblicazione della monografia integrale dei Beatles in Cd, adesso la stessa esce in vinile utilizzando i materiali di registrazione dell’epoca.

Negli anni della tecnologia digitale, il buon vecchio Lp, il classico 33 giri in vinile, sta conoscendo, a sorpresa, un grande ritorno a fianco dei Cd.

Un fenomeno che continua a sorprendere quanti negli anni 80 avevano assistito alla sua morte annunciata, a vantaggio dei compact disc (cd). In realtà, il disco in vinile non è mai del tutto scomparso dalla scena. Piuttosto, non è stato utilizzato per le novità discografiche: oggi, invece, anche le grandi etichette sono tornate a produrre Long-plaining in vinile, non soltanto per le riedizioni di vecchi dischi del tempo che fu, e i dischi da collezione, ma anche per le nuove incisioni. Dischi pubblicati in piccoli numeri che vanno a ruba. Il rilancio del vinile si spiega per due ragioni principali: l’attaccamento all’oggetto disco in se stesso, in contrasto con la «smaterializzazione» del digitale, e la qualità del suono, «incomparabile» con la resa acustica dell’Mp3. L’anno scorso, negli Stati Uniti sono stati smerciati 6 milioni di 33 giri contro i 400 mila di venti anni fa.

Stampe in vinile: anche Dave Sitek (Tv On The Radio) si tuffa nel business

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Stampe in vinile: anche Dave Sitek (Tv On The Radio) si tuffa nel business

Dave Sitek dei Tv On The Radio e Jeff Bowers, specialista in ristampe in vinile, sono i titolari di ACME Creative Group, una società lanciata ufficialmente solo oggi ma che si sta già ricavando uno spazio molto redditizio nella nicchia delle ristampe in formato analogico e che si prepara a sfornare nei prossimi giorni ripubblicazioni in LP di dischi di Swans, Fall, Bad Brains e altri gruppi di culto. L’operazione è realizzata in collaborazione con la Caroline, titolare dei cataloghi degli artisti succitati, il cui presidente Dominic Pandiscia ha sottolineato come “il vinile continui a essere uno dei formati a maggior tasso di crescita nell’industria”. La società di Sitek e Bowers, già partner nell’etichetta Federal Prism (Oh Land, Cansei de Ser Sexy, Holly Miranda, Kelis, Scarlett Johannson), ha accordi in essere anche con Harvest Records, The Collective e Primary Wave Management per progetti che riguardano artisti come Slash e Melissa Etheridge.

L’idea della nuova impresa, ha spiegato a Billboard Bowers – già consulente per le produzioni in vinile di Atlantic, Warner Bros. e numerose etichette indipendenti – è nata dalle difficoltà di arrivare in tempo sul mercato per il Record Store Day 2014 con una serie di “bundle” singolo+album che il duo aveva in cantiere: “Siamo stati capaci di realizzare e confezionare i supporti in tre settimane, dall’ideazione al prodotto finito”, spiega; e uno dei dischi, un 7 pollici+CD di Chuck Inglish intitolato “The convertibles”, è diventato il best seller della Federal Prism convincendo i due titolari ad allargare il loro raggio d’azione alla produzione e pubblicazione di vinili conto terzi.

Proprio a Bower, del resto, il cofondatore del Record Store Day Michael Kurtz riconosce il merito “di avere aiutato la comunità dei negozi di dischi indipendenti a portare le vendite di vinili da poche migliaia di dollari il primo anno ai milioni di dollari del settimo anno”. “Una volta il manager dei R.E.M. mi ha chiesto perché a una etichetta major ci volessero dai tre ai quattro mesi per stampare un sette pollici, mentre io posso chiamare un fabbricante e farglielo fare in otto settimane”, ha spiegato a Billboard il manager americano. “Il sistema si incentra sulla capacità di produrre centomila CD per Michael Bublé o chi per lui; ma oggi non puoi più essere figo e credibile se non riesci a stampare 5 mila vinili per i Flaming Lips, a lotti di 500 pezzi numerati a mano e colorati in modo differente. La gente vuole prodotti su misura e ogni mercato richiede di essere servito in modo diverso; le grandi etichette non sono attrezzate per farlo”.

La collaborazione con Sitek nasce nel 2008 (quando i Tv On The Radio pubblicano sulla sua etichetta Original Recordings Group l’edizione in vinile di “Returnt to cookie mountain”) e si cementa quando il leader del gruppo decide di dare il via a un’etichetta specializzata in stampe in vinile in edizione limitata. “Sitek”, ha raccontato Bowers a Billboard, “crea una quantità impressionante di materiale. E’ un produttore, un autore di canzoni – si alza alla mattina, va nel suo studio e ci lavora fino alle due di notte, va a dormire, si risveglia e ricomincia da capo. Prima ancora che avessimo un ufficio o lanciassimo l’impresa ci eravamo già assicurati commesse per quasi 150 mila dollari di fatturato. E a fine settimana eravamo vicini al mezzo milione: tutto questo lavorando solo con i nostri cellulari e i nostri laptop”.

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La proprietaria della Discoteca laziale e la pazienza di chi resiste

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La proprietaria della Discoteca laziale e la pazienza di chi resiste

E’ raro non trovarla alla cassa. Anche adesso che ha 93 anni. Dal 1960, ogni mattina la signora Carmela parte da Tor Tre Teste, dove abita, e insieme alla figlia in auto raggiunge via Giolitti dove è ubicato il suo negozio di dischi: la Discoteca laziale. Nome che a Roma, e non solo, tutti gli intenditori di musica conoscono bene.

A volte ci passo anche senza un motivo preciso. Solo per rivederla. Ci parlo sperando ogni volta di carpirne il segreto. Come ha fatto a resistere per tanto tempo? Soprattutto ora che i negozi di dischi sono quasi tutti scomparsi. Non può essere una questione solo di oculatezza nella gestione economica, si capisce. Ci deve qualcosa di più. Ma che cosa? Pazienza, tenacia. Sopportazione… Gli americani lo riassumono in un termine solo: endurance.

In un momento in cui tutti sono in ambasce per la chiusura di sale cinematografiche, teatri, librerie, forse sarebbe opportuno approfondire il fenomeno. Così come un botanico studia quei semi che, malgrado l’ostilità delle condizioni ambientali e la riluttanza di certi terreni, continuano a generare frutti. Generalmente sono quelli più antichi, i più forti.

Se provi a scavare nel suo passato, lei ti disarma per la brevità del suo racconto: ti parla di quando da Napoli arrivò a Roma come di un viaggio e del 1960 come del momento in cui, appunto, l’avventura è cominciata. All’inizio gestendo un banco per la vendita di dischi per strada e poi con l’apertura del negozio. Tutto da sola e poi insieme ai figli quando sono diventati grandi. Questo è quanto.

Con quello aspetto così distinto, i capelli sempre in ordine e le camicette bianche col collo ricamato, ti sembra di imbatterti in una di quelle donne che hanno visto l’Oceano da piccole e, giunte nel nuovo continente, sono potute crescere a New York così come in qualsiasi altro luogo della vasta provincia americana. Non lasciandosi mai intimorire dai cambiamenti in virtù della forza d’animo scoperta in quella traversata.

In un libro gli ultimi trent’anni di Disco Club

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/09/14/ARo6C4wB-trent_ultimi_libro.shtml

In un libro gli ultimi trent’anni di Disco Club

Genova – I personaggi si chiamano Pluriespulso, Rompipalle n. 1, lo Psichiatrico, U Megu, e non sono opera di fantasia, ma la realtà quotidiana di uno dei pochi “dischivendoli” – così si definisce lui stesso – rimasti in città. Dal 1965 l’insegna di Disco Club illumina via San Vincenzo e Giancarlo Balduzzi è dietro al banco dal primo gennaio 1984. Mai avrebbe pensato di diventare anche l’autore di un libro (autoprodotto) che veleggia verso le 400 copie vendute grazie al passaparola tra i clienti: “Il diario di Disco Club – Memorie di un dischivendolo”.

«Tutto è nato per caso – spiega – il 13 febbraio 2013 ho descritto la mia giornata in negozio su Facebook, parlavo di San Valentino e delle richieste sul tema che vari clienti mi avevano fatto, il giorno successivo erano capitati altri aneddoti da raccontare: ero riuscito a piazzare a mogli e fidanzate Rolling Stones, Deep Purple e Led Zeppelin al posto di Ramazzotti e Tiziano Ferro, che non avevo». Perché la caratteristica di Disco Club e probabilmente anche la sua forza, è di evitare il pop soprattutto italiano, per privilegiare il rock in particolare straniero. «Il disco più venduto in questi mesi è stato quello di Jonathan Wilson – dice Balduzzi – che abbiamo avuto la fortuna di avere in Liguria grazie al Mojotic Festival di Sestri Levante».

Il post di quel 13 febbraio aveva riscosso molto successo, tanto che da più parti era arrivata la richiesta di rendere quegli aggiornamenti un vero e proprio diario quotidiano. E così è stato: per 365 giorni (escluse le domeniche ovviamente) Balduzzi ha raccontato con ironia e semplicità richieste e clienti di ogni tipo, allegando a ogni post una canzone condivisa via youtube, diventando la colonna sonora quotidiana degli oltre 1300 membri del gruppo Facebook “Disco Club Genova”. Tra le domande più bizzarre quella di una signora definita “della terza età (e mezzo)” che chiese l’adagio di Albinoni, però cantato da Albano; alla risposta «non tengo musica classica e non tengo Albano», lei ribattè «Eh lo so… la musica di qualità non si trova più».