Archivio mensile:giugno 2013

Il giradischi – Passato e presente della musica

Il ritorno del vinile non può non esser accompagnato dallo strumento che ne permette l’ascolto: il giradischi!

Il giradischi è uno degli strumenti di riproduzione audio più duraturo nella storia. Fin dalla sua nascita ebbe un successo straordinario e tutt’ora è uno strumento amato e venerato dagli amanti della musica, per la qualità del suono e per quel valore vintage ed un po’ nostalgico che ha per sua natura.

 

Un po’ di storia

Il giradischi col tempo ha subito moltissime mutazioni, che lo hanno reso oggi uno strumento di altissimi livelli e molto pregiato.

Tuttavia nacque per puri scopi scientifici dalla mente di Thomas Edison, che, intorno al 1877, creò il “papà” del giradischi chiamandolo fonografo. La caratteristica principale era quella di registrare su veri e propri cilindri di cera nella parte laterale, utilizzando un movimento verticale dello stilo.

Il vero giradischi nacque grazie a Emile Berliner che sostituì il cilindro con un disco.

Il concetto stesso del giradischi è di per se sensazionale: per la prima volta, la musica era qualcosa che poteva essere preservata nel tempo ed essere ascoltata quando si voleva!

La prima crisi subita dal nostro amato giradischi, avvenne intorno al 1925, con l’arrivo della radio che ebbe un successo commerciale stratosferico.

Dopo la seconda guerra mondiale, il giradischi riprese il suo splendore ritrovandosi in quasi tutte le case e diventando così un oggetto di uso domestico.

Durante questo periodo, il giradischi influì moltissimo sulla musica e sull’industria musicale. Il numero di dischi prodotti aumentò notevolmente.

Ma arrivò un ulteriore momento di ricaduta quando giunsero i primi “veri nemici” dei vinili: la musicassetta ed il compact disc. Questi due “marchingegni demoniaci”, fecero fuori i dischi e con essi i giradischi.

In questi ultimi anni però pare esserci una ripresa, un ritorno al passato, forse per essere chic o semplicemente perché un quel tocco sonoro un po’ retrò ha “quel non so che” di affascinante…

Molte band stanno decidendo di vendere il proprio album anche attraverso la vendita dei vinili e la vendita non va affatto male. Si basti pensare, che non molto tempo fa l’ultimo album dei Daft Punk “Random Access Memories”, uscito il 17 maggio 2013, ha venduto 19.000 dischi in vinile nella prima settimana! Mica male no?

 

Dove trovare il giradischi?

 

Ed ora che il vinile è tornato che fine ha fatto il giradischi?

Per rispondere a questa domanda occorre suddividere la “questione” in due macro-categorie, in base alle tipologie di giradischi e ai nostri desideri e gusti:

  • Giradischi retrò: Per gli amanti del vintage, questi sono di certo i più adocchiati. Possono essere usati per l’ascolto di vinili, ma anche come oggetti di semplice arredamento di buon gusto. Puoi trovarli nei negozi di antiquariato, ma anche in mercatini dell’usato, dove spesso puoi trovare anche vinili svenduti e che possono invece essere delle pure chicche.
  • Giradischi Hi Fi: Per gli audiofili più appassionati, abbiamo i giradischi che offrono prestazioni di alta qualità permettendo di riprodurre al meglio un vinile.

Non sarà difficile trovare appassionati di vinili che hanno, sia la prima che la seconda categoria di giradischi.

Il disco raccoglie quindi ancora molti consensi, un po’ per l’industria musicale che ci propone vinili molto interessanti ed un po’ per quel fascino che ha il vinile di qualche decennio fa, quello che a volte non si sente così bene ma che comunque ci lascia emozioni uniche e speciali, un suono del passato che ritorna attraverso il nostro bel giradischi, qualunque esso sia.

 

 

Questo articolo è stato scritto da Hifiprestige.it

 

Autorip di Amazon sbarca in Italia: compri cd o lp e hai copia in mp3

http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/06/25/news/autorip_amazon_italia-61772782/

Autorip di Amazon sbarca in Italia: compri cd o lp e hai copia in mp3

Il servizio, lanciato negli Stati Uniti a inizio anno, disponibile anche nel nostro Pese. Si parte da un catalogo di 250 mila compact e 12 mila Lp. Ed è retroattivo: tutto quel che è stato acquistato sul sito di Jeff Bezos è già disponibile sul cloud da ascoltare via app o pc di JAIME D’ALESSANDRO ROMA – Da oggi in Italia Autorip di Amazon diventa realtà, dopo il lancio americano di gennaio. Servizio piuttosto innovativo (e gratuito) che regala una copia digitale in mp3 del cd o del vinile comprato. E lo fa istantaneamente, al momento dell’acquisto: la versione si può ascoltare subito via web su pc, accedendo al Cloud Player sul sito della compagnia di Jeff Bezos, o via app per Android e iPhone. Il bello? Che il servizio è retroattivo. Vale per tutto quel che abbiamo comprato su Amazon. it da quando ha aperto due anni fa, basta solo che il disco in questione faccia parte del catalogo compatibile con Autorip che ad oggi comprende 250 mila compact e 12 mila Lp.

“Non c’è ancora tutto, ma ogni volta che si compra un disco è indicato chiaramente se esiste già la copia Autorip”, spiega Martin Angioni che dirige Amazon Italia. “A volte è un problema tecnico, non è stata ancora realizzata la versione in mp3, oppure è di carattere legale perché l’artista non ha dato il consenso. In ogni caso, come altrove, continueremo ad allargare progressivamente l’offerta”. Insomma, se oggi il cd che vogliamo non è fra quei 250 mila, è possibile che lo sarà domani e allora ci ritroveremo la copia automaticamente nella nostra libreria.

Nel corso degli ultimi due giorni abbiamo provato Autorip sia con il cellulare sia con il pc. In entrambi i casi non abbiamo riscontrato problemi, anche andando in giro per la città (Roma). Ma si trattava ovviamente di una anteprima in assenza di traffico da e per il servizio appena lanciato. Si può scegliere l’ascolto in streaming, oppure scaricare il file sul computer o sul proprio smartphone e tablet. La qualità in entrambi i casi è media, con un bit rate di 256 kbps. Se siete abituati quindi ad ascoltare brani in alta definizione (i cosiddetti lossless) e avete un paio di cuffie degne di questo nome, allora la differenza è sensibile benché non drammatica. Ma se, al contrario, il vostro punto di riferimento sono gli mp3 normali o Spotify (arriva a 320 kbps solo con abbonamento premium) allora Autorip è in linea se nona addirittura superiore.

In streaming il tempo di attesa, con una connessione 3G, è di un paio di secondi. Perché il brano viene precaricato prima di cominciare, per evitare interruzioni nell’ascolto. Quando però la rete mobile usa uno standard inferiore le cose peggiorano e i tempi si allungano e non di poco. Dall’app si ha accesso sia ai agli album nel cloud sia a quelli contenuti sullo smartphone, anche se importati con iTunes, e si possono poi scaricare le canzoni come impostare il download automatico ogni volta che un album viene aggiunto al nostro account.

Peccato che il servizio non valga anche per gli altri siti di Amazon. Tutto quel che è stato comprato su Amazon. com o Amazon. co. uk non è compreso. E non è nemmeno accessibile dal Cloud Player. Il nostro account, anche se nato prima sul sito americano, è legato alla carta di credito e all’indirizzo di spedizione. Ma Angioni fa sapere che ne stanno tenendo conto. Tradotto significa che sanno perfettamente che in tanti hanno iniziato a comprare cd su Amazon. com negli anni e considerando che l’account è sempre lo stesso è probabile che la compagnia permetterà in futuro di avere anche la copia di quei dischi.

A proposito di futuro. Angioni&Co. avevano promesso che in Italia avrebbero lanciato entro l’anno Amazon Instant Video, legato a film e serial tv in streaming. Quel tipo di servizi, Netflix è il più popolare, che negli Stati Uniti stanno cambiando il volto della televisione. Visto che, pagando otto dollari al mese, si può vedere più o meno tutto. “Stiamo incontrando delle difficoltà”, ammette Angioni. “Ma è in agenda. Lì dove Netflix è presente, in Inghilterra ad esempio, ci siamo pure noi. E ci saremo anche in Italia. Serve solo più tempo del previsto”. Insomma, la prossima rivoluzione nata sul Web, per ora è in stand-by televisivo. Almeno nel Paese dove rena la Rai, Mediaset e Sky.

La Francia aiuta i negozi di dischi con una tassa sui tablet

http://www.bintmusic.it/news/musica_cultura/tassa_su_tablet_per_salvare_negozi_dischi.html

Tassa su tablet per salvare negozi dischi

Ogni anno il Record Store Day è un successo, l’interesse dei consumatori nel sostenere luoghi dedicati alla musica dove gli appassionati possano incontrarsi non manca, ma le notizie che arrivano sul fronte della crisi non lasciano scampo ai piccoli ma anche alle grande catene di negozi di dischi. Ora che Spotify su smartphone e tablet dilaga e che la musica è sempre meno fisica come fare a sostenere la sopravvivenza dei negozi di dischi? Tassando smartphone, tablet, e-reader e computer. Questa proposta è stata fatta in Francia, paese all’avanguardia nel comparto culturale e non solo per quanto riguarda la dissuasione al download illegale come si è visto con la legge Hadopi.

Ed è proprio ministro della cultura francese Aurelie Filippetti dopo che la Virgin Megastore ha annunciato la chiusura di 26 negozi in tutta la Francia e la Fnac naviga in acque tempestose, ad avere proposto una nuova tassa dell’1% su smartphone, tablet, e-reader e computer che raccoglierebbe 80 milioni di euro che potrebbero andare a negozi di musica e dischi in difficoltà, librerie ma anche a rivendite di dvd, aiutando l’industria musicale e quei settori messi in crisi dall’evoluzione del mercato e dalla pirateria online.

Se in tutto il mondo i negozi di dischi ma anche di settori legati alla cultura e all’intrattenimento sono in crisi per la combinazione tra recessione, crescita del mercato digitale e pirateria (in inghilterra HMV ha chiuso ad inizio anno), la Francia sembra l’unico paese a volere prendere iniziative per proteggere i suoi lavoratori, criticando ad esempio catene online come Amazon che vendono prodotti a prezzi superscontati con strutture che prevedono pochi dipendenti e gestioni amministrative create per non pagare tasse nei paesi dove i beni sono venduti. Resta da capire se si tratta di una battaglia persa in partenza o se è opportuno ribellarsi al nuovo ordine delle cose che internet ha imposto.

Nonna Rosa e la passione in vinile

Uno dei racconti di mio padre che ricordo con più piacere, è questo: la sua mamma, Rosa Grimaldi, nonna che purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere (donna straordinaria, a detta di tutti), un giorno decise di regalare un disco a suo marito. La cosa singolare è che il disco lo fece stampare lei in copia unica, e su quel vinile (o gommalacca), era incisa una canzone d’amore cantata proprio da lei, apposta per lui. Doveva essere più o meno il periodo dopo la seconda guerra mondiale, o addirittura poco prima, tra il 1940 e il 1950. Altri tempi, altri sentimenti. Ma i dischi ci sono ancora… Gigio Rosa

Tutti pazzi per il vinile: gli lp di Vasco i più cercati sul sito di eBay

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/vinile_33_giri_ebay_annunci_top_ten_vasco/notizie/295789.shtml

Tutti pazzi per il vinile: gli lp di Vasco i più cercati sul sito di eBay

ROMA – Il 33 giri ha compiuto 65 anni. E in rete sale la febbre per il vinile. Per gli amanti del vecchio disco è una festa: oltre 18mila, negli ultimi mesi, gli annunci relativi al long playing. In particolare per quelli che hanno fatto la storia del rock e del pop nel mondo.
Supergettonati gli italiani, come dimostra una ricerca svolta da eBayAnnunci.

Dalla quale è possibile ricostruire una top ten dei pezzi d’epoca (più o meno recenti) tutti made in Italy e una top ten estera. Tra gli italiani batte tutti Vasco Rossi. Il Blasco nazionale è primo indiscusso con oltre 700 annunci davanti alla Tigre di Cremona, Mina, (150 annunci) e poi Lucio Dalla, Adriano Celentano, Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Francesco Guccini, Francesco De Gregori ed Edoardo Bennato.

Richieste e annunci tra appassionati e collezionisti che, on line, trovano uno spazio nel quale poter ricercare il vinile mancante o la rarità. In questi giorni la lotta all’ultimo euro è tra un vinile dei Led Zeppelin «originale rarissimo e in condizioni eccellenti, impossibile da trovare – come si legge nell’annuncio – prodotto in Canada nel 1971 in pochissime copie» e un immortale pezzo dei Rolling Stones & Keith Richards stampato tra il ’72 e il ’73.

Per quanto riguarda la Hit Parade straniera spunta un terzo incomodo: niente sfida tra Beatles e Rolling Stones. Il log playing più cercato è firmato Pink Floyd. In testa il gruppo capitanato da Roger Waters e David Gilmour con 806 inserzioni davanti ai Fab Four di Liverpool, agli Stones, Elvis Presley, Madonna, Bob Dylan, gli U2, The Who, David Bowie, Michael Jackson e Jimi Hendrix decimi a pari merito.

Fondo musicale Venegoni regalo a Torino

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/piemonte/2013/06/21/Fondo-musicale-Venegoni-regalo-Torino_8909034.html

(ANSA) – TORINO, 21 GIU – Nella Giornata Internazionale della Musica il sindaco Piero Fassino ha incontrato la giornalista Marinella Venegoni, firma del quotidiano La Stampa, per ringraziarla di aver donato la sua collezione di vinili e memorabilia musicali alla Citta’. Si tratta di 20.000 pezzi che la giornalista ha consegnato stamattina simbolicamente nelle mani del sindaco. Dischi, cd, e molto altro, raccolti in una vita dedicata a seguire artisti dagli anni ’70 ad oggi, da De Andre’ a Sprinsteen.

Intervista ai Rekkiabilly con operazione Vinile in corso

http://www.fullsong.it/Interviste/Intervista-ai-Rekkiabilly-con-operazione-Vinile-in-corso/40-28-1.html

Come procede l’estate dei Rekkiabilly? Mentre è ancora in corso la campagna di ricerca fondi e di prenotazione del Vinile 45 giri, la band risponde alle domande di FullSong.

Rekkiabilly
Il nuovo singolo dei Rekkiabilly, uscito la settimana scorsa su tutte le radio, continua a mietere “vittime” e riscontri. A breve arriverà anche il video. In questi giorni i rockabilly pugliesi sono protagonisti di questa campagna di ricerca fondi su MUSICRAISER e dunque l’appello è rivolto a tutti: contribuite e prenotate la vostra copia. Solo a campagna raggiunta avremo in mano un fantastico VINILE 45 GIRI che possa regalare ai veri appassionati i due nuovi singoli firmati da una delle più importanti realtà rockabilly italiane.
Ecco l’intervista ai Rekkiabilly realizzata da Alessio Primio per FullSong: qualche curiosità strappata al leader Dario Mattoni.
“TIPI DA SPIAGGIA” un titolo evocativo per un singolo estivo. Una strategia per accontentare tutti o una qualche forma di casualità?
“In realtà è nata per caso, con un testo ironico e un giro d’accordi rock’n'roll. Il nostro intento era di scrivere un pezzo che raccontasse delle estati che abbiamo vissuto e viviamo fra la gente, ironizzando su alcune abitudini tipiche di noi italiani!”

“Voi siete l’ennesima conferma che l’era del digitale sta subendo la sua crisi…a suo modo…il vostro perché al VINILE 45 GIRI?”
“Volevamo coronare un nostro desiderio da ascoltatori di dischi e da musicisti, ovvero quello di stampare un disco in vinile! Inoltre il vinile possiede un fascino tutto suo, è appagante dal punto di vista visivo a causa delle dimensioni della copertina, ascoltarlo richiede attenzione, insomma…un altro modo di intendere l’ascolto della musica!”

“Come stanno rispondendo i fan e il pubblico in generale a questa manovra?”
“Il pubblico sta rispondendo abbastanza bene, considerando che il crowdfunding è un modo di produzione abbastanza nuovo per il nostro paese. Ma la sfida non è ancora finita e speriamo di raggiungere l’obiettivo entro il 12 luglio. Ci sono tante ricompense per chi ci supporterà, fra cui cinque mitici MANGIADISCHI Vintage, e cinque concerti in casa dei fans!”

“Sbaglio o chi prenota la sua copia avrà una stampa unica realizzata su misura?”
“Assolutamente vero. Non mettiamo in vendita saolo la stampa diciamo “standard” del disco, ma diamo anche la possibilità di PERSONALIZZARE la grafica di copertina con una foto o un disegno proprio. Chi vuole acquistare questa versione del Vinile può farlo e po’ quindi lasciarci un’immagine che gireremo al genio della grafica”.

“E se si parla di un 45 Giri la domanda nasce spontanea: il Lato B?”
“Il lato B, discograficamente parlando (eheheh!) è sempre interessante perchè in alcuni casi è diventato più famosio del lato A (penso a “It’s not unusual” di Tom Jones). Per un anteprima croccante è possibile ascoltare un sample dei brani sulla pagina del nostro progetto sul sito www.musicraiser.com”

“Prossimi appuntamenti in cui potremmo avervi live?”
“Numerose le date chiuso ad oggi. Il calendario aggiornato lo trovate sulle nostre pagine Fb e sul nuovo sito che uscir à a breve.
Tra tutte le date mi piace sottolineare quella del 6 Agosto a BUDAPEST al famoso SZIGET FESTIVAL. Gireremo la Puglia ovviamente ma anche l’Abruzzo dove ormai siamo di casa con diversi fuoripista al nord.”

Alessio Primio

Lou Reed: “Il vinile sta tornando per fortuna. Il suono degli mp3 è miserabile.”

http://www.repubblica.it/spettacoli/2013/06/21/news/lou_reed_sono_caduto_mi_sono_rialzato_ci_sar_finch_avr_idee-61541018/

di Ernesto Assante per La Repubblica

CANNES – Sale sul palco tra gli applausi, si muove lentamente, ha l’aria stanca e la voce leggermente tremante. “Ma sono qui”, dice Lou Reed, 71 anni, “sono caduto, mi sono rialzato, sono caduto ancora… “. Parlando del trapianto di fegato che lo ha “salvato dalla morte”, come ha detto la moglie Laurie Anderson.

A vederlo poi da vicino, quando viene a incontrare i giornalisti, alla fine della sua prima apparizione pubblica, sul palco del Palais Des Festival a Cannes, per il Festival della Creatività, l’uomo che ha camminato a lungo sul “wild side” del mondo non sembra stia poi così male. Chiede che non si facciano domande sulla sua salute. Si limita a dire, “faccio una vita diversa, prendo molte medicine, molte vitamine, seguo una terapia. Ma sto bene. Trovo solo incredibile come velocemente passi il tempo, non me ne faccio una ragione, solo ieri avevo 19 anni… “.

Per il suo ritorno in scena dopo il trapianto ha scelto un palco dove, ammette, non avrebbe mai immaginato di salire: “È strano essere qui, nel campo del nemico”, scherza con i pubblicitari che lo hanno invitato a Cannes, “ma le cose sono molto cambiate. Nel mondo del downloading le uniche persone che pagano i musicisti siete voi”.

Allora, da musicista, non ama il digitale?
“Nulla è mai bianco e nero, ci sono cose buone e cose che non lo sono, in ogni cambiamento. Non posso dire che il mondo della musica di oggi non mi piaccia. Alcune cose sono cambiate in peggio, come il suono della musica registrata e compressa in file. Il suono del vinile si è perso, era un suono caldo e presente che con il digitale non puoi riprodurre. Ma già oggi le cose sono molto migliorare, all’inizio della rivoluzione digitale i file suonavano veramente male, chi trasferiva i suoni non si preoccupava della qualità. Ancora oggi gran parte degli mp3 ha un suono davvero miserabile, la gente non sa cosa perde. È vero che on line c’è tutto, che puoi trovare ogni cosa tu voglia ascoltare, ma che gusto c’è ad avere a disposizione tutta la musica del mondo se poi l’ascolto è una schifezza? Ma ci sono macchine che decomprimono il suono e lo migliorano e poi con il digitale il sound è molto chiaro, lo puoi sentire a due miglia di distanza. E sta anche tornando il vinile, i ragazzi lo riscoprono. Quindi non ci si può lamentare troppo”.

È cambiato anche il suo modo di scrivere?
“Non ho mai cercato di scrivere e basta, ho sempre pensato alla musica. Avevo 5 anni e già scrivevo musica, quando ero piccolo facevo addirittura delle schifose composizioni classiche. Ma sono nato a Brooklyn, la radio era sempre accesa, e questo mi ha insegnato ad ascoltare con interesse ogni cosa. Non credo sia possibile vivere senza musica, pensate che mondo orribile sarebbe, non riesco a immaginare nulla di peggio. Senza musica il pianeta potrebbe morire, la musica è il respiro della gente, è quello che fa muovere il sangue nel corpo umano, è un arte che mette in moto la vita”.

Senza musica ci sarebbe stato Lou Reed?
“Non credo. Ho cominciato scrivendo una dozzina di canzoni surf, andavo in studio quando le registravano e lì imparavo tutto. Ho inciso il primo disco a 14 anni con la Mercury: gli stessi che lavoravano con Janis Joplin. Fu trasmesso alla radio dal leggendario Murray The K. Una volta sola. Guadagno totale: due dollari e pochi centesimi. Più o meno quello che guadagno ora con i download. Sono tornato alle origini”.

Perché i Velvet Underground sono rimasti così centrali?
“Eravamo il gruppo più sofisticato e articolato che si fosse mai visto. Immagini cosa potrebbe accadere se si potessero mettere in rock i testi, che so, di Tennessee Williams o di William Burroughs. Io cerco di scrivere a quel livello, ci riesco? Non lo so, ma ci provo”.

Poi c’era Andy Warhol…
“Lui era fantastico, eravamo la sua band, l’unica band della Factory, nessuno ci conosceva, c’era addirittura chi pensava che Warhol fosse il nostro chitarrista. Non avevamo ingaggi, suonavamo alle sue mostre: lui faceva le installazioni e noi ne facevamo parte, portavamo gli occhiali scuri perché c’erano sempre tante luci da tutte le parti. Warhol ha fatto tutto prima degli altri. Non parlava molto, lavorava ventiquattro ore al giorno, non ho mai visto nessun altro essere così totalmente immerso nella sua arte e nel suo lavoro”.

Le piace la musica di oggi?
“Tutto è già stato fatto, avere idee completamente nuove è veramente complicato. Ma qualcuno ci riesce. Kanye West per esempio. Lui ci prova, ha un mix incredibile di generi, suoni, melodie, personalità, è bravo e anche molto divertente, è su un altro livello rispetto agli altri”.

Il suo ultimo lavoro è stato con i Metallica, non particolarmente fortunato…
“La collaborazione con loro è nata dietro le quinte della Hall of Fame, ci siamo conosciuti e abbiamo pensato che sarebbe stato bello fare qualcosa insieme. Loro volevano fare le mie vecchie canzoni, io gli ho proposto Lulu di Bob Wilson. Beh, quella canzone ha avuto le peggiori recensioni di sempre. I fan dei Metallica hanno protestato, così loro hanno scartato l’ipotesi di partire insieme in tour. Ma l’hanno fatto solo per soldi. Il che mi sembra incredibile: quando hai un “gazillione” di dollari ogni tanto puoi permetterti di fare qualcosa perché ti va, per amore, per passione. Ai soldi non ho mai pensato. Nel caso farei il politico, non l’artista”.

Cosa la ispira oggi?
“Quando scrivo vado a intuito, ma non ho mai davvero capito la scrittura. So che si pensa che io scherzi ma proprio non capisco come la scrittura possa diventare un lavoro organizzato, una disciplina. Se un testo viene al volo, bene, altrimenti non c’è verso. Non posso accendere un fuoco e mettermi a pregare perché funzioni”.

Tornerà presto a scrivere e produrre musica?
“Sì, finché avrò idee”.

Tanti auguri vinile Dai “padelloni” alle aste sul web 65 anni senza smettere di girare

http://www.lastampa.it/2013/06/20/societa/tanti-auguri-vinile-dai-padelloni-alle-aste-sul-web-anni-senza-smettere-di-girare-xk69ZxfWBOg9yEmpnBN1fJ/pagina.html

Pink Floyd, Beatles e Vasco Rossi
i più scambiati su eBayAnnunci
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO
Il vinile compie 65 anni ma ad andare in pensione proprio non ci pensa. Dalle edizioni limitate per i Record Store day all’exploit dei Daft Punk- 19mila copie vendute in una settimana per l’ultimo album “Random Access Memories”- la corsa del giradischi non si ferma più. Moda, retromania, feticcio hipster: la puntina che doveva essere spazzata via da cd, mp3 e servizi in streaming è viva, lotta, e festeggia un anniversario importante. Era il 21 giugno 1948 quando, in una conferenza stampa convocata al Waldorf Astoria di New York, la Columbia Records lanciò il primo 33 giri: una raccolta di Frank Sinatra. Esattamente 65 anni più tardi, con i negozi di dischi ridotti allo stremo, la grande caccia al disco si è spostata in rete. Più esattamente su eBay, mercatone virtuale che prova a fotografare le passioni e i tic degli italiani irriducibili della puntina.

I più cercati
Tra gli italiani, il più scambiato è Vasco Rossi, primo indiscusso con oltre 700 annunci davanti a Mina, seconda e Lucio Dalla. Quarto posto perAdriano Celentano (120 annunci) davanti a Fabrizio De Andrè (118 annunci) che supera di pochissimo Luci Battisti (116 annunci) e Claudio Baglioni (113 annunci). Seguono Francesco Guccini (89 annunci), Francesco De Gregori (73 annunci) ed Edoardo Bennato (68 annunci). Oltre la decima posizione troviamo nell’ordine Antonello Venditti, Eros Ramazzotti, Ornella Vanoni ,Gianna Nannini, Franco Battiato, Luigi Tenco, Gino Paoli, Patty Pravo , Fred Bongusto e Gianni Morandi.

Tra gli stranieri, a sorpresa, la spuntano i Pink Floyd, con oltre 800 inserzioni. Poi, Beatles e Rolling Stones.
Fuori dal podio Elvis Presley (667 annunci) precede di molto Madonna (180 annunci), Bob Dylan (132 annunci) e gli U2 (112 annunci). Ottava piazza per The Who (91 annunci) davanti al duca bianco David Bowie (87 annunci), Michael Jackson e Jimi Hendrix, decimi a pari merito con 81 annunci.

Gli ultimi dei mohicani
Tra le inserzioni «scannerizzate» da eBayAnnunci si trovano piccole perle . Come il rarissimo vinile dei Led Zeppelin: «ORIGINALE, RARISSIMO e in condizioni eccellenti, impossibile da trovare ! Qualità audio ECCELLENTE, prodotto in Canada nel 1971 in pochissime copie», battuto a Cesena per 2300 euro. O il live degli Stones che vale uno stipendio, «Ultra raro, pochissime copie stampate tra il 1972 e il 1973». C’è poi chi offre intere collezioni compostecentinaia di pezzi. Come il collezionista di Forli che per 16.000 euro mette in vendita la sua collezione di 5.000 Lp : «Vendo solo in blocco collezione di 5000 lp dagli anni 1940 in poi in ottimo stato il prezzo non è trattabile . vi sono molte opere classiche all’interno , jazz , disco ecc . pezzi singoli di cantautori Italiani». E gli sbranati dalla crisi, il conto in banca vuoto e la discoteca piena: «Sono Dj e metto in vendita 1176 dischi in vinile. I dischi sono quasi tutti in ottime condizioni, alcune in buone condizioni. Perchè li vendo? Devo essere sincero: mi servono soldi»